Nella nostra città eravamo già abituati a vedere idee architettoniche "meravigliose", ecco qualche esempio

Questa qui è la bilbioteca cittadina, in cui passo molte delle mie giornate, notare come si armonizza il complesso architettonico che la circonda, con quelle belle vetrate stile new york. é costruita vicino al palazzo più importante della città, le vedete che belle bifore e che begli archi a sesto acuto che ha questo magnifico palazzo? Ah no, non potete vederle ovviamente, quasi dimenticavo che l'hanno costruita DAVANTI a questo palazzo, accontentatevi del pezzettino che si intravede in alto a sinistra, qualcuno ha osato dire che effettivamente è stata costruita un po' troppo vicino al palazzo in questione (forse la parola giusta non è vicino, ma "attaccato") e che ha brutalizzato l'estetica della piazza.
Ma suvvia archi a sesto acuto e bifore in fondo sono demodè

Questo è il teatro Piermarini, in onore del famoso architetto, era costruito sul modello della Scala di Milano, una piccola Scala in miniatura. Poi durante la guerra fu bombardato, per cinquant'anni tutti a chiedersi che cosa fare del vecchio teatro Piermarini, si pensava, ad esempio, di ricostruire un teatro simile ma con tutte le necessità moderne (sicurezza eccetera) e c'era anche pronta una specie di progetto, poi un giorno all'amministrazione... Colpo di genio! facciamoci una bella gelateria chic. E così ci hanno messo una bella gelateria dove stava l'ingresso, mentre invece al posto del teatro...


Una "bella" piazza (nella foto mi è venuta molto bella, nella realtà è molto più squallida

Questo invece è il "restauro" di un vecchio mulino, vedete l'ultimo elemento architettonico in fondo? Quello più grande?
Ecco, il restauro è consistito nel demolirlo fino alle fondamenta e tirarne su uno nuovo in cemento.
Insomma, quanto a bestialità non possiamo lamentarci, ma questa volta è giunto veramente il colmo, e finalmente qualche coscienza sembra essersi svegliata.
Infatti è stato deciso di abbattere questo ponte:

Per far posto a questa meraviglia che tutto il mondo ci invidierà:

Il motivo di questa decisione? Sembra che il vecchio ponte abbia troppe arcate, e questo è un'ostacolo al flusso dell'acqua, e può generare,quindi, problemi in caso di piene. (mai assistito a un problema su quel ponte vità mia, ma se lo dicono loro mi fido)
In realtà non è proprio così, in realtà è il ponte della ferrovia il problema, che si trova a monte rispetto a questo qua, però per motivi economici e di permessi il ponte della ferrovia non si può rimuovere, e allora si è optato per questo qua.
Capito la genialata? Metti che ti devi fare un trapianto di cuore, ma l'operazione è impossibile, puoi sempre operare tuo fratello che è sano come un pesce.
Oppure è come comprarsi un modem adsl, fare un bell'abbonamento, collegare il cavo alla centralina e... oops, non ci sono ripetitori adsl nella tua città.
Per fortuna questa volta l'opposizione, insieme a rifondazione comunista (che tanto per cambiare sta nella maggioranza e fa opposizione) ha deciso di alzare un po' la voce, e si sono costituiti pure comitati cittadini, organizzati sit-in e compagnia bella.
Questa settimana poi in tutta la regione ci sono stati allagamenti da tutte le parti, stato di emergenza dichiarato, nubifragi e alluvioni ovunque.
Problemi per via del ponte? Nessuno, il fiume era alla metà del livello massimo, però secondo i ragionamenti contorti del vicesandico "gli avvenimenti degli ultimi giorni sono la prova che l'intervento è necessario."
Sarà... a me sembra proprio il contrario. Comunque secondo me costruiranno il nuovo ponte, e quando ci sarà una piena seria lo vedremo portato via dal ponte della ferrovia, sradicato dalla piena e giunto a valle trasportato dalla corrente.
p.s. l'ho detto che per rifare il manto e ristrutturare il vecchio ponte sono stati già spesi fottiliardi di dollari che verranno persi come lacrime nella pioggia? Beh è così, poi ci si lamenta dei tagli agli enti locali, tagliare tutto dico io.
Questo post nasce dall'accorata discussione sul caso sofri nata a tocque-ville sul caso sofri.
In particolar modo dall'ormai noto post di Rocca, vera e propria pietra dello scandalo nel quale sono scritte cose come:
"Non sto dicendo che chi è contrario alla grazia a Sofri è illiberale. Sto dicendo che è illiberale chi continua a volere in galera un signore di 60 anni (anche prima della malattia) condannato sedici anni dopo i fatti sulla base di un'unica testimonianza di un pentito e con una serie rocambolesca di condanne seguite da assoluzioni seguite da condanne e terminate in una detenzione che dura da sette anni. "
Quello che penso io, è che l'eta e lo stato di salute del carcerato, o il momento in cui sia avvenuta tale condanna, non sia una cosa concernente il liberalismo, ma casomai l'umanità del sistema carcerario. Quindi si può dire che chi vuole in carcere una persona di 60 anni malata è uno stronzo, ma non un totalitario.
Per semplificare, se uno stato commina le seguenti pene: pena di morte per furto di caramelle e assoluzione per apologia del nazismo, allora è uno stato stronzo e liberale.
Uno stato che invece condanna ai servizi sociali per furto di caramelle, e un euro di multa per aver professato una religione illegale, è uno stato umanitario ma al contempo totalitario.
Ovviamente al sottoscritto va bene uno stato che sia liberale e che allo stesso tempo non abbia una concezione della giustizia basata sulla "vendetta sociale".
C'è anche un'altra questione sul piatto, anche se ammetto di non conoscere bene i particolari.
Da quello che so le motivazioni della condanna per sofri si riferiscono a lui come "mandante morale", ovvero non come un mandante vero e proprio, ma come di uno che avendo fatto l'apologia dell'eventuale omicidio di Calabresi ha reso possibile che venga ucciso.
Questa cosa mi sembra una vaccata veramente illiberale, cosa bisognerebbe dire allora di quel tizio che tirò un treppiede in testa a Berlusconi?
Arrestiamo tutti quelli che a mezzo stampa hanno fomentato l'odio? arrestiamo tutti quelli che hanno mandato sms, fatto spillette, fatto bannerini su internet? sarebbe una cosa agghiacciante.
La responsabilità del reato ricade solo sugli esecutori materiali e al massimo sui mandanti diretti (nel senso che intimano di compiere un determinato reato), altrimenti la catena delle responsabilità e delle cause diventa ridicolmente arbitraria, oltre a sofri dovremmo condannare quasi tutta la popolazione italiana dell'epoca che contribui a creare quel clima, la stampa, i partiti comunisti, gli editori e gli scrittori di argomenti di stampo socialista o comunista e così via.

Allora, oggi volevo fare un post sulla globalizzazione, e stavo seduto sul divano che riflettevo pensoso su cosa scrivere, e mi sono venute in mente le interviste doppie, quelle delle Iene, c'era un tempo che andavano molto di moda domande sulla globalizzazione, esempio:
Valentino Rossi: "Che cos'è la globalizzazione?" "Una cosa per la quale i ricchi diventano ancora più ricchi e i poveri ancora più poveri"
Appunti per quando sarò imperatore del mondo: togliere i titoli mondiali a Rossi e squalificarlo ad vitam da ogni competizione tranne quelle di mai dire banzai.
Mi ricordo che in un'intervista A Patrizio Roversi e susy blady chiedevano "Global o no-global?" e Susy Blady con quella musetto saccente e la voce squillante dichiarava solennemente "new-global !" Ce l'avete presente la voce di Susy Blady vero?
Passo indietro: una volta la trasmissione si chiamava "turisti per caso" poi è cambiata grazie alla regione Emilia Romagna.
Mi immagino come deve essere andata, riunione di consiglieri che decidevano animatamente su eventuali abitazioni da dare ai rumeni che vivono in baracche sul reno o qualche altro tema importante. Poi ad un certo punto uno dice: "Ma perchè non regaliamo una bella barca a vela ai nostri turisti per caso compaesani?" "SIIIIIII!"
Da quel giorno si chiama velisti per caso e i rumeni continuarono a vivere in baracche; che già uno rosicava a vedere questi che giravano il mondo pagati prendendo per il culo le varie etnie ("oh, che carino lo Tzembaga dello Zambesi mentre intreccia vimini colorati, muore di dissenteria tra un mese, ma quanta dignità!") poi vieni a sapere che la barca è la loro e non l'hanno manco pagata, è roba da crampi allo stomaco.
Ovviamente l'anatema non si ferma a queste quisquilie, per il sottoscritto i due stanno appena un dito sopra a Celentano nella personale classifica delle persone di valore, per un semplice motivo: sono il perfetto connubio demoniaco tra la filosofia radical-chic e quella politically correct. Il peggio del peggio insomma.
Voglio dire, la riccona Gnuyorkese che invita le pantere nere o i guerriglieri delle F.a.r.c. a cena, fa a suo modo una scelta di campo, come del resto Jane Fonda coi Vietkong o la Sgrena coi tagliagole.
Ma qui si riesce a fare peggio, siccome le multinazionali sono cattive e la globalizzazione è cattiva allora è contro la globalizzazione, però siccome è brutto scagliarsi così senza se e senza ma, non è abbastanza chic, e poi siamo tutti cittadini del mondo eccetera eccetera, allora un colpo al cerchio e uno alla botte e ci si dichiara New-global.
(Cheppoi i new-global qualcosa di condivisibile la dicono pure, come scriverò nel post sulla globalizzazione, ma sono arcisicuro che la Blady non ha mai letto quel sito, era solo una delle sigle che andava di moda all'epoca.)
Ma guarda te se si può fare uno sciopero generale così, per protesta, per sport.
Io ste cose le facevo al Liceo, poi si cresce e si matura.
Primo punto del programma quando sarò imperatore del mondo: abolire il diritto allo sciopero.
Mi sono sempre chiesto cosa succedesse in casa Guzzanti quando si riuniscono a natale.
Grazie alla rivista News (rivista di qualità non eccelsa, ma dal costo irrisorio) so più o meno quello che succede, in uno degli ultimi numeri c'è infatti un'intervista al senatore Guzzanti.
Riporto i passaggi più interessanti:
Ma ai sui figli (Berlusconi) non piace.
Non gli piacesse Berlusconi, niente da dire. Ma cheinventino delle accuse e considerino tutti coloro che fanno parte del suo schieramento dei malfattori e dei criminali, compresi gli elettori che li hanno votati...
Anche lei, il loro padre?
Guardi, in una lettera privata che ho ricevuto poco tempo fa, Sabina mi dice: tu fai parte di un'accolita di delinquenti, quindi che vuoi da me? Forza Italia e la Casa delle libertà sono sinonimo di mafia, razzismo, fascismo, antidemocrazia. Chi ha votato per questa fogna merita ogni disgrazia... Non sono le parole esatte ma il concetti erano questi.
...
"Mio padre è molto divertente la sera a cena. a patto che dimentichi con chi ha frequentato durante il giorno"
...
Una volta Berlusconi ammise, in un'intervista la Foglio, che non aveva mai riso tanto come all'imitazione che di lui aveva fatto Sabina. Lei e Corrado si infuriarono: "Come osi dire che ti piacciamo?". Segno di avvelenamento, non di semplice dissenso".
Mah... io dico..se sostieni che un tizio è sinonimo di mafia, razzismo, fascismo e anti democrazia non lo voti, ma non te lo dovresti scegliere neanche come editore.
Comunque la Guzzanti è solo un piccolo elemento di quell'onda d'odio generata dalla stampa (leggasi Furio Colombo) e cavalcata dai partiti che manco in "un mercoledì da leoni".
5 anni continui di "l'Italiai è allo sfascio" su ogni singola cosa fatta dal governo. Poi adesso se ne escono che in politica Estera, con tutte le marce e marcette della pace, la pensano come la maggioranza, e che il programma delle riforme (stando almeno da quanto ho letto su Panorama dalle parole di Bersani) è praticamente una correzione in senso moderato delle riforme già fatte sul governo.
Mi ricordo ancora la campagna elettorale del 2001 con Berlusconi che diceva "noi faremo questo e quello" e Rutelli che immancabilmente rispondeva "anche noi, ma un po' di meno" e sembra che la questione continuerà anche per la prossima campagna elettorale (salvo genialate di Bertinotti)
A questo punto per le primarie potevano mettere qualcosa di più concreto da firmare invece del foglio in cui chiedono la pace nel mondo e pane e fica per tutti.
Bastava fare un bel foglio , piccolo, elegante, con sopra scritto "Programma dell'Unione: Come Berlusconi, ma un po' di meno"
Chi mi conosce di persona, e chi mi segue da tempo, sa che sono sensibile a determinati temi.
Ad esempio non mangio animali, non mi piace che si facciano esperimenti sugli embrioni in nome della scienza, approvo la ricerca sugli animali a patto che sia una ricerca seria e che non infligga torture inutili alle cavie.
Forse sono il meno deputato a parlarne, e lo dico subito: per me un feto è un'individuo, l'aborto mi fa orrore, le donne che abortiscono mi fanno una pena immensa, le mamme che che spingono ad abortire le figlie per salvare l'onorabilità della famiglia borghese mi fanno tremendamente schifo.
Detto questo, ritengo che sia doverosa una riflessione assolutamente razionale da parte mia.
Punto primo, le riflessioni sull'umanità o meno dell'embrione o dei suoi diritti sono per lo più pretestuose, non si può dire che si hanno diritti solo alla nascita "per convenzione" (per convenzione sancita da cosa, dico io? Consuetudine? Non mi pare proprio. Legge? Ma se la legge garantisce diritti anche agli embrioni...) ne tantomeno sono sensate argomentazioni del tipo "non ha diritti perchè dipende da un altro essere umano", vorrei sapere qual'è il nesso logico che lega le due cose.
E non è neanche una soluzione dire cose del tipo: "non si può sapere per cui si lasci decidere alla madre" la legge dovrebbe dovrebbe mettere dei paletti precisi per quanto riguarda l'estensione dei diritti, altrimenti con lo stesso ragionamento giustifichiamo anche la schiavitù.
Per non parlare poi del solito ritornello "fermare la piaga dell'aborto clandestino", che è come dire "legalizziamo il pizzo che tanto c'è già gente che lo fa".
La mia riflessione parte dunque dal presupposto (non scontato, ma nulla lo è nella vita) che il feto sia un individuo, e che goda del diritto inalienabile alla vita.
Immediatamente saltano alla mente coloro che dicono che per il fatto che gode del diritto alla vita nessuno ha il diritto di ucciderlo.
Falso, perchè analizzando la questione si vede come i soggetti portatori di diritti sono almeno due, ovvero feto e madre, che è portatrice del diritto inalienabile di gestire il proprio corpo.
Quindi bisognerebbe ragionare su questo conflitto di diritti tra madre e figlio. La legge (e io direi anche i principi liberali) prevede che si possano limitare i diritti di altri soggetti per difendere un proprio diritto, purchè la difesa sia proporzionale all'offesa.
Sul principio di proporzionalità ce ne sarebbe da discutere per anni, però mi sento di dire che se uno entra in casa mia senza permesso, ho il dirittto di fare tutto ciò che è necessario per far si che se ne vada.
Se questo comporta necessariamente la morte del soggetto, sono in diritto di ucciderlo.
Mentre invece non sono in diritto di intrappolarlo in casa e di torturarlo a morte, il mio diritto di difesa termina dove finisce la necessarietà delle azioni che compio per difenderlo.
Applicando questo ragionamento all'aborto si può vedere come la madre sia in oggettivo diritto ad abortire se non vi sia altra soluzione che consenta la vita del feto.
Una circostanza ad esempio, sarebbe il fatto che il figlio è in grado di vivere all'esterno del corpo della madre. Il così detto "partial abortion", è infatti a tutti gli effetti un omicidio. Consiste nello stimolare il parto farmacologicamente, però siccome il feto sopravviverebbe all'esterno del corpo, viene praticato un foro nella testa del nascituro per farlo nascere morto.
Questa è la giustizia, una giustizia che permette un atto disgustoso e orrendo, ma la giustizia è metro di misura ase stessa, non è prevista una giustizia morale, o un diritto morale, il diritto e la giustizia devono essere solo giusti.
Lo stato d'altronde ha anche il ruolo di dirimere le dispute, nel caso specifico risulta che, nel caso la donna decida di non abortire, sarebbe la soluzione migliore per tutti. Visto che il feto non riesce a far valere le sue ragioni dialetticamente, perchè materialmente impossibilitato, non è uno scandalo se lo stato gli garantisca "un avvocato d'ufficio" per convincere la madre.
Questo è quello che la legge dovrebbe fare e garantire in uno stato liberale, ma noi, come società civile cosa dobbiamo fare?
Per quanto mi riguarda bisognerebbe allestire una solenne battaglia contro l'imperante cultura edonista imperante.
Già, questo è il male del nostro secolo, l'edonismo, il piccolismo, non tanto la "cultura della morte" che avrebbe già in se un fascino intrinseco.
L'edonismo è quella cultura in base alla quale si vuole vivere ovattati, giorno per giorno con la voglia di scansare tutte le sfide che la vita ci pone.
Trovare un posto fisso, sposarsi per la paura di rimanere soli, chiaccherare 24 ore su 24 di calcio o di vestiti per riempire il vuoto che rimbomba nel cervello, conformarsi all amassa per la dolce consolazione di essere accettati.
Scansare tutto quello che può essere problematico.
Abortire, per non avere noie.
Questo è l'orrore.
Ci vuole un umanità forte, coraggiosa.
Francamente i volontari della vita che pregano le mattine davanti alle cliniche per aborti con croci a grandezza naturali mi inquietano un po', forse non sono molto efficaci, ma se per avere la forza di combattere bisogna ancora aggrapparsi a Dio allora ben venga Dio, per adesso i volontari per la vita me li tengo stretti.
Addenda:
Per me questa è una riflessione libertaria per i seguenti motivi: nella prima parte ho cercato di ragionare in una mera ottica di principi libertari, ovvero totale libertà una volta garantiti i diritti alla gestione del proprio corpo e alla proprietà privata. Il fatto che il feto sia o meno un individuo e (e quindi quale sia l'estensione dei diritti alla vita) è una questione controversa per la riflessione libertaria, si pensi ad esempio al contrasto tra Nozick e Rothbard sui diritti animali ricordata da Italian libertarians. (certo magari forse Nozick non era un vero libertario, forse Marx non era vero comunista) In nessun caso ho parlato di un riflesso della morale sull'ordinamento legale.
Mi riserbo la libertà considerare l'aborto una cosa orrenda, nella seconda parte del mio post ho parlato della MIA morale, che non intendo in alcun modo tramite legge, ma solo in virtù della forza persuasiva e morale, un diritto sacrosanto che non contrasta con i principi libertari, essere libertari non vuol dire essere libertini, se io sono a favore della legalizzazione della cannabis non vuol dire che moralmente approvi un divertimento piuttosto stupido come l'assunzione delle droghe.
Se qualcuno ritiene che in questo post manca un MA, non indugi a riferirci il punto dove dovrebbe andare e da cosa dovrebbe essere seguito, l'autore del blog è convinto che dalla discussione ragionevole possano nascere molti spunti, dal trollismo no. Nel segnalare, lo invitiamo a pensare al segretario dell'ex partito liberale liberista e libertario, ora socialista, che in televisione ha chiesto più aiuti di stato per le famiglie, una cosa che ci potevamo aspettare da un Mastella o un Follini qualunque, non da un sedicente libertario.

Questa è un'addenda necessaria al post di ieri.
Infatti uno sprone che mi ha spinto a parlare di evoluzione è stato il fatto che, nell'ultima puntata dell'infedele, si parlava di darwnismo, I.D. e dell'opportunità di insegnare il darwnismo alle elementari.
E' sorprendente come degli scienziati possano dire delle cose così clamorosamente stupide: "perchè la religione si e darwin no?" che è come dire "Perchè educazione psicomotoria si, e l'interpretazione di Copenaghen alla teoria dei quanti no?"
Questa gente mi sa che non lo capisce che i bambini sono stupidi. Mi ricordo che la scuola elementare dove andavo all'epoca era veramente una scuola al top, ad esempio, mi ricordo che ci insegnarano per bene la differenza tra capitalismo e comunismo con le varie differenze, ci spiegarono anche che l'Italia era un sistema misto e così via. Sicuramente all'epoca sapevo qualcosa di evoluzione, mi ricordo che ero pieno di libri su dinosauri e uomini primitivi, però non mi ricordavo esattamente cosa sapevo e cosa no. Ricordavo di averlo fatto abbastanza bene in terza media, dove studiai anche Mendel.
Visto che non mi ricordo le mie competenze dell'epoca, ho chiesto alla mia sorellina (seconda media) se sapesse cosa sia il darwinismo.
All'inizio non lo sapeva, poi ad un certo punto, se ne è ricordata e ha detto che prima c'erano le scimmie che poi sono scese dagli alberi e sono diventati uomini.
Questo piuttosto che darwinsmo è lamarkismo o addirittura Intelligent Design (ovvero creazionismo evolutivo).
E la "gente" si arrabbia perchè la Moratti vuole levare dall'insegnamento scolastico una cosa che già non è insegnata per meri problemi didattici, ovvero per il fatto che il darwinismo è generalmente troppo difficile da insegnare ad un bambino di quinta elementare.
La questione come al solito,è un'altra, la nuova mania pro o contro Darwin nasce un anno fa, con la rielezione di George W. Bush alla presidenza americana.
Ritorniamo con la mente all'epoca, c'era questo presidente che si ricandidava alla Casa Bianca, e c'era un quotidiano comunista di nome "Il Manifesto" che non condivideva la sua politica estera.
Il quotidiano era talmente convinto che fosse nel giusto che dava ormai per certa la sconfitta di tale presidente, tanto da titolare la prima pagina del quotidiano del dopo elezioni con una su asconfitta clamorosa e devastante.
Il presidente vinse, la più grande figura di merda mai fatta da un quotidiano.
La bruciante sconfitta necessitava una spiegazione, un'elaborazione del lutto, per così dire.
Il climax avvenne la sera dopo durante uno speciale condotto da Ferrara, in collegamento c'era un inviato de "Il Manifesto" che cercava di spiegare le motivazioni della sconfitta del campione dei Democratici.
Per spiegare la sconfitta cominciò a tirare giù tutta una serie di percentuali tipo "il 60% dei neri ha votato Kerry" "il 51% delle donne ha votato Kerry" alludendo vagamente che incrociando i dati veniva fuori che una negra newyorkese laureata in giornalismo e atea era una tipica elettrice di Kerry, ed era molto Chic, mentre invece quegli sfigati che votavano Bush probabilmente erano degli ignoranti bianchi operai di Detroit che dopo essersi spaccati il culo per sei giorni la domenica andavano pure a messa a farsi rincoglionire da qualche pastore.
Ferrara gli fece vagamente notare che non è molto politicamente corretto alludere al fatto che gli elettori dell'avversario sono inferiori.
L'interlocutore comunista sembrò rendersene conto, ma poi non riuscì a contenere la scottante verità: gli elettori di Bush non credono al darwinismo.
Orrore e raccapriccio, se non sono inferiori e facilmente manipolabili questi qua...
Era una bella storia, peccato che a iniziare 'sta menata del "fuori il darwinismo dalle scuole" siano stati, invece, proprio i democratici.
Ma c'era pure un motivo, ritorniamo alla storica serata, Ferrara chiese al comunista perchè dalle colonne del suo quotidiano attaccassero puntualmente "il darwinismo sociale" e invece ora facevano una strenua apologia dell'insegnamento del darwinismo.
"Ma il darwinismo è una teoria biologica, il darwinismo sociale è un fenomeno della società ble bla bla"
In realtà la questione è nata proprio dal darwinismo sociale; infatti all'epoca dei fatti, alcuni intellettuali, alcuni capitalisti, e alcuni ultra conservatori, pretendevano di giustificare l'eugenetica, la pena di morte eccetera eccetera proprio in base alla teoria di Darwin.
Per questo motivo lo studio di Darwin sembrava, a molti democratici, pericoloso e immorale.
La relazione tra capitalismo e darwinismo inoltre è assai stretta, specie con lo sviluppo odierno dei mercati, dagli anni novanta i top-manager hanno messo Clausewitz (l'arte della guerra) nel cassetto per leggersi "l'origine delle specie."*
Infatti darwinismo e capitalismo funzionano mediante lo stesso meccanismo: "survival of the fittest".
Quindi i comunisti da un lato attaccano il capitalismo e la sua capacità di funzionamento (ignorando palesemente la realtà che li circonda ogni giorno, come quel professore di teoretica che dice: "se il darwinismo fosse giusto dovremmo avere almeno i peli sulle braccia" e nel farlo ostenta un vello degno di orango) invocando uno stato che funga da intelligent design per organizzare lavoro produzione e distribuzione, dall'altro deridono chi invece sostiene questo intelligent design come un povero ignorante.
Come può accadere questo?
La questione, secondo me è semplice, tutti i disperati che urlano tutto il santo giorno "Darwin! Darwin! Salviano i nostri figli dall'ignoranza catto-clericale" in realtà hanno una concezione del darwinismo al livello della mia sorellina*.
E credono al darwinismo perchè c'è la falsa credenza che sia una teoria atea, e loro sono atei, ma non per chissà quale travaglio ontologico, no, sono atei perchè l'ha detto Marx, ma sopratutto sono atei perchè gli elettori di Bush non lo sono, quindi secondo un ferreo sillogismo: male=bush=teocono&neoevangelici=creazionismo quindi creazionismo=male quindi Darwin=bene.
E quindi si godono, in piena contraddizione con la teoria marxista, loro superiorità morale, issando come vessillo la bandiera di Darwin, una bandiera passata fin troppe volta per mani che ne hanno abusato.
In mani naziste, ad esempio.
* si prendano ad esempio gli atti del congresso dell'associazione italiana di analisi dinamica dei sitemi a Montecarlo nel 1996, in particolar modo l'intervento di Arie de Geus. (quanto è fico citare atti dei congressi :-)
*ad esempio sono convinto che credono che l'uomo discende dalla scimmia, che è come dire che io discendo da mio cugino, neanche nelle famiglie più degenerate accadono cose del genere :-)
Ovvero Dio giocherà pure ai dadi, però sono dadi truccati.
L'ultimo libro che ho letto si intitola "Fisica e filosofia" ed è scritto da Werner Heisemberg (quello del principio di indeterminazione) un libro molto interessante che mette in discussione vecchi concetti filosofici alla luce delle nuove scoperte della fisica. Finito di leggerlo mi sentivo un po' stranito a vedere la materia composta da funzioni di probabilità; indubbiamente la fisica moderna ha reso la materia molto meno "sostanziosa" di quello che era una volta, si pensi al concetto di atomo: l'atomo (non quello comunemente considerato basato su neutroni, protoni ed elettroni, ma l'ente filosofico indivisibile) moderno è una frazione ridicolmente piccola... di energia!
Incredibile il fatto che sia caduta la distinzione tra energia e materia.
Tutte queste riflessioni sui massimi sistemi hanno riportato alla ribalta in me qualche riflessione sulla mia fede, ovvero la fede agnostica.
Dice Heiddeger che la più importante domanda che si sia posto l'uomo è "perchè esiste l'essere piuttosto che il nulla" Heiddeger rispose rispolverando la metafisica di Nietzsche e della volontà di potenza in qunto sintesi e conclusione della riflessione metafisica occidentale.
In realtà, la questione, per il sottoscritto, rimane ancora inconclusa, sono invece daccordo con Eco che in un passo di "Kant e l'ornitorinco" dice che l'unica risposta sensata alla domanda sul perchè dell'esistenza dell'essere è "perchè sì."
Questo perchè tutto l'universo è soggetto al teorema di incompletezza di Godel, in base al quale ogni sistema non può descrivere se stesso, ma deve attingere ad un sistema "superiore".
Quindi vediamo che l'universo, anche nella sua accezione più astratta e "matematica" ha bisogno di un'altro ente che ne giustifichi l'esistenza; questo perchè dire che l'universo si auto-sostiene ontologicamente non ha senso: non ha senso che l'universo esista, anzi, era molto più "economico" che non esistesse affatto.
all'origine di tutto quindi ci deve essere un'entità che ha delle caratteristiche tali da giustificare l'esistenza di tutto quello che esiste (sembra quasi un gioco di parole) e se stessa medesima (olè).
Questa entità sarebbe dunque Dio, ente inconoscibile per noi mortali perchè giace in un piano di esistenza, in un sistema, diverso, e ogni sua descrizione risulta indimostrabile.
Possiamo prendere per comodità due versioni differenti di questo ente: la tradizione ci ha tramandato un Dio che agisce, che ha una volontà, un fine e una potenza infinita; dal lato opposto ci sta una divinità molto simile ad un algoritmo logico-informatico, una specie macchina di Turing intenta a processare costantemente se stessa e l'universo che è contenuto in essa (concezione di Dio come pensiero che pensa se stesso pensante, qualsiasi cosa questo voglia dire :-) una visione più simile alla visione di Nietzsche ed Heiddeger che individua nella volontà di potenza la base di questo algoritmo.
Ma perchè tutte queste pippe mentali? Perchè essendo io un libertario sostenitore dello stato minimo, mi ha sempre allettato l'idea di una divinità "minima" che lascia massima libertà al creato (il contrario della divinità islamica, in base alla quale tutto quello che avviene nel cosmo avviene per diretta volontà di Dio, cosa che secondo me contrasta col principio di indeterminazione di Heisemberg), però dopo la lettura di questo libro mi sono dovuto un po' convertire alla visione tradizionale e personalistica di Dio.
Credo ancora nella divinità minima, ma minima in relazione ai fini che vuole ottenere (fini che ignoro).
Credo questo senza ovviamente basi razionali, ho già detto che non si può dire nulla di questa divinità, però diciamo che da un processore che processa se stesso processante mi sarei aspettato un universo molto più semplice.
Ad esempio il fatto che la struttura della realtà sia basata su quanti di energia è una trovata geniale, per non parlare dello stesso principio di indeterminazione, che vede l'universo composto da funzioni di probabilità.
E la dicotomia materia- elettromagnetismo? Ditemi voi se una macchina di Turing si poteva inventare delle onde che si propagano nel vuoto o le costanti universali.
Era tutto molto più semplice se esisteva l'etere o se non esisteva una velocità massima raggiungibile.
Però magari se era così non esistevamo noi esseri viventi.
Per cui mi immagino il Dio creatore che dice," adessocreo l'energia, poi la piglio e ci faccio tutto, materia, elettromagnetismo eccetera, poi faccio in modo che le informazioni possano viaggiare alla velocità massima di c rendendo il tempo relativo, poi do una botta fortissima in modo che tutto questo espanda..." e così via, insomma un lavoro complesso e progettato in ogni sua parte.
Un'altro argomento interessante è la vita e l'evoluzione, Heisemberg critica il riduzionismo scientifico che tenta di spiegare la vita e l'evoluzione con categorie scientifiche assodate utilizzate per categorizzare il non vivente.
Heisemberg non è contro la teoria darwinistica, ma sostiene che non spiega tutto il vivente, ora cerco di esporre il concetto come l'ho rielaborato io.
Innanzi tutto l'opposizione Darwinismo/Intelligent Design non è una distinzione sensata, il darwinismo E' intelligent design, è tutto il contrario del caso, come purtroppo viene inteso spesso.
Immaginatevi di giocare a dadi, vince chi fa il tiro più alto, voi fate un tiro e viene undici, un bel colpo, il vostro avversario invece tira e ritira e ritira e ritira, finchè non gli viene dodici.
Questo non è caso, questo è barare.
E il darwinismo ha anche un fine, chi dice che l'evoluzione è "cieca", dice una stupidaggine, e l'evidenza è sotto gli occhi di tutti, se così fosse saremmo tutti solo leggermente più complicati dei virus. perchè è vero che gli esseri viventi vengono scelti e selezionati in base al loro adattarsi all'ambiente (e quindi non è che un essere intelligente è "superiore" ad uno stupido, perchè magari un essere stupido si adatta meglio all'ambiente), ma è pur vero che tale ambiente è composto anche da altri esseri viventi soggetti al medesimo processo (una selezione che seleziona se stessa selezionante, praticamente :-) e, come in un libero mercato, una "mano invisibile" nel senso di Adam Smith orienta l'evoluzione degli esseri viventi in modo da aumentarne sempre di più la complessità in un continuo processo estropico. Da un punto di vista della fisica di Shannon, possiamo sostenere che l'uomo è lessere più estropico (più complesso) dell'intero pianeta, e quindi per questo motivo finora è stato il fine dell'evoluzione, pur essendo solo una tappa del percorso.
Ma c'è dell'altro, ritornando ad Heisemberg, ovvero, perchè gli esseri viventi sono soggetti a questa mano invisibile? Perchè gli esseri viventi vogliono replicarsi, sopravvivere e perpetuare la specie, mentre, ad esempio, i vulcani no?
Ricondurre tutto alle forze che governano la materia inerte è miope, ricorda chi tentava di spiegare la gravità con un sistema di vortici, o chi spiegava l'elettromagnetismo postulando l'esistenza di etere.
Per quanto mi riguarda, fedele all'idea di "divinità minima" Dio ha dato una schicchera all'inizio dei tempi e basta il resto si è generato in virtù di questa schicchera, non è che si è messo a fare i pupazzi col fango a universo già iniziato.
Fatto sta che lo studio di questa differenza tra vivente e non vivente è, secondo me, una delle sfide più intriganti per la scienza di questo secolo.
“solo perchè siamo contro l’attuale amministrazione non vuol dire che siamo antiamericani”
“solo perchè siamo contro l’attuale amministrazione e quella precedente non vuol dire che siamo antiamericani.
uhmm… chi c’era prima di Clinton? Azz un altro Bush…
Solo perchè siamo stati contrari alle ultime tre… ma prima non c’era il Reagan dei tagli alle tasse e delle guerre stellari? uh Già e poi negli anni ‘60 ‘70 c’era il vietnam.
E prima ancora il maccartismo….
SOLO PERCHE’ SIAMO CONTRO L’AMERICA DAL 4 LUGLIO 1776 NON VUOL DIRE CHE SIAMO ANTIAMERICANI.”
segnalato da robinik
Già, sembra ormai acclarato, grazie alle preziose testimonianze di coraggiosi sopravvissuti, che qualcuno ha usato armi chimiche non convenzionali per mettere a tacere i restienti della chiesa.
Sembra che abbiano usato proiettili di carta.
La carta, per chi non la conoscesse, è un'arma non convenzionale basata su catene di idrocarburi altamente infiammabili.
Può ssere utilizzata per vari scopi civili o militari, ma può anche essere usata come arma incendiaria.
Il coktail di agenti cimici tossici e cancerogeni presenti riempirebbe pagine intere, si va dalla colla all'inchiostro passando per la vernice; una dose sufficientemente elevata dei vapori che sprigiona quando viene incendiata, potrebbe uccidere anche una balena.
Sembra inoltre che si in grado di provocare combustioni interne che non lasciano traccia ne' sui vestiti ne sul corpo, e probabilmente Karol Woitjla è stato ucciso proprio da un attacco di carta, tutte le foto del cadavere presentano infatti vestiti e tessuti intatti.
sembra anche che provochi lesioni alle corde vocali che rendono la voce piatta, monotona e vagamente femminea, caratteristica riscontrabile nelal quasi totalità dei porporati che hanno subito tali attacchi, oltre all'onorevole Prodi il cui ruolo nella vicenda è ancora oscuro.
Ovviamente ho testimonianze scottanti, ho un nastro di dodici ore con documenti riservati e confessioni clamorose, purtroppo lo avevo lasciato sul pavimento dell'ingresso di casa, e nonostante recasse scritto sulla busta che lo conteneva le parole "documenti segretissimi di cui ne ho solo una copia, per favore non rubare" mi è stato rubato perchè ho lasciato la porta di casa aperta mentre andavo a giocare a calcetto.
qui un storia simile.
Grandi turbamenti scuotono alcune coscienze di tocqueville.
Nascono discussioni su ideali e democrazie, guerra e pace, e nei commenti e nei post una domanda serpeggia tra le altre: due democrazie possono farsi la guerra?
aa sostiene che la cosa è possibile in caso, ad esempio, di disparità di risorse; come contributo al dibattito riporto qui un commento che ho fatto sul suo blog.
"Ah, se posso dire un'altra cosa, il fatto della guerra per le risorse, è dovuta comunque ad uno stato etico, che si propone comunque di distribuire risorse, arricchire i cittadini.
Meno etica ci sta e meno ha motivi lo stato di fare la guerra, in uno stato ultralibertario, in una demarchia insomma, la dirigenza si preoccupa solo di garantire l'inviolabilità delle persone e delel proprietà.
Poniamo caso che una demarchia conquisti un altro stato, poi che fa? Mica può appropriarsi dei beni dell'altro, per essere ligia al suo libertarianesimo non potrebbe distribuirli, ne amministrarli.
Quindi un confine tra due demarchie sarebbe solo un confine amministrativo, non politico o etnico.
Sono d'accordo che differenze di risorse possano causare bruschi sommovimenti, ma in stati totalitari o illiberali sfociano in guerre, mentre più gli stati si avvicinano all'ideale di demarchia* (e le democrazie sono la versione imperfetta di questa) e più questi bruschi sommovimenti si risolverebbero in un semplice shock di mercato."
* la differenza tra democrazia e demarchia è che la democrazia da al popolo un potere coercitivo, siccome il potere è detenuto dalla maggioranza diventa perl'appunto una dittatura della maggioranza. La demarchia invece da al popolo un potere amministrativo che non possa deragliare da regole certe, e ha il semplice compito di garantire le libertà individuali.

Delle simpatiche strutture create dalla "mano invisibile" delle termiti.
Adam Smith direbbe: "non è per l'altruismo delle altre termiti, se la mattina ti svegli in un comodo termitaio"
Bertinotti direbbe "è il risultato dello sfruttamento della termite sulla termite"
Prima di fare mirabolanti ricostruzioni, informatevi, bene, ci sono molti composti che reagiscono all'umidità, e che quindi potrebbero bruciare la pelle e non i vestiti, scegliete quelli invece di tirare in ballo un elemento che brucia a contatto con l'aria. (e poi ormai una ricerca su wikipedia si fa anche prima di dire che un cane ha quattro zampe)
La chimica e la fisica poi sono dure da mettere in discussione.

C'era una volta il movimento operaio, l'internazionale e tante belle cose, all'epoca si era comunisti per portare a casa una pagnotta più grande.
Ma i tempi cambiano, forse fare l'operaio non è più di moda tra i comunisti, vediamo allora cosa va per la maggiore tra chi sostiene i comunisti.
prendiamo un appello qualsiasi,* e vediamo che mestieri massacranti si sono instaurati nella moderna società alienante, globalizzante e neoliberista.
operai 0
minatori 0
filosofo, 1
ricercatore 1
direttore artistico 1
direttore della fotografia 1
critico d’arte 1
costituzionalista 1
danzatrice classica 1
sociologo 1
ambientalista 1 (è uno scandalo che nel 2005 ci sia ancora gente che fa questi mestieri massacranti, mi viene da piangere per la rabbia)
cooperatore internazionale 1
ricercatrice 1
cooperatore sociale 1
editor 1
produttore cinematografico 1
esperta comunicazione 1
poeta 1
costumista 1
medico 2
ingegnere 2
storico 2
editore 2
giurista 2
critico cinematografico 2
parlamentare 2
compositore 2
consigliere regionale o comunale 3
cantante 3
scenografo 3
avvocato 3
architetto 3
direttore di qualcosa 3
pittore 4
dirigente aziendale o a di altro 5 (si sono messi a fare i padroni, furbi...)
sindacalista 6
saggista 8
scrittore 8
economista 9
docente universitario 14
regista 16
attore 17
Ed ecco infine il comuniosta tipo, quello col picocne in mano, lo sfruttato tra gli sfruttati, sì in realtà lo sapevamo già, ma la conferma ci riempe comunque di dolore, lotta sociale ci vuole.
Il comunista tipo, nel 2005 è:
giornalista 18
Se mettiamo le quote rosa in parlamento (si è vero ce l'ha l'Afghanistan, qualcuno mi spiega per quale motivo questo significa una conquista civile?)
bisognera per coerenza fare altre meravigliose affirmative action. Che non sono solo illiberali, sono ingiuste, sono razziste al contrario, procedo ad elencare.
Quote nere: Percentuale minima in parlamento di altre razze e minoranze etniche.
Quote bianche: percentuale minima di religiosi aderenti a confessioni minoritarie, Islamici, buddhisti, protestanti eccetera.
Quote viola: perchè le donne si e i transgender e gli ermafroditi no? quota minima per gli ermafroditi.
Quote fucsia: percentuale minima agli omosessuali.
Quote marroni: Luttazzi in parlamento.
quote grigie: per gli over settanta.
Quote latte: idem per gli under 25
quote verdi: quota minima per i super poveri, barboni e altri emarginati.
Quote oro: anche i ricchi sono una minoranza, e spesso emarginata.
Ecco, in tutto questo quotare, ci sarà ancora spazio per far SCEGLIERE GLI ELETTORI?