Allora, volevo scrivere un post chilometrico sula droga e sulla cannabis, ma sono subissato da improrogabili impegni.
ad esempio domani:
Ore 13:00 Colazione da Bernheim
Ore 21:00 Pranzo da Bernheim
Adesso se non vai a pranzo da Bernheim non sei nessuno, e voi continuate pure ad andare alle feste di Cavalli, sfigati...
p.s. se vi state chiedendo perchè degli orari così strani per il pranzo, vuol dire che siete più sfigati di quello che credevo.
p.p.s. e poi martedì un esame un po' ostico, e sono stato male quindi sono indietro per il ripasso, quindi abbiate pietà.

Grazie mamma gianfranca per avermi fatto capire che non devo fumare quella roba, no mamma, non mi mandare in collegio dalle suore a disintossicarmi, giuro che non le fumo le canne giuro giuro giuro!
(e qualcuno qui mi ha pure chiesto se aderivo al blog per fini premier... ma per piaceeeeeeere....)
La democrazia ce l'hanno, magari è un po' tarocca, di quelle made in China che si trovano su E-bay, però ce l'hanno.
E Hamas ha vinto le elezioni. Direi che è il caso di fare un esme di coscienza, la democrazia da sola non basta, è una mentalità, una cultura che va esportata. la culturà delle libertà civili e del diritto alla vita. Altrimenti la democrazia si riduce alla scelta dei cittadini su come vogliono essere sottomessi.
Le mie solite critiche al papa vengono oggi parzialmente ridimensionate dopo che ho saputo che nell'ultima enciclica ci sta scritto questo:
"Uno stato che non fosse retto secondo giustizia si ridurrebbe a una grande banda di ladri"
Grande Papa! adesso aspetto la definizione di giustizia per decidere se tirargli i pomodori durante l'angelus o se sostenere il ritorno del papa re.

A chi non lo avesse mai visto, a chi è rimasto affascinato degli incubi orwelliani, a chi (come il sottoscritto) odia la burocrazia e lo statalismo, consiglio un piccolo gioiellino del 1985: “Brazil”.
Liberamente ispirato a 1984, narra una vicenda simile all’originale ma, invece di essere ambientata in un comunismo totalitario e opprimente, è ambientata in quella che sembra una democrazia moderna e iperburocratizzata.
In poche parole è 1984 ambientato in Italia, o nell’Europa delle aberrazioni burocratiche.
Fu un film molto profetico, all’epoca c’era ancora la CEE e si pensava che l’Europa del futuro sarebbe stata una fonte di libertà invece del moloch di regolamenti che c’è adesso.
Nella realtà di Brazil, tutto è ferocemente regolamentato, è tutto sventagliare di carte e carteggi, e dei fantomatici terroristi seminano il panico.
E’ bellissimo come il sistema iperstatalizzato venga rappresentato da una realtà grottesca, tutto è pieno di macchine inutili e assurde, disumane, le case sono tutte attraversate da grossi tubi.
E’ l’essenza dello statalismo, le strutture che lasciate in mano al buon senso sarebbero efficaci, nel momento in cui vengono normate diventano mostri strutturali, inutili e pesanti.
Il nemico pubblico numero uno, che secondo il governo è a capo dei terroristi, è un idraulico abusivo che lavora gratis per il gusto di farlo, una rotella fuori posto nell’immane meccanismo statalizzato.
La vicenda nasce da un errore dovuto ad un insetto morto nelle stampe di alcuni ordini di arresto. Viene arrestata la persona sbagliata e questo inevitabilmente provoca tutta una serie complicazioni infinite a livello burocratico.
Nelle maglie di questo meccanismo infernale ci finisce un brillante burocrate che tuttavia se frega altamente delle regole, sembra uno spirito libero, e passa le sue ore migliori nel sogno.
Una volta che vede la ragazza dei suoi sogni nella realtà vera, decide di rendere reale il suo sogno.
Come andrà a finire non lo dico, ma per chi conoscesse 1984 dico che Brazil lascia, oltre ad un certo amaro in bocca, un messaggio più positivo dell’opera orwelliana, in 1984 Smith era l’ultimo uomo in europa, il sistema del grande fratello controllava ogni mente e perseguiva lo psicoreato; in Brazil invece apprendiamo che per quanto potranno tagliarci le ali, la capacità di sognare, di librarci in aria col nostro pensiero e coi nostri sogni non l’avranno mai.

Sapete, ci sono un paio di riflessioni che vorrei vare sui vaccini, non quelli tipo epatite o vaiolo; quelli servono o sono serviti.
No, sto parlando del classico vaccino influenzale. Spiego in sintesi la filosofia dietro al vaccino influenzale: durante l'inverno è possibile che ti becchi l'influenza, ma anche no. Quindi ti fai una bella puntura che ti fa stare a pezzi certamente per un giorno e mezzo- due, per evitare probabilmente (che mica è detto che funziona) la brobabilità di ammalarsi.
Ci sono troppi "probabilmente" per convincere una persona sensata a farlo, tanto più nella versione "mi faccio il vaccino anti-influenzale perchè visto che non c'è il vaccino per l'aviaria, se arriva l'aviaria e contemporanemente mi piglio l'influenza allora è peggio, quindi mi piglio il vaccino per l'influenza" Ma quante probabilità ci stanno di pigliarsi l'influenza e contemporaneamente l'aviaria? Una su dieci miliardi?
Comunque, nonostante questo, cedetti alle pressioni parentali e all'epoca della fobia aviaria mi feci il mattino.
Sono tre giorni che sto a pezzi sul letto, mi è venuta pure la febbre, a me la febbre viene con malattie tipo sars, ebola, antrace, peste bubbonica, il mio corpo è snob, non si abbassa ad aumentare la temperatura per malattie sfigate.
In compenso quando ho la febbre faccio pensieri strani, tipo drogato, una volta in pieno delirio ero convinto di aver scoperto che il senso della vita era nascosto all'interno di una cellula che si trovava geometricamente al centro del corpo umano. Un trip affascinante.
E deve essere per la febbre che mi vengono i pensieri sull'inappellabilità delle sentenze che mi sono venuti questi giorni.
Ad esempio, a che serve il primo grado di giudizio? Io deliro ma chi ha fatto la costituzione si faceva almeno un grappino.
Voglio dire, alla fine dle primo grado di giudizio se il tizio è innocente si appella il pm, se il tizio è colpevole si appella il tizio stesso.
Aboliamo il primo grado di giudizio e vedi come si dimezza la lunghezza dell'iter processuale.
In realtà il blog è nato tredici mesi fa, ma io lo festeggio oggi, perchè appena l'ho aperto ho scritto quattro cavolate e poi sono stato subito zitto per un mese.
Probabilmente non avrei neanche continuato se Pdl non mi avesse spronato, quindi a lui va un grazie.
Il mio blog si è inserito nel mercato blogosferico con particolare lentezza senza che mi sforzassi troppo di acquisire visibilità, non aggregavo da nessuna parte, non avevo che pochi link in entrata, e scrivevo così per cazzeggiare, per un periodo piuttosto lungo viaggiavo sui 30 accessi al giorno (ora una sono circa una centosessantina) e non so ad esempio altri miei mecenati come ispirati coem abbiano fatto a trovarmi all'epoca.
un ringraziamento dovuto va a quello che è il commentatore che da più tempo bazzica da queste parti, ovvero Millennium falcon, che rende anche le discussioni nei commenti interessanti, perchè spesso in divergenza con me ma quasi sempre con argomentazioni intelligenti.
Ovviamente il rignraziamento a lui sia simbolico e vada anche a tutti quelli che mi seguono, commentano, linkano ecc. e che spesso neanche conosco.
Per l'occasione riporto una selezione dei post che mi sono piaciuti, nei quali mi sono impegnato, o quelli che hanno suscitato più discussione.
I post storici insomma:
qui cercavo di spiegare perchè sui temi della vita ci fossero posizioni così diverse. Si vede che già si avvicinava il clima del referendum.
qui cerco di spiegare perchè la democrazia tende ad affermarsi sulla dittatura nel lungo periodo.
una pacata reazione alle dichiarazioni di Giuliana Sgrena quando è stata liberata.
Cosa pensavo di Saddam quando avevo dieci anni
Post delirante in cui spiego o tento di spiegare perchè mi sono astenuto al referendum, gli embrioni mi hanno sempre creato problemi ontologici, e non li ho ancora risolti.
I problemi dell'Africa secondo la mia esperienza; post in cui ho toppato il nome di una città e non so se l'ho più corretto. Tocque-ville era appena nata.
Qui la mia considerazione sui reazionari ambientalisti il giorno dopo Katrina
San Francesco vs. San Benedetto
l'economia sempre secondo il colto comico nostrano.
Adriano Celentano è il male assoluto: nel senso che è contro il progresso.
Il senso della vita: Bonolis mi fa una pippa
Aborto, una riflessione tenendo a mente i principi libertari, poi ho scoperto che si tratta di un argomentazione già fatta da Rothbard, in compenso un rosapugnato ha detto che non era una riflessione libertaria, senza spiegare il motivo, il libertarismo è copyright di Pannella, si sa.
come le coop+ la politica sfasciano le città
il senso della vita due perchè chi "il mondo a caso pone" va all'inferno, a fare compagnia a Democrito che diceva l'opposto, ma si vede che la magistratura funziona male anche nell'aldilà.
un post sulla pornotax buttanto un po' la, ma che in compenso mi ha fatto linkare da Libero.
capitali coraggiosi che hanno lgi americani che non abbiamo (ma che dovremmo avere)
il fascino della magia, dell'occulto e del fantasy (post riflettuto, ma che non è forse bello come nelle intenzioni originarie)
L'esistenza di Babbo Natale e il vero spirito natalizio.
auguri per l'anno nuovo e per gli anni a venire evviva il progresso.
fine, mi rendo conto che in un anno non ho scritto molto, ma in effetti una volta scrivevo un post alla settimana, ora sono più produttivo.
Se qualcuno legge un post vecchio e vuole commentare può usare questo stesso post, sennò il post vecchio chi se lo legge mai.
per concludere la rassegna la lista delle chiavi di ricerca più bizzarre che hanno portato a questo blog da quando ho messo shinystat (in ordine pseudocasuale):
"cosa si può dire sulla luna" bella domanda, è rotonda? è grossa? è lontana? o forse il senso della domanda è un altro, in quel caso risponderei "E' un piccolo passo per un uomo e un grande passo per l'umanità"
"passare libri parlati in mp3 su ipod" eh?
"perchè l'uomo si domanda senso vita" questa è la metadomanda definitiva, su due piedi risponderei perchè si è mangiato il frutto della conoscienza.
"servelloni mazzanti vien dal mare" mitico.
"divieto di scoreggiare (foto)" questo è un blog libertario, si possono fare basta che non puzzano
"f" allora, il fatto che qualcuno ha digitato la lettera f ed è uscito questo blog vuol dire qualcosa, non so cosa, ma qualcosa vuol dire.
"mortacci de pippo" e di chi non glielo dice con la mano alzata
"susy era seduta al tavolo di una grande gelateria" grazie per l'informazione, mi stavo chiedendo dove fosse finita.
"emma watson indirizzo di casa" a cosa gli serve a sto tizio l'indirizzo di emma watson?
"mi sono comprata un nuovo gioco per il computer" grazie per l'informazione, la prossima volta mettici il nome sennò non so chi sei.
E va bene, non sono molto divertenti, per cui largo alla sezione vietata ai minori.
"troia inculata sotto l'albero" il signore ha gusti specifici
"porni" la o rimane anche al plurale
"+"zona inguinale" +immagine" pura curiosità scientifica suppongo.
"animali che si ingroppano" come sopra
"animali che trombano" esiste anche discovery channel eh...
"cazzo" uno scrive cazzo su google e finisce qua: inquietante.
"emma watson nuda" bastardo, e ancora minorenne!
"fighetta gratis" Diventa un fondamentalista islamico e fatti saltare in aria, oppure fai l'attore porno che ci guadagni pure.
"santanche foto nuda" qui si preferisce la Prestigiacomo
"emma watson nuda" ancora? AAAAAAARGH!
"figure di ragazze che hanno 16 anni e trombano" guarda, per strada se ne incontra una certa quantità, non ce l'hanno scritto certamente in fronte, per cui fermale e indaga.
La festa continua sui commenti, questo è un post open trackback, o almeno spero di farcelo diventare, se riesco a imparare come funziona haloscan e a mettere i track back (splinder ha implementato i fuochi d'artificio ma non i trackback). quindi potete trackbacckare questo post come volete (sono curioso, magari c'è qualcuno che mi legge ma io non leggo lui, quindi voglio vedere se trovo qualche lettura interessante.) basta che mettiate un link a questo post alla fine del post che track backate, se non ci avete capito niente leggetevi questo e poi cliccate sul bollino di haloscan qui sotto e vedete se riuscite a imparare (io ci sono risucito)
Come le aziende pubbliche siano intrinsecamente disfunzionali l’ho già spiegato, rimane la questione della tassazione come sistema di trasferimento di reddito dai più ricchi ai più poveri, da alcuni invocato (impropriamente, come cercherò di dimostrare) come giustizia sociale.
Filosoficamente possiamo dire che tutto iniziò con Rawls.
A Rawls vanno diversi meriti, fu il primo, ad esempio leggere il liberalismo in chiave etica e a porsi il problema di un sistema politico basato sulla giustizia sociale.
Fino ad allora il liberalismo era considerato desiderabile in quanto efficiente, e non in quanto giusto.
Tuttavia, nonostante i meriti, le argomentazioni di Rawls sono, a mio avviso, contraddittorie, opinabili, e inconcludenti (nel senso che non se ne possono trarre conclusioni universali).
Credo sia opportuno che mi spieghi meglio.
Rawls intende pervenire all’elaborazione di una società che sia giusta in modo oggettivo; per fare ciò si immagina la creazione di una società astratta (non verificabile in natura) da parte di uomini ipotetici dotati di determinate caratteristiche: ovvero che siano liberi uguali e dotati di un “velo d’ignoranza”.
Le prime caratteristiche mi sembrano chiare, l’ultima sta a significa re che questi ipotetici uomini non conoscono né il loro passato ne il loro futuro, sanno come funziona il mondo ma non sanno che posto occupavano all’interno di esso o che posto occuperanno dopo la creazione della società.
Questo velo d’ignoranza dovrebbe garantire loro una sorta di imparzialità di giudizio, visto che non sanno se sono ricchi o poveri, belli o brutti, atleti o disabili.
Delle conclusioni a cui giunge Rawls, vorrei analizzarne le due più importanti (i cosiddetti due principi di giustizia), per poi proporre invece la mia visione delle cose.
Secondo Rawls questi enti che formano la società stabilirebbero il fatto che la persona e la libertà individuale sono inviolabili, e non possono essere violate neanche se, grazie a questo, il bene comune della società aumenta, la servitù di pochi per la felicità dei molti non è quindi accettata (tanto meno la servitù dei molti per la felicità dei pochi). E i diritti sono uguali per tutti.
Su questo sono completamente d’accordo, anche se la sua pretesa di “oggettività” non mi convince, ma definitivamente non mi convince il secondo criterio di giustizia.
In base al secondo criterio, la società dovrebbe fornire ai più svantaggiati i mezzi per “riparare” il loro svantaggio. Diretto corollario di questo criterio è che le disuguaglianze sociali sono ammesse solo se apportano beneficio a tutta la società, e non solo ad alcune persone.
Di primo impatto sembra una cosa molto bella, ma ricordiamoci di mettere da parte i sentimenti e di considerare se una cosa del genere è una giustizia “oggettiva”.
Innanzitutto contraddice il primo principio, infatti la “società” altri non è che altri individui, ridotti in stato di servitù per riparare torti di cui non sono loro la causa.
Inoltre (e questo secondo me è il punto più debole dell’argomentazione di Rawls) nell’ottica degli uomini che avviano la società, questo principio di giustizia non è altro che un contratto di mutua assicurazione, praticamente, ipotizzando l’assemblea che avverrebbe uno si alza e dice “Hei ragazzi, io non lo so se sarò povero o ricco, e nemmeno voi, facciamo che i ricchi aiutano i poveri, così nessuno ci rimane male”.
Ma questo avverrebbe SECONDO RAWLS infatti, non possiamo assolutamente sapere qual è la propensione al rischio dei contraenti, semplicemente perché ne io, ne voi, ne Rawls abbiamo il velo di ignoranza, abbiamo un nostro passato, non siamo uguali, abbiamo una storia.
Tempo fa nei commenti ad un post di Ispirati era uscita una questione del genere: qualcuno chiese una cosa di simile “ma se potessi scegliere in che nazione reincarnarti, senza poter scegliere la classe sociale, in che nazione nasceresti?” e qui le risposte più disparate, io personalmente sceglierei una nazione che mi permettesse di aspirare ai miei obiettivi di vita grazie ai miei mezzi personali, e non con i mezzi degli altri. Ma è una mia visione personale, c’è chi risponderebbe diversamente, perché ognuno è influenzato dal portato del suo vissuto personale, Rawls compreso: mette nella mente degli uomini con il velo di ignoranza quello che invece è nella sua mente.
L’errore alla base del pensiero di Rawls, secondo me, è la confusione che fa tra giustizia e compassione.
La giustizia, se così si può dire, non è compassionevole.
“Giustizia mosse il mio alto fattore” sta scritto sulla porta dell’inferno dantesco, e l’inferno non è esattamente un paradiso.
Perché la giustizia è aldilà della morale, dell’amore e della compassione, la giustizia fa sistema a se.
Rifiutato il concetto di Rawls, provo a proporne uno io, rifuggo ogni tentavio di definirlo come “vero” o “oggettivo” infatti il mio fottuto relativismo mi impedisce di possedere verità assolute, ma utilizzerò una categoria filosofica piuttosto apprezzata di recente: “il senso comune”
Quello che tenterò di dimostrare non sarà quindi vero ma, spero, “ragionevole”.
In particolar modo vorrei cercare di spiegare come il mercato sia, benché cinico, (benché tutto quello che vi pare) un sistema giusto, imparziale e che da in base a ciò che gli è dovuto.
Innanzitutto il libero mercato è una sistema acefalo, autonome e fien a se stesso, per questo motivo non può essere che imparziale, forse la natura, l’universo, sono ingiusti, e il mercato oprerebbe quindi in base ad un ingiustizia a monte, ma in se è giusto, in quanto non è una persona che decide la distribuzione dei redditi in base alle sue preferenze.
Tuttavia, sembra che ci sia molta gente che lo considera come un essere iniquo dotato di una volontà propria, allora, per venire incontro a questa visione del mercato, facciamo finta che il mercato sia dotato di anima, e decidiamo insieme se si comporta in modo giusto.
Rullo di tamburi, comincia l’esperimento mentale.
L’umanità è nata da poco, Adamo ed Eva sono mogi in un angolo a meditare sui loro errori, Caino e Abele passano il tempo a fare sacrifici a Dio, che li ricambia dei loro sacrifici, nutrendoli, vestendolie facendo i miracoli di cui abbisognano.
Sia Caino che Abele sono cacciatori, tutto quello che cacciano non lo tengono per loro, ma lo offrono in sacrificio.
All’inizio cacciano in modo eguale, entrambi lavorano quattro ore al giorno e producono una quantità eguale di selvaggina.
Dio, per essere giusto, come dovrebbe distribuire le “paghe”? Secondo me le dovrebbe distribuire in modo eguale.
Ad un certo punto, Abele decide di lavorare il doppio, si mette di buona lena a lavorare otto ore al giorno, mentre Caino continua a lavorare quattro ore.
Abele produce il doppio di selvaggina rispetto a Caino, cosa dovrebbe Dio? Secondo me, dovrebbe dare il doppio di paga ad Abele.
Abele ritorna a lavorare quattro ore, ma si impegna tantissimo, e riesce a produrre comunque il doppio di Caino, ancora una volta Dio dovrebbe dare il doppio ad Abele.
Abele lavora quattro ore, si impegna come Caino, ma si è costruito un arco, e produce il doppio di Caino.
Abele abbandona la caccia, si dà all’agricoltura, lavora come caino e produce in peso uguale a Caino, però Dio apprezza le piante il doppio della selvaggina.
Morale della favola le disuguaglianze sociali sono giuste, per quanto ciniche, e Caino, invece di uccidere Abele, faceva meglio a darsi all’agricoltura.
A questo punto rimane ancora il problema dei diseredati che muoiono di stenti.
Questo non vuol dire che non bisogna aiutarli, ma vuol dire che l’aiuto non gli è “dovuto”, aiutare chi ne ha bisogno, dunque, non è un azione giusta, ma un azione “buona”.
E un’azione buona può essere anche ingiusta, se rubo i soldi ad un ricco per darli ad un povero, compio un’azione buona e ingiusta, se invece li aiuto con i soldi miei, compio un’azione buona e giusta.
Questo vuol dire che in una società che si dica totalmente libera e giusta, c’è ancora posto per la solidarietà, a patto che sia liberamente scelta.
C’è ancora posto per l’uguaglianza sociale, purché nasca da libere associazioni.
C’è ancora posto per il trasferimento di redditi mediante tassazione, purchè sia ftto secondo una gestione universalmente accettata, e non “a maggioranza”

Stavo leggendo sul blog di x dei suoi problemi riguardo un operazione per rimuovere un parassita, a occhio e croce, a giudicare da come denigrava il parassita in questione, mi sembrava si trattasse di una tenia saginata (taenia saginata). Però era strano, perchè poi diceva che si sentiva in colpa eccetera, e io dicevo "ma ti pare che se la prende tanto per un verme?" Leggo bene e pare che invece si trattasse di una specie di larva di uomo (homo sapiens sapiens).
adesso, non capisco cosa ce ne dobbiamo fare di queste larve di uomo, se non sono nulla, perchè addolorarsi?
Se sono qualcuno, perchè ucciderli?
Che status del cazzo è che ti ammazzano perchè tanto non sei ancora nato, e però lo fanno con la morte nel cuore?
"scusa se ti ammazzo, guarda, mi dispiace molto, ma d'altronde tu non sei uomo, non sei niente per cui ti ammazzo, ma mi dispiace eh, d'altronde lo faccio per il tuo bene, mica per i cazzi miei, ma per il tuo bene"
Che poi i cuccioli umani lo sanno, quando qualcuno ci tiene a sottolineare che lo fa per il loro bene vuol dire che ci sta la fregatura sotto.
quello che penso sull'aborto lo scrissi qua.
che però completerei con una riflessione che non mi da pace e che è ben sintetizzata da questo paragone di Libertarian (si, è la seconda volta che lo cito, che dire di più? visitatelo che merita)
Se un tuo amico ti invita in un castello sul cucuzzolo della montagna, e appena entri comincia a nevicare in modo che non puoi uscire, secondo questo ragionamento, il tuo amico ha diritto di ucciderti, perchè stai nella sua proprietà e non puoi andartene.
Ma d'altronde, come dicono le immortali parole di Capezzone "l'aborto è un dramma sopratutto per la donna" Per per le larve umane, si sa, è una figata pazzesca.
Ogni cultura prodotta dall’umana gente ha inevitabilmente prodotto rituali che sanciscono l’unione formale di coppie. La funzione del matrimonio è sempre stata, inevitabilmente quella di rendere pubblica un’unione, il resto sono orpelli.
Proclamata l’utilità e la sacralità del matrimonio, vorrei sapere cosa c’entra tutto questo con lo stato?
Deve farsi lo stato portatore di una cultura? Quando lo stato si proclama laico, si presume che sia laico veramente, invece sembra che l’attuale concezione dello stato laico è che sia promotore di una sua propria “religione” (inteso come un insieme organico di fatti culturali, lasciando invece al singolo la scelta del sovraumano e del metafisico, almeno finché è compatibile con la cultura che viene imposta, perché se sei cattolico va bene, ma se dai retta a Wanna Marchi no).
Quindi si ha il matrimonio di stato, il funerale di stato, e altre cose simili a sacramenti (la leva, l’esame di maturità, la petente)
Io non mi sogno di abolire il matrimonio civile, ma vorrei che rimanesse nell’ambito del rapporto contrattuale tra gli sposi, uno strumento utile ai due per darsi certezze reciproche.
Una cosa in cui la società nel suo complesso non c’entra nulla.
Questo perché una scelta culturale deve essere ufficiata dall’attività culturale competente: la chiesa cattolica, i testimoni di geova, gli imam, e se l’arcigay vuole ufficiale matrimoni, e qualcuno la riconosce come autorità, va bene anche quella.
Da questo punto di vista, i matrimoni che si impongono come soggetto legale e che godono di diritti maggiori delle singole parti sono un orrore per uno stato laico, ma almeno hanno il pregio di presupporre unioni abbastanza stabili.
I pacs invece sono ancora peggio, pochi doveri e tanti diritti, una buona scappatoia per ciucciare risorse allo stato senza offrire niente in cambio.
Si fa tanto parlare di diritti ultimamente, perché non sento mai nessuno parlare di doveri?
In estrema sintesi ripropongo quello che ha già detto libertarian nei commenti di un altro blog che è sacrosanto e che condivido in toto (a parte la considerazione morale sugli omosessuali, per il semplice fatto che a me della condotta morale degli altri non interessa nulla, l’unica condotta morale che mi interessa è la mia):
1) Che diritto hanno le famiglie di ricevere sconti e sussidi a spese di terzi? Nessuno, quindi aboliamo le politiche familiari...
2) I gay non possono lasciarsi l'eredità? (ma è vero?) Liberalizziamo il diritto di successione, eliminiamo legittime, eccetera.
3) I gay non possono lasciarsi la pensione di reversibilità? Eliminiamo il sistema pensionistico a ripartizione, che è un'esternalità permanente e globale, e diamo ad ognuno il diritto di costruirsi lo strumento finanziario-pensione che più gli aggrada.
4) Da un punto di vista libertarian, l'unico problema sorge con i diritti di terzi: i bambini. Io sarei per niente adozioni e inseminazioni artificiali per single e gay, ma forse è meglio lasciare la scelta alle loro tasche.
5) Moralmente, i gay non mi piacciono per niente. Giuridicamente, non fanno male a nessuno: nè occorre discriminarli, nè sovvenzionarli con leggi ad hoc. In poche parole: via lo stato dalla famiglia.
Se la chiesa ci tiene tanto ai valori tradizionali, invece di frequentare il parlamento, dovrebbe frequentare le case degli italiani, e non solo quando deve fare la benedizione delle case, ma giorno per giorno, continuamente.
A grande richiesta.
Tutto cominciò negli Stati Uniti nel 1990.
In quell’anno il congresso emendò il clear air act, che in poche parole era una norma che si poneva come obiettivo la creazione di un mercato di permessi per le centrali elettriche legato all’emissione di biossido di zolfo (un corresponsabile delle piogge acide).
La legge poneva un limite massimo di emissioni di SO2, mentre E.P.A. vendeva all’asta i permessi di emissioni.
Periodicamente il tetto di emissioni viene abbassato dalla normativa.
Il costo dell’emissione di ogni tonnellata di SO2 viene determinato dal mercato.
Il programma ha convogliato talmente tanti investimenti nelle unità di desolforazione che, durante gli anni novanta, il loro costo è crollato del 40% e l’efficienza è aumentata dal 90 al 95%.
Così nacquero i sistemi cap-and-trade, che in altri campi ottennero successi ancora maggiori.
Ad esempio: nel 1995 hanno introdotto questo sistema per regolare la pesca dell’halibut in Alaska che era drasticamente crollata grazie a quella che in economia è chiamata “tragedia della proprietà comune”.
La stagione di pesca dell’halibut in Alaska durava 48 ore.
Ai pescatori furono distribuiti diritti di proprietà che concedevano la pesca di un numero determinato di pesci.
In questo modo chi si voleva ritirare dal mercato aveva una buonuscita dovuta alla vendita delle quote.
I prezzi del pesce sono saliti, i guadagni dei pescatori anche, e la popolazione di Halibut è aumentata.
Nel 2005 la stagione di pesca dell’halibut è durata 258.
Fonti: Scientific American.
Il sistema cap-and-trade è sicuramente migliorabile, ad esempio non è un modo efficace per trattare elementi di rischio e incertezze, ovvero quando il danno dovuto all’inquinamento è difficile o impossibile da determinare (ecco perché sono scettico nei confronti di Kyoto), ma è una buona prova del fatto che privatizzare e lasciare che il mercato si regoli è generalmente meglio che imporre e regolare dall’alto.
“le mie opinioni inclinano sempre più verso l’anarchia (intesa filosoficamente come abolizione di ogni controllo, non come uomini barbuti che lanciano bombe), oppure verso una monarchia non costituzionale. Arresterei chiunque usi la parola Stato (intendendo qualsiasi cosa che non sia la terra inglese e i suoi abitanti, cioè qualcosa che non ha né poteri né diritti né intelligenza); e dopo avergli dato la possibilità di ritrattare, lo giustizierei se rimanesse della sua idea!”
J.R.R. TOLKIEN, “La Realtà in trasparenza” (Milano: Rusconi, 1990), p. 74.
qui altre considerazioni
Oggi ho letto sul giornale che un uomo è stato condannato ad un anno e sei mesi di reclusione per aver sfiorato con le labbra la guancia di una donna contro la sua volontà (occhio, non un vero e proprio bacio, con schiocco, solo sfioramento delle labbra sulla guancia).
Condanna per stupro.
A questo punto mi sono ricordato che le mie maestre elementari, evidentemente, erano delle pedofile bavose, infatti ci facevano fare una specie di orgia, chiamata "la bella lavanderina" ovvero si cantava in cerchio una filastrocca e poi chi stava al centro decideva uno a cui dare UN BACIO.
Che schifo, arrestatele tutte.
e per favore chiudete anche le chiese, sono luoghi pubblici dove quando il sacerdote dice la parola d'ordine "scambiatevi un segno di pace" la gente cede sspesso allo scambio di baci sfrenati.
Che schifo, un altra volta, proteggete la moralità pubblica! Qualcuno faccia qualcosa!
Ho appena visto Porta a Porta, c'erano Berlusconi e Bertinotti, devo dire che è stato veramente piacevole seguire la puntata, visto che in genere le trasmissioni politica sono sempre tutte Biscardi-style. In questa invece il conduttore quasi neanche interveniva, sembrava potessero stare ore e ore a dialogare sui massimi sistemi.
morale della favola, Bertinotti è una brava persona, c'ha il difetto che è comunista, che non è neanche propriamente un difetto, è un difetto quando lo vuoi imporre (invece che proporre) agli altri, se alle prossime elezioni rifondazione prendesse il 100% dei voti, non si può fare che una cosa, il comunismo.
Ma siccome non è così c'è un modo semplice per attuare il comunismo in modo semplice, si va da una persona e si dice, "hei mettiamo in comune quello che abbiamo?" quello dice "si va bene" ed ecco fatto un mini-comunismo, un matrimonio, se vogliamo, è un comunismo in miniatura.
Poi si comincia a chiedere ad altra gente di unirsi a questo comunismo e, se la gente si unisce, acquisisce una certa consistenza.
Quello che è da far capire a gente come Bertinotti, è che il comunismo (inteso coem comunione dei beni, e non come pianificazione centralizzata statale di stampo sovietico) non è contrario al liberalismo, ma bensì è contenuto all'interno di questo.
Se lo stato ti lascia libero, ti lascia libero anche di fare il comunista, basta che non lo imponi agli altri.
Ecco, qualcuno sa l'indirizzo di Bertinotti che gli scrivo?