venerdì, 30 dicembre 2005, ore 15:42

Voglio segnalare un articolo di Facci veramente bello, segnalato da Ventinove settembre.

E' bello perchè offre una riflessione che già avevo fatto, ovvero lo stato come genitore.

Rapportato alle fazioni politiche risulta che la destra liberal-conservatrice è il classico genitore autoritario, il padre che il figlio deve essere disciplinato, fare i lavoretti per comprarsi la bicicletta o il motorino, tagliare i capelli corti, non fumare non farsi le canne eccetera.

Insomma avete presente la classica famiglai americana anni cinquanta no?

La sinistra socialdemocratica è il padre permissivo, la classica mamma italiana che "è solo un ragazzo" che fa la cresta sui soldi della spesa per comprare il vestito al figlio e lo perdona sempre per tutto, che se i professori gli danno voti bassi a scuola se la prende coi professori eccetera.

Gli psicologi dello sviluppo sostengono che il genitore migliore è quello autorevole, che possa fare da appoggio per il figlio e che sappia dare linee guida senza imporle.

Qui tutti diranno: Si giusto è questo che vogliamo!

Ma in realtà la domanda è: quand'è che andremo a vivere da soli?

ilbuffone
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venerdì, 30 dicembre 2005, ore 13:05

 

"C'è veramente qualcuno che, cercando un gruppo di persone saggie e sensibili per farsi regolamentare per il suo proprio bene, sceglierebbe quel gruppo di persone che siedono in entrambe le camere del parlamento?"

Robert Nozick

ilbuffone
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giovedì, 29 dicembre 2005, ore 02:11

Io sinceramente non uso molto gli sms, ma forse i lettori di questo blog si; per questo motivo non posso non segnalare un programma che gestisce i vostri sms in modo che possiate mandarli come fosse una chat, il programma in questione lo ha fatto Luigi, un mio vecchio compagno di liceo che già a 15 anni faceva programmi in pascal su dos con grafica a finestre che non erano proprio niente male, e inoltre non ha la faccia da nerd che ha Bill Gates.

Il programma lo potete scaricare qui

Mentre qui potete consultare il forum relativo e chiedere che vengano aggiunte caratteristiche vi interessano.

ilbuffone
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mercoledì, 28 dicembre 2005, ore 16:43

L'acido ossidrilico noto anche come monossido di di-idrogeno, può essere considerato una delle piaghe dell'umanità.

In forma gassosa è il principale gas serra, assai più incidente dell'anidride carbonica.

In alte concentrazioni nell'atmosfera è causa di una sudorazione eccessiva e debilitante.

E' presente nella maggior parte dei cibi, anche in quelli coltivati biologicamente e accuratamente lavati.

Se ingerito in forti quantità crea uno shock a livello renale, causando un istantaneo stimolo di evacuazione di liquidi.

E' il principale componente chimico delle piogge acide.

E' ormai presente in tutti i fiumi e laghi.

Migliaia di persone ogni anno muoiono per averlo inalato, nonostante questo, molti atleti lo assumono per aumentare le loro prestazioni sportive.

Non ci sono correlazioni evidenti con la formazione di tumori, fatto stà che nelle formazioni neoplastiche se ne rilevano sempre abbondanti tracce.

Salviamo il nostro futuro, salviamo la terra da monossido di di-idrogeno.

Altre informazioni sull'impatto ambientale di questa molecola qui

informazioni sulla struttura chimico-fisica qui

ilbuffone
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martedì, 27 dicembre 2005, ore 13:25

Questo post è rivolto alla Right Nation dei blog, Camelot ha avviato un blogroll di blogger conservatori contro la pena di morte.

Già, perchè nonostante si spendano continuamente parole, leggi, atti amministrativi in merito alla difesa della vita di feti, embrioni, dna mitocondriale, e chi più ne ha più ne metta, c'è  chi invece sostiene che una persona che ha una famiglia, una rete di affetti, una vita, possa essere presa e ammazzata a sangue freddo, per una questione di vendetta sociale, o di giustizia (ma chi siamo noi esseri umani patetici a decidere cosa è giusto,e ad uccidere per questo?).

Siccome queste cose le lascio ad Al Zarkawi, io aderisco, ed invito ad aderire, se c'è una cosa che l'Italia può sbandierare con orgoglio è il fatto che ha abolito la pena di morte sin dal 1889.

Segnalo inoltre le riflessioni su ventinove settembre, che condivido in toto.

Per aderire basta fare un post dove si spiega il motivo dell'adesione e mettere il seguente codice sul template:

<script language="javascript" type="text/javascript" src="http://rpc.blogrolling.com/display.php?r=7ea6acb96d42c1c5a4a43f720faa3715"></script>

e poi segnalare l'adesione a Camelot


ilbuffone
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sabato, 24 dicembre 2005, ore 02:07

Harry potter diventa sempre meglio, comincia coem prodotto principalemte per bambini, mentre adesso sta, per così dire, maturando.*

Vederlo vale sempre il prezzo del biglietto.

King Kong, lo sono andato a vedere scettico, principalmente perchè non c'erano altri iflm interessanti; mi è piaciuto, nonostante la lunghezza scorre via benissimo, nonostante il film sia piuttosto fedele all'orgiginale da comunque molto di suo, stra citato apocalypse now (uno degli esploratori aveva una copia di "cuore di tenebra" da leggere in viaggio) ma anche lo stesso signore degli anelli per i paesaggi.

Le Cronache di Narnia: il titolo è bello, già dal sottotitolo si scade (il leone la strega e L'ARMADIO), un fantsy zeppo di animali parlanti, dove il leone parla come Stanlio e Onlio e dove ci sta Babbo Natale, si avete capito bene, Babbo Natale. Basta? no?

Allora dirò pure che gli effetti speciali sono fatti quasi sempre bene, in compenso gli scudi e le spade li hanno comprati alla standa.

Per non parlare di quanto spakkano esageratamente i protagonisti, imbracciano la spada per la prima volta nella vita e dieci minuti dopo spaccano teste di minotauri.

MA quanto erano meglio i vechci Hobbit finiti in realtà più grandi della loro? Macchè, qui basta che hai una lama in mano e sei già "Lo Re"

Adesso c'è la convinzione che siccome ci sta la grafica digitale allora tocca fa il fantasy che tanto come lo fai viene bene.

A me è venuta voglia di rivedere La Storia Infinita, oppure, che ne so Legend, un film non famoso ma che merita. Quello era Fantasy serio.

ilbuffone
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giovedì, 22 dicembre 2005, ore 23:11

 Quando si tratta di fare regali di Natale, bisogna impareare da alcuni popoli negri, anche dai pellerossa o dagli eschimesi un po', ma sono troppo eccessivi.

Invece in Oceania il dono è piuttosto sviluppato e strutturato, e ci fanno girare l'economia. Il Baratto, infatti sembra non essere concepito dalla maggiorparte delle economie cosiddette "primitive" che preferiscono utilizzare il dono come sistema di scambio.

Ad esempio Malinowsky studiò un sistema complesso di doni e controtodoni che circolavano in senso circolare, delle tipologie di doni in senso orario e altre in senso anti orario. Questo sistema si chiama Kula, la sintesi del Kula è "Se prima nel Kula prendi, poi nel Kula dai" una frase che ci rende lo studio in questione estremamente divertente :-)

Oltre a questo Kula ci sta anche il potlach che è molto famoso e di cui ho parlato nel post su Babbo Natale, ma soprassediamo, perchè l'argomento vorrebbe essere come fare doni particolarmente apprezzati.

A tal fine ci sono due concetti magici che possono essere utili.

Il primo è lo Hau*, ne ho già parlato sul post sull amagia, che immagino non abbiate letto perchè è lungo, beh avete fatto male, leggetelo. Lo Hau è una forza magica che non ha una corrispondenza esatta nella cultura occidentale, è un mix tra il concetto di prezzo e quello di valore (anch'essi concetti magici, infatti io un prezzo non l'ho mai toccato, ne preso, e così anche il valore, il pil, l'inflazione eccetera).

Ma più importante dello Hau (in base al solo hau dovreste fare un regalo che costa una cifra e al quale il soggetto interessato tenga, esempio, l'auto al figlio diciottenne) è il concetto di Mana, ovvero l'energia magica spirituale.

 Come tradurre il mana in un linguaggio occidentale? Forse con il carisma, ecco un oggetto con molto mana è un oggetto carismatico.

Ad esempio: l'olio d'oliva umbro, quello casareccio, quello tipico.

Ha forse qualcosa di particolare intrinsecamente l'olio d'oliva tipico, dop, ecc ecc.? Mica tanto. La caratteristica principale è che è fatto dagli Antichi Ulivi, secondo L'Antica Tradizione eccetera eccetera.

E' un oggetto Carismatico, con un mana elevato.

Altri oggetti carismatici sono le reliquie, ad esempio.

E' che il mana si trasmette dalla persona all'oggetto, quindi deve essere un oggetto che è è stato toccato più volte da persone carismatiche, o nella lavorazione, o nell'uso, o in tutte e due.

Un oggetto con molto Mana può essere, ad esempio, un dipinto.

Oppure il vecchio diadema di giada della nonna che si tramanda di generazione in generazione.

O i gioielli dell acorona inglese.

O la lancia di Longino.

Ecco regalate oggetti che contengono molto mana** e avrete successo assicurato.

*che è anche il dio del vento, un esempio di polisemia.

** qualcuno si chiederà se io credo veramente all'esistenza di questo Mana. Il Mana esiste, nella nostra testa.

ilbuffone
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mercoledì, 21 dicembre 2005, ore 22:07

Nella sua trasmissione sul tempo, Fabio Fazio è riuscito a invitare il peggio del peggio della politica italiana:

La Sgrena, una delle due simone, Bertinotti, Cofferati, Follini, Prodi e signora (e sottolineo signora).

Riuscendo ad ogni intervista ad abbassare di uno scalino la qualità del giornalismo italiano, come se ce ne fosse bisogno.

Perchè Grillo non ha comprato una pagina di giornale anche per lui? eh? eh?

Fazio dimettiti!

ilbuffone
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lunedì, 19 dicembre 2005, ore 22:58

Tutte queste critiche a Fazio non le sopporto! Con Fazio l'Italia poteva finalmente tornare ad essere quella che era una volta!

Un pezzo del Nord Africa.

ilbuffone
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lunedì, 19 dicembre 2005, ore 21:10

Post dedicato a quel vescovo che ha detto ai bambini, durante una messa, che Babbo Natale è solo una leggenda.

"San Nicola di Mira fu un vescovo nella seconda metà del IV secolo della città di Myra (antico nome di Demre, nella Licia in Asia minore, l'attuale Turchia). È il patrono dei bambini, ragazzi e ragazze, scolari, farmacisti, mercanti, naviganti, pescatori, profumieri, bottai, nonché delle vittime di errori giudiziari e degli avvocati; nel mondo è conosciuto prevalentemente con il nome di Santa Claus o Santa Klaus; in Italia è conosciuto anche come San Nicola di Bari, dal nome della città della Puglia che ne custodisce le spoglie a partire dall'XI secolo. È all'origine della figura di Babbo Natale."

"Nato probabilmente a Pàtara di Licia, tra il 260 ed il 280, pare sia stato uno dei 318 partecipanti del Concilio di Nicea del 325. Morì a Mira il 6 dicembre presumibilmente nell'anno 343. Fu imprigionato ed esiliato da Diocleziano e poi liberato da Costantino nel 313. Il suo culto si diffuse dapprima in Asia Minore (nel VI secolo ben 25 chiese a Costantinopoli erano dedicate a lui), con pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell’abitato di Mira. Numerosi scritti in greco e in latino ne fecero progressivamente diffondere la venerazione verso il mondo bizantino-slavo e in Occidente, a partire da Roma e dal Meridione d'Italia, allora soggetto a Bisanzio. Secondo la tradizione, San Nicola aiutò tre ragazze che non potevano sposarsi per mancanza di dote, gettando sacchetti di denaro dalla finestra nella loro stanza, per tre notti. Per questo è venerato dalle ragazze e dalle donne nubili."

fonte wikipedia.

Adesso io, per coerenza, mi aspetto che alla prossima liquefazione del sangue di San Gennaro il vescovo dica che probabilmente il santo non è mai esistito e, soprattutto, invece di abusare della credulità popolare, spieghi con pacatezza che il famoso sangue è in realtà una sospensione colloidale di idrossido di ferro in acqua con ioni sodio e cloro. Visto anche che gli adoratori di tale sangue non sono neanche più bambini.

 Sembra che adesso la battaglia è contro il Natale, si vuole ritornare al natale "vero". Ai Veri Valori Del Natale

Ma qual'è il natale vero, visto che Babbo Natale è venerato da almeno il diciassettesimo secolo?  

Il Natale vero è la festa del solstizio d'inverno, ovvero il culto mitraico della nascita del dio Apollo. In origine si festeggiava la nascita di un dio orientale (persiano) chiamato Mitra (che tralaltro era una figura con una storia simile a quella di Gesù), che dai pagani occidentali fu integrato col culto di Apollo e dal quale il cristianesimo ha preso un bel po' di liturgia e di iconografia (le rappresentazioni grafiche di Cristo e Apollo erano identiche) per risparmiare, già che si festeggiava la nascita di Apollo, e non si sapeva quando fosse nato esattamente Cristo, ci voleva poco a sostituire le due figure e le due feste.

Il Vero Natale è consumismo:

In antropologia si chiama Potlach, dal nome di un rito particolarmente eccessivo che si svolgeva tra i pellerossa dell'America nordoccidentale, Potlach si può tradurre in italiano come "consumare".

I riti di questo genere, posti in essere durante l'inverno, consistono in continui banchetti, competizione a chi fa più regali, distruzione di beni per ostentare ricchezza.

Deve trattarsi di una delle più importanti radici alla base dei culti invernali, visto che si ritrova in culture così diverse.

In Italia si ha lo scambio di doni a Natale, la distruzione agonistica di beni a Capodanno (una volta si buttavano dalla finestra gli oggetti vecchi), e banchetti.. quelli praticamente sempre.

Quindi se volete festeggiare il Vero Natale Di Una Volta fate una bella preghiera al Sole al mattino, abbuffatevi fino a che non state male, regalate metà della vostra roba e date fuoco a tutto il resto.

Oppure festeggiatelo come avete sempre fatto senza chiedervi se l'abete addobbato è pagano, se babbo natale esiste veramente oppure se dovente anticipare la quaresima a dicembre per essere bravi cristiani modesti.

E sul presepe, mi raccomando, metteteci un bambinello, non una colomba come ha fatto quel fenomeno della maestra elementare che ha sostituito il profeta più grande (parole del Corano, non mie) con un animale (una colomba) per non offendere i bambini musulmani, offendendo così i bambini Cristiani che si sono visti davanti a una versione aberrante della Trinità, in cui lo Spirito Santo si incarna in una colomba mediante Maria.

Il rispetto per i bambini cristiani no?

Ci stiamo culturalmente suicidando.

 

ilbuffone
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lunedì, 19 dicembre 2005, ore 18:22

Questo è un post che è in incubazione da quando mi sono visto per la seconda volta Harry Potter e il calice di fuoco. Il problema è che ho tutta una serie di riflessioni sparse che non riesco a mettere in ordine, di conseguenza questo sarà un post scritto piuttosto di getto e disordinato, il tema: la magia, il suo fascino e la sua esistenza.

Probabilmente scriverò un mucchio di idiozie, ma peggio di tutti quei giornalisti che tirano in ballo Bush, la lobby evangelica e i neocon non credo di poter fare.

Il segreto della saga di Harry Potter: a mio avviso i primi libri della serie erano pieni di vaccate a mio avviso insopportabili, che si chiamo “la magia inutile” ovvero magie senza senso che stanno lì solo per fare folklore, ad esempio la liquirizia che mozzica, nessun mago sano di testa incanterebbe la liquirizia per farla mordere a chi la prende, se non per puro sadismo, oppure il libro mostro dei mostri, un banale libro normale sarebbe molto più pratico, o ancora le scale che si muovono secondo la loro insindacabile volontà;  mi danno fastidio perché sono un attentato alla verosimiglianza del testo (che un testo può non essere vero, ma dovrebbe comunque essere verosimile, coerente, e se questa coerenza non c’è deve essere quantomeno costruita e prevista per uno scopo)

Questo per dire che la Rowling non è trascendentale come scrittrice, però ha beccato un filone letterario che non era battuto dai tempi di Ende e della storia infinita, levandogli un po’ di labirintismo borgesiano e l’esasperato simbolismo. Questo filone è quello della realtà magica, ovvero una forma di fantasy diverso dal signore degli anelli e compagnia bella e più simile al romanzo gotico ottocentesco.

La differenza principale con il fantasy che ha spopolato negli ultimi 50 anni è che, mentre questo è in genere ambientato su un mondo “altro” (es. la terra di mezzo), in Harry Potter l’ambientazione è il mondo reale, il nostro mondo, o meglio, un mondo praticamente identico al nostro ma con la differenza che esiste la magia, l’alchimia e compagnia bella.

La differenza non è da poco, nei mondi fantasy la magia diventa praticamente il sistema di leggi fisiche di quel mondo, perdendo un bel po’ del suo fascino, mentre in Harry Potter la magia è magia “vera”.

Per un’analisi del fascino erripottiano non possiamo non considerare che, almeno all’inizio della saga, il lettore modello era un bambino (che spiega anche la magia inutile credo, essendo il bambino un animale irrazionale è più interessato alla magia fine a se stessa, ludica, piuttosto che a una magia utile). In fondo la storia è quella del bambino comune che scopre qualcosa di speciale su di se, un allusione diretta al fatto che “il protagonista di questa storia sei tu”.

A questo punto voglio indagare sulla visione del mondo secondo il bambino.

Il bambino non ha la stessa visione della realtà che ha un adulto, la realtà del bambino è magica di per se, perché non è vincolata, data l’ignoranza, ad un sistema ristretto di regole e categorie, il confine tra realtà ed immaginazione diventa estremamente labile, si può dire che il fanciullo vive in una realtà quasi-onirica o, in altre parole magico-superstiziosa. (caratteristica che incredibilmente lo accomuna ai piccioni)

Il bambino ad esempio crede a Babbo Natale, ci crederà finché le sue conoscenze del mondo fisico non lo relegheranno nella categoria dei fatti impossibili. Io mi ricordo che credevo a tutto, inglobavo nel sistema di credenze tutto quello che mi fornivano genitori, gruppo dei pari, film.

Ad esempio, mi avevano detto a scuola che se a mezzanotte ti guardavi allo specchio e ti facevi il segno della croce al contrario e dicevi un padre nostro al contrario vedevi riflesso il volto del diavolo.

Presi l’informazione come oro colato, anzi mi facevo gli scrupoli che bastasse solo guardarlo a mezza notte per vederlo, e questo mi creava qualche problema, perché ad esempio se ci avevo gli incubi, dovevo andare a dormire sul lettone dei miei, e li c’era un grosso specchio, e io non sapevo bene che ora poteva essere, per cui camminavo con gli occhi chiusi a tentoni per evitare di vedere il volto del diavolo. Poi mi ricordo che con gli amici progettavamo di costruire la macchina del tempo tipo quella di “ritorno al futuro” dove veniva abbozzata una sorta di spiegazione, col flusso catalizzatore ecc. per cui ci sembrava una cosa estremamente facile da costruire, come del resto gli zaini protonici dei ghostbusters, altro progetto irrealizzato.

Oltre all’assorbimento narrativo, questa visione del mondo si rifletteva anche nella produzione testuale (della quale fornirò mirabili esempi in futuro), infatti non avevo ben chiaro il concetto tra l’esprimere una realtà oggettiva e una soggettiva, anzi, mi esprimevo solo nel secondo modo, esponendo i fatti secondo l’insindacabile filtro della mia coscienza, fregandomene altamente se stessi dicendo delle bugie, i bambini hanno questo di particolare, invece di scrivere temi, pensierini, scrivono racconti, e se la realtà fattuale non rispondeva alle esigenze del testo veniva alterata.

Ad esempio su di un tema sul mio animale domestico scrissi che il mio pappagallino (“diamantino” si chiamava) cambiava colore a seconda di come era esposto al sole, che non era vero, ma vuoi mettere quanto era figo?

Insomma il bambino vive la realtà ci cui le categorie sono di tipo narrativo, che è una cosa che rimane anche agli adulti, solo che fanno finta di no, o credono di no. In genere tutti hanno una specie di convinzione di essere i protagonisti di una storia, che poi è il modo come funzionano i tarocchi: sono un generatore casuale di storie, storie in cui colui che li consulta si inserisce come protagonista.

Ritornamo un attimo al bambino, cos’ha dunque la magia di particolarmente affascinante? Risposta gratifica la volontà di potenza o di potere del bambino, in genere la magia non è altro che una forma di sfruttamento abnorme di un qualche tipo di energia, qualcosa che accresce il potere a dispetto delle leggi fisiche.

Esempio: volare è per antonomasia un sogno umano, una liberazione del fardello del vincolo spaziale, una libertà nei confronti della legge di gravità che in fondo una delle realtà più ingombranti per fare i conti. Si può volare, si può vincere  la gravità costruendo aerei e deltaplani, ma è più facile farlo con una nimbus 3000 o pronunciando una parola magica.

La magia dunque è una sorta di ricerca della libertà totale, una ricerca dell’assoluto.

E vedendola così non è più uno scherzo.

Ma come funziona la magia erripotteriana? Il meccanismo sembra ricondursi alla tradizione ebraica, occidentale, alchemica; basata su un sistema di segni e di rimandi, che in fondo è il tipo di magia più potente, e che ha una discreta forza se non sulla materia, almeno sull’uomo stesso.

Prendiamo il libro più bello che abbiamo mai letto, ebbene: che cosè questo libro se non una sequenza interminabile di 26 segni grafici posti l’uno di seguito all’altro senza un’apparente regola?

Eppure quante emozioni! O quante emozioni, ad esempio, per esempio, quando il quadratino di shinystat indica un numero alto, un semplice banalissimo numero. O le litigate tra blogghers, che uno quasi se la prende davvero, e quasi non si rende conto che sta litigando con delle finestre, con dei miserandi template.

Ecco la forza dei simboli, e della realtà narrativa nella quale ci troviamo a vivere, perché in fondo la realtà, come la viviamo noi, non è che narrazione di narrazioni, simboli di simboli, in un continuo rimando vorticoso e senza fine apparente da far impazzire un alchimista settecentesco e tutta “l’opera al nero”.

Ad esempio il denaro, è credenza comune che prima del denaro ci fosse il baratto, non è una cosa molto precisa, per molte delle popolazioni “primitive” la circolazione delle merci avviene attraverso il dono, che viene culturalmente regolato. Ad esempio, in un tribù di quelle micronesiane e della quale non mi ricordo il nome, al posto del denaro c’è uno spirito, chiamato Hau, che non ha un corrispettivo materiale, e che in linguaggio occidentale può essere tradotto come "credito."

Come opera questo spirito? Se io faccio un regalo a Tizio, a me diminuisce lo Hau, a Tizio, invece, aumenta, avere un eccesso di Hau fa ammalare, deprimere e, a volte, morire. Quindi Tizio ha tutto l’interesse di liberarsi dello Hau in eccesso, donando un’altra cosa di pari o maggiore valore; potrebbe donarla a me, ma non è detto, Può anche deciderla di donarla a Sempronio.

In questo caso io avrò poco Hau, Tizio normale e Sempronio eccesso di Hau. Sempronio ha il mio Hau,  e la cosa continuerà perché lo Hau vuole sempre ritornare al padrone, cioè al sottoscritto.

Morale della favola le carte di credito sono bacchette per accumulare energia magica.

 

 

 

Per non parlare poi delle scienze matematiche, lunghissime e misteriose formule scritte con un misto di similarabo e greco antico.  Pura magia.

 

 

 

Questo un po’ mi rimanda all’esoterismo, ovvero alla scoperta del mistero, già, perché per ottenere i poteri pare che c’è bisogno di molto studio, e in Harry potter questo mi sembra molto presente, a partire dalla colonna sonora, dove la ricerca, la tensione verso gli alti, viene temperata da una sorta di timore sottolineato dai bassi.

E poi i primi due capitoli della serie sono basati quasi esclusivamente sulla scoperta, sulla scoperta dei poteri del protagonista in primis. Ci vorrebbe che anche nella vita quotidiana si conservasse questo fascino per il mistero e per occulto, ovvero per quello che ci appare ignoto, pensate se Leonardo non si fosse messo a frugare dentro i cadaveri per vedere cosa c’era, le monete da un euro non sarebbero come sono.

 

 

 

L’elemento estetico.

Perché diciamolo, chi non vorrebbe vivere in un castello?

Ecco, deve essere andato storto qualcosa negli ultimi secoli, prima l’illuminismo ha preteso di bollare millenni di cultura come superstizione, poi sia una determinata forma di capitalismo, e soprattutto, il marxismo, hanno preteso di affermare che gli unici bisogni dell’uomo sono quelli “di base” mangiare e avere un paio di scarpe, una casa dove dormire. Mentre invece avere solo queste cose è quasi più angustiante di non avere nulla.

San Francesco non aveva nulla ed era felice, non è solo nella mera materia inerte che si nasconde la felicità, o il senso.

 

 

 

Le scuole superiori dovrebbero essere tutte come Hogwarts, invece sono solo monotone colate di cemento, a passare cinque ore dentro un carcere travestito da scuola (un brutto carcere, perchè ad esempio la rocca di San Leo comunqeu meglio dei mostri che hanno costruito)è logico che poi uno si dedica allo stupro di gruppo.

 

 

 

 

 

Dunque, considerazioni finali: il fascino del Fantasy per me rimane in parte un mistero, per quanto lo avverta non c’è male, qualsiasi sia la chiave di comprensione deve avere a che fare con la tensione all’assoluto, al fascino dell’ignoto e ad una dimensione estetica (che non si riferisce solo all’estetica dell’arte, ma anche della vita)  Tutte cose che secondo me hanno qualcosa a che vedere con il Senso delle cose, magari ne riparlerò nel prossimo capitolo sul senso della vita.

 

 

 

P.s. Qualcuno magari si aspettava un post ponderato e accurato invece di questa brodaglia, lo avrei postato prima per dedicare ad altri argomenti, purtroppo un torcicollo paralizzante che mai in vita mia mi ha tenuto bloccato da ieri mattina fino ad ora, che scrivo imbottito di antinfiammatori. Evidentemente Saruman o Voldemort non volevano che vi dicessi la verità.
ilbuffone
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venerdì, 16 dicembre 2005, ore 23:58

sto preparando un post lunghetto e ostico, quindi è un po' che non lascio niente, quindi nell'attesa di postare le mie ultime pippe mentali, vi comunico che sta per arrivare Italia l'ultima fatica di un regista spagnolo, la trama: E' il primo matrimonio omosessuale che si celebra in Spagna, mentre i due uomini si sposano, cinque donne riflettono sulla loro vita.

Originale.

Il regista ha detto che non c'entra Zapatero, ha ragione, infatti è da molto prima di Zapatero che la Spagna (principalmente grazie da Almodovar) che ogni hanno ci propina film con omosessuali (alternati a viados) che trombano e donne che riflettono.

Forse riflettono sul fatto che non tirano più.

E ogni hanno fior fior di intellettuali che dicono "E, quanto trombano questi omosessuali" "E già, ma come riflettono le donne, d'altro canto."

Basta, non se ne può più con questi film ormai pure troppo conformisti, tassate i film con omosessuali che trombano e donne che riflettono.

ilbuffone
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mercoledì, 14 dicembre 2005, ore 02:24

Siccome l'inverno mi mette tristezza, siccome l'attualità mi mette tristezza (ogni tanto ritorna la solita storia della pena di morte negli states, e ciò mi deprime) credo che per i prossimi giorni mi butto sulla curtura.

Ad esempio nel blockbuster vicino casa vendono un sacco di vecchie glorie in dvd a dieci euri, per cui ogni tanto ci butto dieci euri e attacco a vedere i film fino alla nausea.

Poi magari mi smentirò, nel frattempo segnalo, a proposito di CULtura, una voce di wikipedia piuttosto interessante, la prima donna a finire in un' enciclopedia per la bellezza del suo culo. Un onore assolutamente meritato. Che Emma Watson e Natalie Portman mi perdonino.

ilbuffone
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lunedì, 12 dicembre 2005, ore 23:31

Non so che pensare dell'amnistia, non ho un opinione, però quello che mi sembra accada è che Pannella dopo aver affondato l'istituto referendario stia affondando anche l'istituto dello sciopero della fame, ormai lo fa una volta al mese, e la sua corporatura è la prova evidente della dannosità delle diete yo-yo.

Arriverà il giorno in cui dopo uno sciopero della fame per il reinserimento della coca-cola al posto della mecca-cola nei distibutori (per esempio), qualcuno gli risponderà: "E basta, chi cazzo se ne frega, schiatta pure"

ilbuffone
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domenica, 11 dicembre 2005, ore 14:49

Larry Page e Sergey Brin, Bill Gates e Paul Allen, Steve Jobs e Steve Wozniak.

Hanno tutti una caratteristica in comune, non mi riferisco al fatto che hanno sfondato tutti nella'alta tecnologia, ma al fatto che sono diventati tutti miliardari (in dollari) da giovanissimi.

In Italia per diventare ricco da giovane devi avere i piedi buoni o farti fotografare nuda, è l'unico modo, e non ti arricchisci neanche di tanto (e giustamente, in fondo che contributo da Ronaldino all'umanita?) la prospettiva di realizzare grandi progetti è preclusa ai giovani, anzi, è preclusa un po' a tutti, in Italia purtroppo vige la mentalità del pensare in piccolo, a tutti  i livelli.

Ma come hanno fatto a diventare così ricchi? Per fare soldi In fondo ci vogliono soldi, e loro come li hanno avuti? Pensiamo prima a come si ottengono soldi in Italia. Vuoi un prestito? Devi avere i soldi. Quindi le banche prestano soldi praticamente a chi  non ne ha bisogno, ovviamente guadagnando una miseria ma sempre troppo per il servizio che offrono.

In America no, il capitale è l'idea, Larry page e Sergey Brin  iniziarono da zero con google, ci fu chi scommise su di loro dandogli un milione di dollari per sviluppare l'idea, poi nel 1999 ci fu un ulteriore finanziamento per migliorare la struttura aziendale (si unì a alla società un espertone di economia aziendale) adesso le azioni che furono acquistate a 50 centesimi valgono 300 dollari.

Questo, in sintesi, è il concetto di venture capital, o capitale di rischio o meglio ancora capitale di ventura (mi sembra più romantico come nome, basta evitare l'associazione con la nota soubrette).

Un metodo che in trent'anni negli stati uniti ha mandato avanti la silicon valley e tutti prodotti estremamente innovativi, se non fosse per il venture capital non esisterebbero neanche i personal computers, perchè non sarebbero state fondate Apple, Microsoft, Intel e compagnia bella.

In Italia, purtroppo, stenta ad emergere, per millemotivi, culturali principalmente: in Italia c'è la convinzione che i soldi si facciano in modo furbo, alle spalle degli altri, invece non esistono modi furbi per fare soldi, ma solo intelligenti. In Italia non c'è la mentalità di rischiarsi il futuro, ma bensì di mantenere il proprio status quo per evitare di perdere i privilegi, i sindacati sono difensori delle caste, tutto deve essere immobile Chi ovviamente subisce maggiormente i danni di questa paralisi (che danneggia comunque tutti) sono quelli alla base della piramide. La tradizione, le regole, vincono sulla creatività, Si pensa più : "le cose vanno fatte così" che "Hey, le cose potrebbero essere fatte così"

Gli unici che riescono a rompere questo meccanismo sono quelli che hanno contemporaneamente idee, capacità gestionali e capitali, doti rarissime da trovare in una sola persona.

Se l'italia vuole avere un posto di primo piano nel mondo, il capitale di ventura è un buon modo per cominciare.

p.s. nella rivista "Sapere" di Ottobre ci sono altre considerazioni sui capitali di rischio e sulla ricerca di base e applicata, se vi capita tra le mani date una letta.

ilbuffone
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