Paolo aridacce i commenti
Le guerre civili ha tolto i commenti; sembra perchè ci sono stati dei flame; credo che ha tutto il diritto di farlo anche se io personalmente avrei cancellato solo i comemnti provocatori senza eliminarte la possibilità di commentare.
Mi dispiace; l'ultimo commento che avevo scritto era su questo post ; dissentivo dalla strategia di marketing da lui ventilata perchè il Brand Image della Ferrari è tale solo in quanto di lusso e tecnologia estremi.
E' tale perchè non si puo' fare una Ferrari a gpl, ad esempio, perchè deve essere sempre rombante con scatti da brivido; non devono essere circolanti Ferrari con carrozzeria ammaccata, se una Ferrari viene incidentata deve essere immediatamente rimorchiata e fatta riparare da un meccanico Ferrari.
Ci sono tutta una serie di cose che rendono il marchio tale, staccare il marchio Fiat dalla Multipla, dalla Stilo, dalla Panda e metterci quello ferrari inquinerebbe il brand image, è come se la Bang e Olufsen si mettesse a fare lettori Mp3 a basso costo.
Non si può, l'unica sarebbe usare la tecnologia Ferrari alle future produzioni, e ampliare la gamma dei veicoli; ma non so fino a che punto potrà rispondere alle esigenze dei prossimi consumatori.
L'Europa è unita, i giovani viaggiano, la gente viaggia, i voli aerei costano una miseria, Roma-Milano in treno costa 9 €; non è solo di lusso e Ferrari che hanno bisogno i consumatori, ma di qualsosa di tremendamente sostanzioso dietro al prodotto; macchine in grado di consumare poco per i lunghi viaggi; macchine in grado di consumare e inquinare ancora meno in città, a discapito magari delle prestazioni.
E forse qualcos'atro che non so, dovrebbero riuscire a stupirci, se riescono a farlo sfonderanno, se continuano a riproporre frittate che propongono anche altre case automobilistiche peggiorandole pure soccomberanno.
Questo è il mio pensiero e non so cosa Paolo mi abbia poi risposto.
Scalfari
Scalfari, in questo articolo dell'espresso, non descrive i neoconservatori come dei piduisti invasati che vogliono dominare il mondo, ma piuttosto come degli idealisti, un po' utopisti, che vogliono liberarlo.
Forse ogni tanto legge quello che scrive Rocca
P.S. purtroppo nello stesso numero ci sta il solito Bocca : "Si tratta, papale papale, di un programma imperialistico neo conservatore basato sostanzialmente sul diritto al dominio e all'impunità del più ricco e del più forte."
Ancora su Severino
Non vorrei sembrare uno che infierisce , però sto tizio un po' se le cerca; ho rimandato questo post un paio di settimane ed è riferito ad un intervista che ho letto sul messaggero (o era il Corriere? in ogni caso niente link, ho provato a ritrovarla ma niente da fare).
Allora, il nostro continua a sostenere che il suo ragionamento sull'embrione uomo e non-uomo in potenza era corretto e cita a suo sostegno due aristotelisti (2000 anni a studiare Aristotele neanche lui pensava di essere preso così sul serio, e pensare che questa gente poteva studiare fisica, biologia e offrire contributi decisivi all'umanità invece che rimuginare in continuazione quello che ha detto un tizio migliaia di anni fa e che al giorno d'oggi è considerato completamente superato, pure la logica aristotelica che si è dovuta arrendere ai principi dell ameccaninca quantistica.)
In ogni caso sembra aver compreso che la questione non è se l'embrione sia uomo in potenza, ma se sia uomo in atto, oltre a ribadire il suo ragionamento se ne esce con una "cosa" sintetizzata più o meno così:
Siccome gli embrioni sono senza peccato se uno li ammazza vanno nel Regno dei Cieli.
Gente così è laureata in filosofia eh!
Ma, io mi dico... Prima di fare dei paradossi da Zenone dei poveri uno non dovrebbe un attimo conoscere l'oggetto della questione? Severino conosce il concetto di peccato originale? Ha mai letto la Divina Commedia? Lo sa che i non battezzati vanno nel Limbo? (In realtà la discussione teologica è ancora aperta ma non chiedete numi a me che io a queste cose neanche ci credo)
A parte questo la cosa che mi infastidisce di più è l'uso della parola "Regno dei Cieli" come sinonimo di Paradiso, che vuol dire che uno del Cristianesimo (e dell'Ebraismo) non ci ha capito una mazza.
L'instaurazione del Regno dei Cieli sulla terra, che per il cristiano è iniziata con la resurrezione di Cristo è legata ad una visione essenzialmente politica della religione; ogni cristiano è chiamato prendere la sua croce e a costruire il regno dei cieli sulla terra, la visione da bigotti del "comportiamoci bene perchè se pecchi vai all'inferno/purgatorio" è un'aberrazione del Cristianesimo devastante; se Mosè e gli altri patriarchi biblici avessero avuto questa mentalità non evrebbero mai fatto quello che hanno fatto. Gli ebrei antichi (e che io sappia anche alcuni moderni) non credevano nel paradiso, che è una credenza tarda che si trova scritta in Enoch per la prima volta.
Per gli antichi ebrei l'anima finiva nello sheol che non era un posto nè bello nè brutto e nel quale ci finivano sia buoni che malvagi; L'Ebraismo è nato per una concezione di un Dio che agisce nella storia, e anche i Cristiani dovrebbero crederlo. é questa l'idea di Spirito Santo.
E detto questo spero che Severino non scriva altre cazzate, sennò dovrò veramente scrivere lo sbarco su Titano secondo la fisica aristotelica e secondo Severino.
Recensione - Sfera - Michael Crichton
Questo è forse il libro di Crichton più marcatamente fantascientifico nel senso classico del termine.
Mi è stato regalato per Natale e l'ho finito di leggere in pochisismi giorni, ma lo recensisco solo ora perchè ho dato la precedenza ad altri due libri.
Contrariamente alle ultime produzioni dell'autore come "Time line" e "Preda", questo libro risale a una fase artistica in cui l'autore aveva veramente qualcosa da dire oltre a delle storie avvincenti.
Il romanzo è ambientato all'interno di una base sottomarina nel pacifico; base costruita apposta per studiare una gigantesca astronave che sembra essere precipitata trecento anni prima in quelle acque.
Lo stile è, tipico di Crichton, molto asciutto (quasi una sceneggiatura) e dettagliato in modo maniacale; ma nonostante questo riesce a calare benissimo il lettore nell'atmosfera claustrofobica che sarebbe inevitabile in piccoli cilindri di metallo a trecento metri dall'atmosfera.
Il punto di vista dello scrittore è quello del protagonista: uno psicologo che anni prima aveva creato un piano dettagliato per il governo su come affrontare l'incontro con civiltà extraterrestri. Non avrebbe mai creduto che sarebbe servito a qualcosa ed, invece, si trova all'improvviso a dover gestire una cosa del genere in condizioni proibitive.
L'ambientazione sembra dunque costruita apposta per stressare il gruppo di studio, e così sarà; in effetti questo libro cerca di essere un viaggio del protagonista nei meandri della psiche umana e sociale, nell'astronave si troverà infatti una grande sfera di indubbia provenienza extraterrestre; un manufatto archetipico (l'essere parmenideo, ma anche la forma che tendono ad assumere orbite, pianeti e buchi neri) di cui si ignora la funzione e che richiama alla mente il monolito di Odissea 2001. Quando un membro dell'equipaggio riuscirà ad entrare (ed uscire) da questa sfera si verifica un precipitare degli eventi, con la sfera che sembra comunicare col gruppo e che ricorda vagamente HAL. Ogni membro si troverà a fare i conti con i propri timori ancestrali.
La bravura dell'autore sta nel fatto che riesce a far percepire questi conflitti in modo asettico, facendo parlare i fatti o personaggi; infatti il narratore non si discosta mai dal punto di vista dello psicologo, non ci fa "leggere le menti" degli altri personaggi; per cui i loro conflitti emergono dai loro comportamenti.
Cosa sia la sfera, cosa ci sia "dentro" la sfera non lo dico, però dico che i capitoli finali non lasciano affatto delusi.
Come ultima nota aggiungo che dal libro è stato tratto un bel film, piuttosto fedele all'opera originale e con alcuni elementi che non compaiono sul libro veramente buoni (mi rcordo ad esempio uno scaffale pieno di libri, erano tutte copie di "20.000 leghe sotto i mari" e tutte le copie erano stampata solo fino a pagina 37, angosciante.); ovviamente, come sempre, il libro contiene cose che sul film non ci sono, ma una volta tanto non si rimane delusi dalla pellicola.
p.s. Il film è interpretato da attori di un certo calibro, Dustin Hoffman, Sharon Stone e Samuel L. Jackson su tutti
Leggibilità 8
Stile 7
Contenuto 7
Caratura 8
Cambio L'immaginetta
Forse questo header non è bello come quello base di splinder, però almeno è più in tema col titolo.
A tal proposito devo ringraziare Carolina e poscia la linko pure.
A proposito di bestie mangiacadaveri.
Si certo, importunare una persona in piena elaborazione del proprio dolore dicendo "Ah ah, avevi torto" è sbagliato; uno dovrebbe dare solo il proprio appoggio morale e concreto, questi discorsi si faranno in seguito.
Detto questo; la prima pagina de "Il Manifesto" del dodici settembre 2001 titolava a grandi caratteri: "Chiediamoci perchè."
"Il Manifesto" il giorno dopo
Allora, visto che un mio mentore mi ha detto "sorveglia tu la situazione e segnala" io ho detto hop! e il giorno dopo ho trattenuto il fiato e mi sono letto tutto il manifesto (non ero mai riuscito a farlo).
Sono interessato a come l'elaborazione del dolore influenzerà (se lo farà, mica è detto) l'ideologia del manifesto, visto che, per le poche nozioni che ho di psicologia sociale, si è creata una frattura nella loro mappa del mondo che non può essere ignorata, ignorare le informazioni che possono modificare la prorpia mappa del mondo è una cosa naturale visto che è cognitivamente meno stressante del modificarla, però in questo caso per loro è impossibile, sarebbe stato possibile se fosse successo ad un giornalista di Liberazione, ma non con "Una dei nostri" (titolo in prima pagina); l'impatto emotivo è eccessivo per poterlo ignorare.
Dunque leggendo il manifesto di sabato vediamo che in effetti per gran parte si è deciso comunque di ignorare gli effetti del rapimento sull'ideologia.
In merito ci sono ben pochi interventi: in prima pagina un editoriale senza firma risponde a chi dice che il rapimento sia una nemesi della loro redazione e chiede il loro pentimento.
Scrivono che Non si pentono. Sostengono che la Sgrena non si sarebbe pentita e loro non vogliono farlo per non "tradirla."
Dentro il giornale è tutta una memoria della Sgrena come donna, come collega e come giornalista. Senza valutazioni di sorta sull'episodio, vengono riproposti i suoi articoli, vengono riportate notizie sul rapimento in senso stretto (le telefonate che ha fatto prima, il luogo eccetera) e come hanno vissuto il sussueguirsi di comunicati e agenzie in redazione.
Si tende a non dire nulla sulla resistenza o su valutazioni politiche della vicenda.
A pagina 8 Loris Campetti scrive di tutte le persone che sono andate a visitarli in redazione; alcuni, ad esempio quelli del riformista, gli chiedono se ora si pentono delle loro valutazioni sui resistenti; nell'articolo vengono liquidati come avvoltoi, ma una risposta alla loro domanda non c'è.
Infine, una piccola frase dispersa nelle pagine: "Perchè l'hanno rapita? perchè c'è la guerra, la maledetta guerra" (N.B. la frase tra virgolette è a memoria)
Inoltre su Rolli ho trovato queste dichiarazioni.
In previsione direi che molti adotteranno una visione del tipo "Torretta post rapimento" con distinzione tra terroristi e guerriglieri (che poi però le persone che svolgono le due attività sono le stesse, ma questa è un'informazione che verrà ignorata dal loro sistema cognitivo perchè sarebbe troppo faticoso cambiare così tanto la visione del mondo; è come se il Papa dicesse a Buttiglione che Dio non esiste) .
Una minoranza della redazione infine si allineerà con le posizioni di Barenghi: si potrebbero creare delle visioni ideologiche piuttosto divergenti, ma per saperlo dobbiamo aspettare i prossimi giorni.
Quasi dimenticavo la vignetta di vauro, un omino che lascia libera la classica colomba col ramo di ulivo: "Va e riporatala da noi." cosa intenda con questo chissà, (ho la vaga sensazione che intenda il ritiro delle truppe) il sottoscritto pensa che più prosaicamente al posto di quella colomba ci dovrebbe stare: una testa di cuoio americana, un imam, e soprattuto una stampa di Benjamin Franklin (in realtà molte stampe)
Ian Malcolm
Ho appena visto un fisico studioso della complessità (Altrimenti nota come teoria del caos) ospite dalla Dandini.
Ci ho messo dieci minuti per capire se stavo guardando Jurassic Park o qualcosaltro.
Poi ho capito ch enon era Jurassica park e quello non era Ian Malcolm alle prese con uno stegosauro;
infatti Malcolm vestiva di nero.
(per i tonti ignoranti che non capiranno la battuta: ho appena detto che la Dandini è un dinosauro, è che faccio battute un sacco sofisticate)
Rapita giornalista de "Il Manifesto" in Iraq
Tale Giuliana Sgrena. Si profilano tempi duri per i comunisti simpatizzanti dei terroristi; ovviamente dopo la vicenda delle due Simona ho l'impressione che la vicenda assumerà connotati tragicomici, in particolar modo con la copertura che ne darà il manifesto; che sarà costretto a trovare assurdi compromessi mentali tra l'ideologia che attanglia i suoi redattori ed il dolore personale che devono affrontare.
Presumibilmente daranno la colpa a Bush come causa dell'instabilità della zona e ovviamente proporranno come soluzione il ritiro delle truppe. Comunque staremo a vedere.
Prodismi.
"La sinistra unita vincerà." "Alle regionali una destra divisa."
Come si fa a non adorare un tipo così?