lunedì, 31 gennaio 2005, ore 01:07

EMOZIONI

Alle prossime elezioni andrò a votare con lo spirito con cui ci sono andati gli iraqueni; stringerò le schede e, prima di usarle, le guarderò come il grande dono che sono, e ostenterò fiero la cedola col timbro della avvenuta elezione come un iraqueno mostra fiero il dito sporco di inchiostro. 

ilbuffone
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domenica, 30 gennaio 2005, ore 20:38

 Lo strano caso di Margherita Hack

In genere mi piace seguire trasmissioni come Voyager o Stargate; insomma quelle trasmissioni che si basano su misteri, leggende urbane e paranormale; non perchè ci creda, ma innanzitutto perchè sono narrativamente stimolanti, e seconda cosa perchè, ogni puntata, contrappongono due visioni paradigmatiche della realtà molto diverse, e a da questo scontro a volte nascono cose interessanti.

In genere in queste trasmissioni ci sta un tizio che dice qualcosa tipo: "Le piramidi le hanno costruite gli Alieni; gli egiziani non avevano i mezzi e poi poi ci sono strani corridoi che puntano alle stelle." Mentre tra gli ospiti presenti c'è sempre qualcuno del Cicap che in tono molto antipatico (tranne Polidoro che invece è molto pacato) se ne esce con qualcosa del genere: "Le piramidi sono una cazzata da costruire, datemi un pugno di schiavi e le costruisco anche io, poi anche una cabina telefonica punta le stelle eccetera."

In genere hanno torto entrambi, e dalla dialettica e da gente più competente di loro, nascono tesi e ipotesi che modificano il paradigma vigente. (e gli alieni in genere non c'entrano mai niente.)

Comprendo gli errori del Cicap quando non sono interpellati su materie competenti, in fondo sono per lo più fisici; ma non capisco quando sparano palle mostruose in campi in cui dovrebbero essere ferratissimi.

Un fisico dovrebbe conoscere il paradigma attuale della fisica come le sue tasche, ad esempio. Sembra che non sia il caso di Margherita Hack che deve essere rimasta a fine '800.

Quando qualcuno gli chiede se potremo mai incontrare forme di vita Aliene nell'universo, se ne esce sempre con una frase tipo disco rotto: "No, perchè la massima velocità raggiungibile è quella della luce e anche se andassimo a quella velocità le stelle sono lontane centinaia di anni."

Ora, a parte che le stelle più vicine non sono così lontane (la più vicina è solo a 4 anni), qualcuno dovrebbe spiegarle che da quando si è laureata sono state scoperte alcune cose e si dovrebbe aggiornare. Innanzi tutto sono state superate le teorie geocentriche ed eliocentriche, e poi un certo Newton ha elaborato la teoria della gravitazione universale :-)

A parte gli scherzi Hack ignora tranquillamente la teoria della relatività: se (per pura ipotesi) io potessi partire alla velocità della luce dalla terra verso proxima centauri e ritornare, la gente sulla terra mi vedrebbe tornare dopo 8 anni, ma per il sottoscritto è passato meno tempo di un battito di ciglia, meno di un secondo. Se fossi andato alla velocità delle luce precisa ci avrei messo tempo 0.

Ma la Hack a queste cose ci pensa o non le considera per una specie di malafede? Ai posteri l'ardua sentenza.

ilbuffone
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domenica, 30 gennaio 2005, ore 14:19

Berlusconi chiede disponibilità a Bocchino.

Che bella la politica italiana... E che bravi che sono quelli di Mediavideo a trovare titoli così concisi ma espressivi...

ilbuffone
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mercoledì, 26 gennaio 2005, ore 21:27

 Fatto l'inganno trovata la legge.

Va bene, la sentenza che ha dichiarato innocenti i reclutatori di "guerriglieri" è uno scandalo.

Però magari sarebbe il caso che per sicurezza venga varata una legge che garantisca il fatto che chi recluta gente per combattere contro il nostro esercito o i nostri alleati sia un criminale.

Con la massima urgenza.

ilbuffone
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mercoledì, 26 gennaio 2005, ore 21:21

 ERRRORI

E' possibile che nei miei post ci siano molti errori di battitura o altro. Purtorppo ho questo problema e non ho abbastanza tempo per correggerli tutti. Daltronde, come ho già detto, questo blog è molto "diario" e poco "giornale", quindi scrivo in modo personale, se qualcuno legge e trova degli errori pensi che poteva andare peggio, potevo essere la reincarnazione di icniV aD odranoeL

ilbuffone
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mercoledì, 26 gennaio 2005, ore 21:17

 CVD

su  panorama di questa settimana ci sta un'analisi simile alla mia dei nuovi prodotti Apple

ilbuffone
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mercoledì, 26 gennaio 2005, ore 21:12

 Fecondazione eterologa secondo la Bibbia.

E' tutto molto semplice; se lui è sterile e muore, lasciando la moglie senza discendenza, lei si fa scopare dal suo cognato (cioè il fratello del defunto marito) per garantirgli una discendenza.

Perchè Buttiglione non ne parla mai nei dibattiti?

ilbuffone
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martedì, 25 gennaio 2005, ore 00:55

 Steve Jobs e il Think different

Ultimamente tra le blogstar furoreggiano discussioni e post sulle nuove creazioni in casa Apple.

Discussioni rilanciate anche da Wittgenstein e da Camillo, due fanatici dei Mac.

Wittgenstein sembra piuttosto entusiasta, mentre Camillo, prima che venissero pubblicate le novità, chiedeva a gran voce a Steve Jobs di "pensare different" come da motto del marchio; in particolare esprimeva il desiderio di un cellulare/lettore mp3/browser e compagnia bella.

Fortunatamente Jobs sta una spanna sopra a Rocca (autore di Camillo), e sa che quello non è pensare different. Pensare different non è dare a ai clienti quello che pensano di volere; pensare different è dare ai clienti quello che non sanno di volere! e darglielo prima di tutti.

Così Jobs negli anni settanta se ne è uscito con un computer dotato di monitor e tastiera, convinto che i computer sarebbero dovuti entrare nelle case, che se uno ci pensa è assurdo per quell'epoca! Che cosa se ne faceva uno di un computer a casa? Ma la razionalità non era da ostacolo a jobs, vendeva quei computer agli hacker e a chissa chi altro finche non ha preso il sistema grafico e il mouse alla xerox e ne ha capito l'enorme potenziale.

BOOOM! Nacque il pc come lo conosciamo oggi.

E' un luogo comune che il sistema windows sia inferiore al Mac Os, in realtà non è vero; ci sono tante battute sulla rigidità del sistema windows che vuole i programmi e il mercato solo come vuole lui, in realtà la politica Apple è stata ancora più inflessibile, il Mac Os gira solo sui loro computer. Bill Gates invece ha dato il suo sistema a tutti, pagandone in qualità, si è pure disinterassato dle fatto che venisse piratato perchè grazie a questo può mantenere il monopolio.

Mac Os è tecnicamente migliore, ma ha sempre peccato di questa rigidità e Jobs da quando è tornato alla Apple sembra averlo capito e sembra si sia stufato delle storiche posizioni di nicchia. Però non ha usato il sistem Microsoft per ampliare il suo mercato, ma sembra stia usando il sistema "think different".

Ma vediamo le proposte Apple più recenti:

Ipod: il primo prodotto Apple che infrange il muro dell'incompatibilità con Windows, un lettore mp3, di fascia premium, grazie a questa compatibilità la Apple ha delle quote di mercato nel settore lettori mp3 intorno al 90%

Ipod Mini: Nascono lettori mp3 piccoli ed economici, Apple risponde con questo nuovo Ipod, sempre fascia premium ma con dimensioni ridotti.

Ipod Shuffle: il mercato Apple è eroso ancora dai piccoli lettori cinesi che costano una miseria (pur con una qualità molto inferiore rispetto all'ipod). Apple risponde coem solo lei poteva fare, con un vero think different, senza mediazioni: un Ipod nanoscopico che più piccolo di così non si può; ha un problema, è troppo piccolo per avere un monitor. E cosa fanno alla Apple? Semplice, ci pensano bene e decidono di levare il monitor; in fondo è così importante poter sciegliere la playlist? Se è importante si può optare per un Ipo classico, senno' al prezzo e alle dimensioni è stato sacrificato anche il monitor.

Con gli Ipod la Apple ha fatto una grandissima mossa strategica, ha ampliato la sua penetrazione di mercato in modo brutale, sono aumentati i clienti che hanno in casa un prodotto Apple, possono abituarsi e apprezzarne la qualità, resta solo un altro problema; i soldi non si fanno con gli Ipod, gli Ipod sono solo un'appendice della rivoluzione informatica.

Apple poteva rendere Mac Os simile a Linux in modo che la gente cominciasse ad usare il suo software, ma ha fatto di più, ha fatto meglio, si è inventata una specie di "compatibilità hardware."

Macmini: Costa poco, è abbastanza potente, e sopratutto è più piccolo di un'autoradio; questo prodotto stravolge l'idea di personal computer, stravolge anche l'idea di portatile, è un pc ma lo si può portare dove si vuole, si puo' usare per videogiocarci, per vedere i film, per navigare ecc. ovunque ci sia un monitor e una tastiera (il mouse si può anche portarlo da casa. Per cihi ha provato l'Ipod questo gioiellino di design è una tentazione irresistibile, anche se si è sempre rimasti nell'ambito Ibm compatibile.

E una volta creato un cliente affezionato col suo Ipod Shuffle e il su Mac mini si potrà passare forse a cose più serie come i potenti g5.

Credo che avremo un rinascimento Apple nei prossimi anni, secondo me potrebbe arrivare anche al 20% di quota di mercato sui personal, staremo a vedere.

ilbuffone
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sabato, 22 gennaio 2005, ore 14:17

Recensione-  3001: odissea finale - Arthur C. Clarke

Ho affrontato questo libro con un'idea in mente, sapere cosa fosse quel monilito nero di 2001:Odissea nello spazio.

E già che c'ero volevo anche paragonarlo al film, l'ho trovato in una biblioteca, avevano solo il 3001, il 2001 no.

Leggendo il libro mi sono reso conto che il successo del film è dovuto al kubrick nell'esasperazione della sua esperienza cinematografica: una trama ridotta all'osso che stupì anche lo stesso Clarke (coautore della sceneggiatura) e suggestioni dovute alla forza delle immagini nude e crude, quasi avulse dalla trama e con un che di indefinibile di archetipo. Musica classica coem accompagnamento.

Il tutto in un ottica metafisica, del film non ci ricorderemo l'intreccio, la fabula, ci ricorderemo la scimmia che lancia in aria un osso che diventa quasi per metonimia un'astronave, ci ricorderemo l'allineamento stella re sul monolito, ci ricorderemo Hal che canta "giro giro tondo".

E poi il finale in delirio, la'lbergo vittoriano con il monolite sul letto di morte e quell'inquietante feto spaziale nascere al suono di "Così parlò Zathustra."

Invece su 3001 Odissea finale non c'è nulla di tutto questo.

Ci sono brillanti invenzioni futuribile, dettagliate come la ruota gravitazionale del film. Enormi colonne partono dalla terra fino all'orbita geostazionaria e sono collegate le une alle altre grazie ad una anello artificiale che rende la terra quasi simile a Saturno. Spiega che cos'è il monolito, ed era meglio non saperlo. Spiega troppo, il bello del film era che ognuno riempiva quelle immagini con significati presi dal proprio vissuto.

La trama è interessante tuttavia, ma spesso si perde in discorsi che non hanno senso di esistere nell'anno in cui è ambientato, al protagonista (uno dei protagonisti di 2001, rimasto ibernato per mille anni e poi risvegliato) viene descritta la sua epoca come un'epoca di barbarie e tra gli esempi portati oltre alle guerre viene citata l'infibulazione. Tutto mi aspettavo meno che di trovare un'argomento simile in un libro ambientato nel 3001 sembra quasi che Clarke non riesca a descrivere un futuro così remoto senza vincolarlo alla realtà odierna.

Poi ci sono attacchi poco sensati alla religione, non alla credenza di Dio o meno, ma alle religioni ufficiali accusate quasi come artefici di ogni male, come se dietro alle crociate o alla persecuzione degli eretici non ci fossero stati interessi commerciali e di potere.

Insomma, quello che poteva profilarsi come uno sguardo mistico verso il futuro, sembra a volte un libro di attualità travestita da fantascienza; dove l'autore dice la sua sulle realtà del presente (i concetti sono esposti dai personaggi, ma risulta chiaramente che sono condivise dal'autore), e alla fine del libro rimane un po' di rimpianto per il film di kubrick.

Leggibilità 7

Stile 5

Contenuto 6

Caratura 7

 

ilbuffone
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venerdì, 21 gennaio 2005, ore 12:27

Ambientalismo

Io, in quanto ambientalista, mi dichiaro favorevole al ritorno all'energia nucleare in Italia.

Una valida alternativa economica al petrolio.

Al ritorno del nucleare si dovrebbe accompagnare un'abbattimento degli sprechi energetici.

Tutto questo, ovviamente, nell'attesa di vedere entrare in funzione la prima centrale a fusione. 

ilbuffone
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mercoledì, 19 gennaio 2005, ore 01:35

Embrione e Fuzzy logic (con esempi pulp)

Questa cosa mi frulla nella mente da un po' di tempo, ovvero da Dicembre, quando il filosofo Severino  sul Corriere ha provato ad usare l'ontologia aristotelica per dibattere dell'embrione.

Aristotele insomma, un filosofo moderno; sfortunatamente non ha usato la fisica aristotelica per dibattere dello sbarco su titano, sulla radiazione di fondo o sulla cosatnte c; sarebbe stato divertente.

Molti l'hanno preso in giro perchè non si capiva niente di quello che ha detto, ma io l'ho capito; in parole povere ha detto questo:   L'embrione è in potenza uomo, cioè ha la possibilità di diventare un uomo, ma potrebbe darsi, per ipotesi di no, quindi è potenzialmente un non-uomo.

Visto che può essere sia uomo che non, potenzialmente è una cosa che non è uomo. Spero di essere stato chiaro, sicuramente più del testo originale.

Tutto questo scervellamento di Severino toppa, purtroppo per lui e per i filologi che hanno tentato di comprenderlo, clamorosamente.

Come esperimento mentale applichiamo il ragionamento a Severino medesimo:

Severino è potenzialmente un Uomo, infatti può essere benissimo che domani si alza fa colazione filosofeggia 8 ore e poi torna a casa dall'ufficio filosofico. tutte attività da uomo.

Però c'è sempre la possibilità, seppur remota, che domani un meteorite di 500 kg gli casca in testa lasciando al suo posto un fumante cratere, e quello che rimane è tutto meno che un uomo.

Appurato questo, non è che uno lo può criocongelare, usarlo per la ricerca medica e dire: "Tanto c'era sempre la possibilità che gli cascasse un meteorite in testa".  Non va, è sbagliato, semplicemente perchè Severino è già un uomo; e il nocciolo del dibattito è se l'embrione sia già uomo, a nessuno importa se sia uomo potenzialmente, nessuno conserva gelosamente i prorpi spermatozoi in provetta perchè potenzialmente uomini.

Il tema del dibattito è questo, bisogna innanzitutto vedere come mai siano presenti differenze di vedute così consistenti; e qui entra in campo la fuzzy logic che è citata nel titolo del post.

Per incominciare bisogna rendersi conto di una cosa; l'essere non è discreto, è un continuum di materia, energia e quant'altro che solo il nostro pensiero rende discreto. Panta rei direbbe Eraclito.

Dalla nascita alla morte cambiamo le molecole che compongono il nostro corpo per circa tre volte, questo vuol dire che a novant'anni siamo una cosa che materialmente non ha nulla che vedere rispetto a quando ne avevamo quindici. L'uomo materialmente è, quindi una conformazione di atomi disposti nello spazio tridimensionale in continuo divenire, esattamente come il resto degli atomi dell'universo.

Di fronte a tutto questo casino la nostra mente deve fare qualcosa, ovvero deve rendere discreto l'universo, sennò non ci capisce niente. Rende l'universo discreto inventando delle etichette mentali e appiccicandole ai fenomeni che si manifestano ai suoi sensi.

Però non può dare ad ogni singola massa di oggetti un nome proprio, perchè sarebbe inutile. E qui per essere più chiaro devo ricorrere ad un esempio.

Prendiamo un uomo che non ha mai visto un ferro da stiro, e gli facciamo un bel segno nero proprio in mezzo al petto con un ferro da stiro, dopo vari minuti in cui si contorce per il dolore decide di chiamare quest'oggetto pericoloso "Sblorg".

Adesso leviamo Sblorg dal campo visivo e mettiamo davanti agli occhi dello sfortunato un altro ferro da stiro molto simile al primo; adesso può fare due cose, o lo chiama "Slurp" e si fa fare un altra ustione di secondo grado e così via un nome dopo l'altro finché non muore. Oppure decide che "Sblorg" è un nome comune, e che quell'oggetto che gli stiamo per appoggiare nella zona inguinale è proprio uno "Sblorg". Aivoglia a dire che lo Sblorg in realtà sta nell'altra stanza, non riusciremo ad ustionarlo senza ricorrere all'uso della forza.

L'omino intelligente, oltre a pensare di essere fortunato che gli è capitato lo sblorg invece della meteora di Severino, ha fatto un'operazione mentale interessante, ha generalizzato: ha detto che tutto quello che ha quella determinata forma o una forma molto simile, è caldo pesa un tot eccetera, è uno sblorg e non vuole avere nulla a che fare con quest'oggetto diabolico.

Ed è un'operazione che impariamo a fare sin da bambini, non diamo un nome diverso ad ogni tavolino che incontriamo, usiamo la stessa parola per tutti i tavolini, li chiamiamo "tavolino". E così riusciamo a rendere così l'Essere una cosa discreta, anche se siamo coscienti che il tavolino che sta in soggiorno non è lo stesso che sta in camera da letto, sono due cose diverse che condividono determinate proprietà.

Tutto questo lungo incipit per spiegare finalmente la Fuzzy Logic e cosa c'entra con la questione embrione.

La nostra mente si immagina il tavolino come un piano di legno rettangolare sorretto da qauttro paletti di legno verticali posti vicino agli angoli.

Ma un tavolino triangolare, con solo tre gambe, è un tavolino? Certamente, ci sentiamo di dire, ma sentiamo che è un po' meno tavolino rispetto al modello di tavolino a quattro gambe al quale eravamo abituati.

Biologicamente un'oliva è un frutto, ma anche se lo consideriamo tale, nella nostra esperienza sconfina molto nel campo semantico delle verdure, perchè sulla capricciosa ci vogliamo le olive, non le banane. E sul cestino delle merendine ci si mette succo alla pera o alla pesca, non un brick con l'olio d'oliva extravergine da bere con la merendina.

Questo perchè quando generalizziamo non lo facciamo a compartimenti stagni, ma in modo "nebbioso", abbiamo degli oggetti che collochiamo al centro della categoria semantica; ad esempio la mela è al centro della categoria frutto, la noce di cocco più periferica, e oltre l'oliva si collassa sulla categoria verdure perchè vengono a mancare una serie di caratteristiche proprie dei frutti e diventano troppo preponderanti quelle delel verdure.

Colomba è al centro della categoria uccello, gallina in periferia, e pinguino all'estremo limite; quasi collassa nella categoria foche.

Il bello dell'uomo è che tutti sono convinti di saperne riconoscere uno, ma nessuno riuscirebbe a definirlo in modo esaustivo.  SI potrebbe definire come un animale con quattro arti, simile alla scimmia con i peli concentrati principalmente sulla calotta cranica. Poi bisogna trovare un volontario che va a dire a Collina che non è umano.

per non parlare di chi è stato in guerra o è nato deforme e ha solo tre arti, chi glielo dice che non è un uomo?

In genere culture diverse danno luogo a definizioni diverse, cambiando il campo semantico (la nebbia che dicevamo sopra) Per un Nazista l'uomo è tale solo se di razza ariana, i dirigenti dei campi di sterminio erano tutti familiari affettuosi e premurosi, gente per bene, sterminavano gli ebrei a cuor leggero perchè per loro semplicemente non erano uomini.

Provate a convincere qualcuno a torturare e uccidere un uomo, non ci riuscirete mai. Però potete sempre convincerlo che l'altro non è un uomo; basta definire come caratteristica fondamentale dell'uomo una caratteristica che manca alla vittima.

E' un infedele, è un disabile, non ha conosciuto il vangelo (fior di filosofi ne hanno discusso dopo la scoperta delle americhe), è un terrorista, è un assassino, è una donna, è biondo, è peloso.

Chi più ne ha più ne metta, l'embrione crea tanti problemi perchè tende ad essere al confine del campo semantico /Uomo/, alcuni lo includono all'interno, per altri collassa in qualcosa d'altro. Sicuramente sta in una zona di confine.

Chi dice che è un uomo, in genere considera una proprietà fondamentale dell'uomo il codice genetico. Però secondo questo ragionamento un Down potrebbe non essere considerato un uomo perchè ha un crosoma in più.

Emma Bonino invece non considera l'embrione Uomo perchè per lei è importante la coscienza, ma sono sicuro che non è l'unica cosa che le importa, sono abbastanza sicuro che se la invitate a cena e le offrite uno stufato di bambino di un anno,  quindi ancora incosciente, lei non se lo mangia; perchè non lo vede come un animale.

Nessuno ha la verità in tasca, /Uomo/ è soltanto una parola, cambia solo dove si appende l'etichetta. La scelta non può essere scientifica,(la scienza non è in grando di dirci nulla a riguardo) è per forza di cose ideologica.

Ed eccoci giunti al nocciolo della questione, dove finalmente mi schiero. Personalemnte l'embrione sta molto al confine della mia nebbia semantica, potrei anche non considerarlo un uomo, ma quello che penso è che non importa quello che credo io, è la legge che dovrebbe essere chiara

Le leggi definiscono le norme, e le norme non possono essere fuzzy, devono essere le più chiare, nette, precise che sia possibile.

Ma la legge Italiana è piena di diritti dell'uomo e non spiega chi è uomo e chi no, dovrebbe prendere posizione.

Secondo il mio modestissimo parere questa posizione dovrebbe considerare il campo semantico più ampio.

Se tante persone sono convinte che l'embrione sia uomo, non mi sembra giusto disprezzarli come fossero degli idioti rimbecilliti dal vaticano (che poi magari sono pure atei tipo Ferrara), hanno semplicemente una loro sensibilità, non me la sento farli vivere in un paese dove secondo la loro ottica si fanno esperimenti scientifici su bambini.

Incredibilmente avrebbero più diritti cani e gatti che gli /essere che si trova al confine semantico tra uomo e gamete/.

ilbuffone
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martedì, 18 gennaio 2005, ore 21:08

 Recensione- Il codice Da Vinci - Dan Brown

Ho deciso che su questo blog ci metto recensioni di film che vedo e libri che leggo, questa è la prima, sono mesi ormai che ho letto questo libro ma ce la metto uguale perchè ci sono cose che vorrei dire.

Innanzitutto non riesco a capire il successo di questo libro, cioè capisco che ch sia best seller visto che ricalca più o meno i best seller alla Ken Follet, però non mi capacito di come sia riuscito letteramente a schiacciare tutti gli altri; questo mistero necessita un'analisi approfondita.

Il Codice Da Vinci è un libro a metà strada tra il thriller e l'avventura; un tizio e una tizia scoprono  che ci sta una setta chiamata Priorato di Sion, che affonda le sue radici nella notte tempi e che includeva gente del calibro di Leonardo Da Vinci. La ragione sociale della setta all'inizio sembra simile alla P2, ma poi si scopre che è tipo i Bambini di Satana, o quella di Eyes Wide Shut dove la gente ci si iscrive per fare le orge. Solo che, a differenza delle altre sette, alcuni membri conoscevano il mistero del Graal, l'ultimo a conoscerlo muore proprio all'inizio del libro, lasciando fortunatamente degli strani indizi che potrebbero portare i protagonisti a sapere dove si trova il Graal.

Il libro è molto, molto leggibile, scorre bene tra un indizio da settimana enigmistica ed un altro, un'autentica caccia al tesoro. Gli enigmi sono tratti dala letteratura e dalla saggistica sull'argomento, per saggistica si intende quella del tipo Rennes les Chateau, niente di particolarmente scientifico insomma.

Affianco a questa ottima leggibilità che ti fa pappare il libro in un paio di giorni ci sono veramente un sacco di difetti.

A livello stilistico tanto per incominciare; la tensione che accompagna il lettore non è creata tanto dalla fabula, dall'intreccio, quanto piuttosto da espedienti stilistici. Il narratore infatti è onniscente, di quelli che sanno i pensieri di tutti i personaggi, però li presenta in un modo parziale che tende a creare un'immagine nel lettore salvo contraddirla cento pagine dopo e spacciarla per un colpo di scena.

Esempio: la protagonista pensa ad un episodio della sua infanzia (il virgolettato è mio, liberamente ispirato). "E quella volta che scoprì quel passaggio segreto nella sua casa, lo attraversò e trovò quella scena orribile, suo padre... che cosa orribile, non ci voleva neanche pensare, come aveva potuto fare quella cosa la? Da quel giorno non si erano più parlati, e qull'avvenimento continuava a martellarle la testa...."

Ma! dico io... ma dimmelo che ha visto no? E invece lo dice solo due capitoli dopo.

Anche dal punto di vista della trama ci sono anche li pecche vistosissime.

Il protagonista è un professore di iconologia, ma per quel poco che ho studiato di iconologia non c'entra quasi una mazza con quello che dice lui durante il libro, è una macchietta di professore.

Ci sono delle incongruenze strane, ad esempio: si tratta di una setta che crede che Gesù era sposato, e fin qui va bene, ma per quale assurdo sillogismo i membri della setta si dedicano alle orge? Qual è il nesso?

Un'ultima considerazione va fatta sulla polemica che ha suscitato; per il fatto che non da un'immagine idilliaca della chiesa, ne attacca alcuni dogmi fondanti eccetera.

Per quanto mi riguarda sono tutti espedienti letterari che cercano di essere verosimili, tipo farenheit 9/11; solo che non credo che l'autore abbia voluto dire "la verità" sul Graal Leonardo e la Chiesa; ma molta gente ha pensato proprio questo, e forse è per quello che molti sono rimasti delusi dal finale, quasi si aspettassero che il Graal ce l'avesse l'avesse l'autore sul comodino del letto e che la chiesa abbia veramente tentato di occultare il fatto che Gesù era sposato. E purtroppo forse il successo del libro è dovuto proprio a questo verosimile (ma non vero) attacco alla chiesa. Decodifica aberrante all'enesima potenza.

Leggibilità 9

Stile: 4

Contenuto: 6

Caratura: 5

ilbuffone
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martedì, 18 gennaio 2005, ore 19:39

Si ricomincia

Dunque, appena cominciato già mi sono preso una bella pausa, per la serie chi ben comincia.

D'altronde feste e impegni sono stati piuttosto stressanti, e finito lo stress e gli impegni uno non ha neanche voglia di scrivere.

Qualcuno mi ha chiesto che impronta voglio lasciare con questo blog; la realtà è che non ho un idea precisa.

Ho intenzione di impostarlo come fosse un diario, dove ci schiaffo quello che mi passa per la testa. Sinceramente non credo nell'impostazione giornalistica dei blog, mancano semplicemente di accessi sufficientemente decenti alle fonti; mentre invece possono essere un grande movimento d'opinione (nel senso che potrebbe contribuire a formare l'ente astratto chiamato "opinione pubblica" che non esiste fisicamente).

Non ho intenzione di di affrontare il blog con un taglio politico o d'attualità comunque, magari un po' si, come dimostrano i 3 postini di prova che ho lasciato all'inizio, ma vorrei mescolarlo con qualcosa di più individuale, poi penso che prenderà una via propria, Selvaggia Lucarelli agli esordi ci metteva le poesie.

Detto questo mi sto scervellando su come cambiare il template, quello che ci sta ora è uno di quelli standard, è carino, potrei anche lasciarlo così com'è, tanto lo cambiano tuti quindi sarei lo stesso originale. Però vorrei cambiare l'immagine sotto al titolo, che è carina ma vorrei metterci qualcosa di più attinante al nome del blog. L'unico problema è che io di html non ci capisco un acca non sono riuscito a capire come diavolo si cambia. Maledetta immagine.

ilbuffone
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