martedì, 28 febbraio 2006, ore 11:36

Siccome qualcuno ha scritto un appello (o manifesto, però non mi ci veniva un titolo bello per il post) per l’occidente più fumoso del programma dell’unione, ne ho scritto uno io migliore.

 

 

 

Noi crediamo che tutti gli uomini sono nati liberi, e che la libertà di cui sono dotati dalla nascita è un loro diritto.

Noi crediamo che ogni uomo ha diritto a vivere.

Crediamo che questi due diritti appartengono a tutti gli uomini in quanto tali, senza distinzione alcuna, che sia di razza, di sesso, di fede, di età, di condizione sociale eccetera.

Crediamo che lo stato sia giustificato solo come protettore di questi diritti.

Crediamo che lo stato sia un’istituzione nata dai cittadini per i cittadini, i cittadini non sono servi dello stato, ma sono servi e sovrani solo di loro stessi medesimi.

Lo stato non può limitare la vita o la libertà dei singoli cittadini se non per gravi e giustificati motivi atti a preservare la vita e la libertà stesse.

In particolare lo stato non può fare leggi o agire in modo tale da limitare: la possibilità di esprimere il proprio pensiero e le proprie opinioni, la possibilità di muoversi all’interno del territorio e di lasciare i confini nazionali, la possibilità di associarsi, la possibilità di lavorare e di godere dei frutti del proprio lavoro, ivi compresa la proprietà privata e la possibilità di scambiare liberamente i propri beni legittimamente acquisiti.

Se lo stato non adempie la sua funzione, diventando tiranno, i cittadini hanno il diritto di insorgere contro di lui.

Se lo stato non garantisce la protezione di questi diritti, i cittadini hanno diritto a difendersi da soli o l'uno con l'altro.

 

 Crediamo che la libertà fa parte del diritto dell’uomo a perseguire la propria felicità nel rispetto degli altri, a dare un senso alla sua vita.

Crediamo infine, che la libertà sia il più grande motore per il progresso dell’umanità.

 

 In quattro o cinque ci arriviamo a sottoscriverlo?

ilbuffone
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lunedì, 27 febbraio 2006, ore 12:29

Dopo anni in cui reclamava dazi all'europa per la concorrenza cinese, dopo la vicenda Enel in Francia Tremonti ci ripensa,  ci vuole libero mercato ci vuole, l'Europa faccia qualcosa. Bentronato Giulio!

Montezemolo invece no, dice che i dazi alla Cina non bastano ci vogliono altre misure per questi bastardi che stanno per lanciare sul mercato europeo auto a norma CE che costano metà della Panda, ma che siamo matti? Prodotti che costano poco impoveriscono gli italiani!

ilbuffone
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mercoledì, 22 febbraio 2006, ore 22:25

Luca Coscioni è morto, come tutte le persone che lottano gode della mia stima incondizionata.

E chi legge questo blog, sa come la penso sul progresso, sebbene nel caso specifico del referendum sono stato subissato dai dubbi e dalle incertezze, perchè mi ha costretto ad interrogarmi sull'origine della vita, e questa è già roba che mi spacca il cervello, e se sono chiamato ad assumere anche decisioni di responsabilità su questioni così complesse sto ancora peggio.

Capisco che ci sia gente che volendo dare una spiegazione al dolore (come tutti gli esseri umani) accusa vagamente della sua morte la chiesa.

Ma il fatto è che si muore e basta, è questa la dura lezione della vita, le cose accadono senza un motivo, non è stata la chiesa a ucciderlo, è stato il morbo di Lou Gehrig.

Una malattia che ha un'incidenza altissima tra gli sportivi, anche tra i calciatori, che sono forse la categoria più colpita.

Con questa perdita auspico che in un futuro breve possa essere scoperta definitivamente la causa di questa malattia, spero si scoprano eventuali connessioni con l'uso di sostanze dopanti o integratori, affinchè nesun altro in futuro si possa ammalare di sclerosi laterale amiotrofica.

E aldilà delle cause, quando nel calcio, nello sport, ti imbottiscono di antidepressivi per stimolarti come il samyr...

C'è qualcosa nello sport che non va, proprio non va. 

 

ilbuffone
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lunedì, 20 febbraio 2006, ore 02:18

Un mio amico che ha sempre votato Rifondazione, (pure alle primarie) mi disse che forse avrebbe votato la rosa nel pugno, io tutto contento di questa conversione gli dissi che avrebbe fatto bene. Mi sbagliavo , non è lui ad essersi convertito, sono i radicali ad averlo fatto.
E’ un po’ di tempo che i radicali, secondo me, si stanno comunistizzando, ad esempio si prenda il tema dell’istruzione, che in Italia fa abbastanza pena, un liberale per risolvere il problema privatizzerebbero la metà delle scuole pubbliche italiane e darebbe buoni scuola a chi si volesse iscrivere alla scuola privata, in modo da creare concorrenza tra i due sistemi, in modo da far si che anche la scuola pubblica possa recepire meglio i bisogni dell’utenza e migliorare i servizi.
E invece no, la grande proposta è tagliare fuori l’istruzione privata e basarsi solo su quella pubblica.
Se anche i dirigenti comunisti cinesi hanno capito il valore del mercato, uno pensa che un movimento che, fino a due nanosecondi fa si dichiarava libertario, lo dia per scontato.
Qualche maligno potrebbe pensare che non vogliono la scuola  pubblica perchè in Italia le istituzioni religiose ne hanno una quota importante, becero anticlericalismo insomma, ma io sono buono e preferisco pensare che siano più comunisti della Cina.
Secondo me dovrebbero cambiare nome, invece di Radicali si potrebbero chiamare Radicomunisti.
Sembra tuttavia che il paragone con la Cina possa ancora essere fatto, si prenda ad esempio questa lettera di Pannella a Beppe Grillo di cui riporto qualche stralcio:

“Se il nazicomunismo cinese non avesse stabilito da generazioni di nazisticamente impedire la natalità, sterminando con la forza dello Stato feti e neonati, e genitori “colpevoli”, a che punto di già non saremmo? [fortuna che ci sono i nazicomunisti cinesi allora eh!]
Se non imbocchiamo subito la strada di un “rientro dolce” della popolazione del pianeta da 6 miliardi di persone più o meno alla metà nell’arco di 4 o 5 generazioni, di un secolo, continueremo ad esser travolti dallo tsumani natalista, che ha visto alleati nei decenni precedenti sia i poteri fondamentalisti clericali, Vaticano in testa,[ecco dove voleva andare a parare] sia il Potere dell’Impero sovietico e quelli fascisti, nazisti, totalitari di ogni tipo,[non quelli cinesi ovviamente] che hanno imposto e impongono all’umanità di procreare, di moltiplicarsi bestialmente, irresponsabilmente, condannando centinaia di milioni di bambini a morire di fame, stenti, guerre…

Insomma, una energica, immediata politica demografica di “rientro dolce” mi appare come coessenziale per realizzare politiche di risparmio energetico e di investimento sulle fonti rinnovabili per il futuro del nostro paese il documento sulle risorse energetiche.
Lo ripeto: fascismo, nazismo, comunismo stalinista, fondamentalismi vaticani, talebani, e quelli nazionalisti e razzisti hanno rilanciato in questi giorni dissennate politiche nataliste.”
[…]

“Io sono pronto, da tempo a dare una mano, e di più. Dai tempi del Club di Roma, quando proponemmo Aurelio Peccei (e chi sarà mai?) a Presidente del Consiglio…
Ma che disastro quella genìa di sessuofobi, di assolutisti, di disperati, di blasfemi accumulatori di ori e di poteri, di impotenti e prepotenti, sbarcati, di nuovo, da una sponda all’altra del Tevere”

Ecco qua, il gruppo di reazionari, sedicenti progressisti, del Club di Roma, che danno dei magnoni al clero: “blasfemi accumulatori di ori e di poteri” ma fate ride dai, manco nell’800.

Ve lo ricordate il Pannella del referendum, donne col pancione, “4 sì per la vita” eccetera eccetera?
Ebbene, contrordine compagni! Le donne gravide ora sono le nemiche.
Bisogna tagliarci tutti le palle, in nome di una teoria economica più screditata dal marxismo, la catastrofe maltusiana. Di questo passo quando si accorgeranno che la chiesa ha accettato il darwinismo e la teoria geocentrica proporranno l’abbattimento dei satelliti perché in base alle leggi tolemaiche non potrebbero reggere nell’etere, quindi sono maledetti artifizi clericali che si sostengono per intercessione satanica.

Ma torniamo a Malthus: era un economista intelligente, ha visto che se un topo fa sette figli, e se quei topi fanno altri sette figli, in un baleno si ha una popolazione di 57 topi, e se quei topi fanno a loro volta altri 7 figli la popolazione arriva a 400 individui.
Malthus si è detto “ma se le popolazioni aumentano in modo quadratico, e il progresso in modo lineare, in breve tempo saremo tantissimi e affamati” che unito alla considerazione che le risorse della terra sono limitate, si ottiene che: lo sviluppo ha un coefficiente di crescita decrescente, mentre l’aumento della popolazione un coefficiente crescente.
Una riflessione brillante per il 1798, un po’ idiota per il 2006, dopo un paio di secoli di raccolta dati.
In realtà funziona esattamente all’opposto: la crescita della popolazione è lineare, il progresso è geometrico, e se è vero che le risorse sono limitate, i modi di utilizzarle al meglio sono praticamente infinite, rendendo di fatto infinite anche le risorse.
Ad esempio: la popolazione mondiale, da quando è stata formulata la teoria (approssimiamo al 1800) al 2000 è sestuplicata, ed è triplicata dal 1900.

(clicca qui per vedere l'immagine ingrandita)
Sembra tanto in effetti, ma al triplicare della popolazione nel secolo scorso affianchiamo quello che è successo nel campo dei calcolatori… a partire dal 1900 fino al 2000, la capacità di calcolo delle macchine si è 100000000000000plicata, che non so neanche come si pronuncia un numero con 14 zeri dopo l’uno, questa si che è una progressione geometrica con le palle.

(clicca qui per ingrandire l'immagine, notare che l'asse verticale usa valori esponenziali, ho provato a fare il grafico usando una griglia proporzionale come il grafico della popolazione, ma mi sono reso conto che se assegnavo un millimetro e mezzo alla potenza di calcolo del novecento mi veniva un grafico alto 150 miliardi di chilometri, più o meno come la distanza teraa-sole, un po' tanto per uan pagina web)
In realtà Malthus non ha tenuto in considerazione molti fattori, dando l’avvio a quella che chiamo la “teoria della fetta di torta” in base alla quale per diventare ricco ciucci ricchezza al povero, e in base alla quale l’unico modo per far diventare ricchi i poveri e pigliare le ricchezze ai ricchi.
Un fattore che non ha considerato, ad esempio è il fatto che la popolazione si auto-controlla, tutto l’occidente è a crescita zero, come (quasi) la sua economia, la popolazione aumenta via immigrazione. Come tutte le situazioni di mercato, singoli comportamenti danno vita a dei megatrend, senza bisogno di pianificazioni centrali.
Per quanto riguarda invece la crescita della prosperità, Malthus, non ha considerato gli effetti del libero mercato, dell’accumulo di capitale, delle economie di scala e del progresso scientifico-tecnologico. Ricordiamoci ad esempio, che quando si stima la crescita del P.I.L. si usano percentuali, la crescita di un 1% in Italia nel 2006 vale più, in valore assoluto, dello stesso tasso nel 1906, la crescita economica risulta quindi accelerata.
Morale della favola, mentre la popolazione cresce, il prezzo del cibo e delle risorse diminuisce in proporzione ai salari, quindi l’offerta di cibo e risorse è aumentata più velocemente della crescita della popolazione.
Grazie a boom economici come la rivoluzione verde lanciata dalla fondazione Rockefeller, (alla faccia dei socialisti a salvare le vite di milioni poveri è stata una fondazione privata) grazie all’agricoltura intensiva, grazie (se i reazionari ce lo permetteranno) agli organismi geneticamente modificati , l’offerta di cibo al mondo è aumentata e può aumentare in modo gigantesco.
E anche così ci sarà ancora spazio per un’allocazione più efficiente delle risorse, ad esempio un aumento dei prezzi del cibo porterebbe a limitare il consumo di carne, e ogni caloria di carne riallocata (l’allevamento diminuirebbe, i campi usati per cibare le vacche nutrirebbero invece gli uomini) renderebbe dieci calorie in cibi vegetali.
Il fondo del barile sembra insomma senza fondo, e questo vale per tutte le risorse che “sembrano” limitate, ma lo sembrano solo grazie alla nostra limitata fantasia.
Se è vero che il petrolio non è rinnovabile, è vero che ci possono essere case, auto, industrie, che ne consumano sempre meno, come è vero che le tecnologie, le risorse alternative si fanno e si faranno più strada mano a mano che il petrolio non diventerà più conveniente.
Paradossalmente la sovrappopolazione è addirittura un incentivo al progresso, oggi ci sono il trplo delle possibilità che nasca un nuovo Einstein, rispetto a quando è nato lui, e le scoperte, col tempo si riprcuotono su tutta la popolazione, che si moltiplicherà grazie alla nuova ricchezza e così via in un circolo virtuoso, tenendo anche conto che la nostra crescita intellettuale non è fine a se stessa, ma si alimenta dal contatto e dal confronto con altre menti, reso più facile ed efficiente dall’aumento della popolazione.
Insomma, tenetevi pure le vostre palle, non ucciderete negretti scopando.
Pannella, invece, per quanto mi riguarda, diventa uno degli antiprogressisti che rappresentano il male assoluto, in numerosa compagnia, purtroppo.

ilbuffone
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venerdì, 17 febbraio 2006, ore 12:19

Prodi vuole usare al polizia per sequestrare i vostri figli e costringerli a lavori umili (o umilianti) perchè ritiene che voi in quanto genitori degenerati li allevate come egoisti, e lui vuole insegnare ai vostri figli la solidarietà al posto vostro, inventandosi il cosiddetto "volontariato obbligatorio"

non ci credete? leggete qui (segnalato già da italian libertarians)

"Sono ancora convinto dell'idea che ogni italiano debba un anno di solidarietà al suo Paese". Lo ha detto oggi a Civitas, il presidente della Commissione europea, Romano Prodi, intervenendo a un seminario sul servizio civile. "Un'idea un po' utopica", ha aggiunto, "ma ormai tutta la nostra società è congegnata in modo che, volendo, una persona può passare tutta la vita senza essere sfiorato dall'idea di occuparsi degli altri".
Parlando a una platea di alcune centinaia di volontari, Prodi ha ricordato il periodo in cui, da presidente del consiglio, concertava con l'allora ministro della Difesa Beniamino Andreatta, la materia. "Gli indirizzi dei governi successivi sono stati diversi, ma sono lieto che la materia sia stata poi ripresa in esame", ha detto riferendosi alla legge che introduceva il servizio volontario.

SIGNOR PRODI, FACCIAMO COSI', IO FACCIO IL PARLAMENTARE PER UN ANNO GRATIS AL POSTO SUO, COSì IMPARO LA SOLIDARIETA' VERSO IL MIO PAESE, LEI TENENDOSI IL SUO STIPENDIO DORATO CAMBIA PANNOLONI AI VECCHI PER UN ANNO. CI STA?

ilbuffone
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venerdì, 10 febbraio 2006, ore 04:37

Siccome che ci sta gente che confonde Adam Smith con Bakunin, devo fare un post sulla proprietà intellettuale nel liberismo.

Il liberismo è una diretta emanazione del liberalismo, dottrina che persegue la cosiddettà libertà negativa, ovvero la libertà che hanno gli uomini di non essere coercitivamente indotti a fare alcunchè. Questo è il principio cardine del liberalismo.

Economicamente questo vuol dire che lo stato (ne tanto meno un altro cittadino) non dovrebbe dirmi come condurre i miei affari.

Il secondo principio cardine del liberalismo deriva direttamente dal primo, siccome io individuo non posso essere obbligato a fare alcunchè, è ovvio che io non posso obbligare gli altri.

Nel liberismo questo significa semplicemente che non posso rubare ne usare schiavi. Rubare vuol dire prendere le cose altrui senza permesso.

Risulta evidente il fatto che, visto che è previsto il concetto di furto, è inevitabile che sia previsto il concetto di proprietà, anzi il liberismo classico sostiene che il ruolo dello stato è solo quello di proteggere gli individui e le loro proprietà.

Dire quindi che il liberismo puro non prevede la proprietà intellettuale è una fregnaccia, è come dire che è liberista per gli oggetti concreti e anarcosocialista per le idee, è come dire che il liberismo puro non ammette il mercato azionario, perchè diciamoci le cose come stanno, un'azione è solo un foglio di carta che dice che hai diritto ai dividendi di una società, non stai veramente comprando roba, non puoi comprarti un'azione della fiat e prenderti un pezzo di una fabrica per portatela via dicendo che te la sei comprata.

E infatti non è mica un caso che borsa valori e brevetti nascono proprio con lo sviluppo del liberismo, ne sono la necessaria conseguenza.

Posto quindi che il liberismo puro prevede la proprietà intellettuale, (anzi, è sacra) l'unica questione da discutere è come questa proprietà venga assegnata e come possa eventualmente decadere. Perchè il problema della creazione di proprietà è: come si fa a far diventare di qualcuno qualcosa che prima non era di nessuno?

Le due sacre leggi del liberismo dicono:

1) Chi prima arriva meglio alloggia. Se mi metto a fare un castello di sabbia sulla spiaggia e un bambino rompicoglioni me lo sfascia, io posso tirargli una fucilata in faccia per impedirglierlo, perchè il castello che ho fatto è mio, ci ho mescolato il mio lavoro, anche se la spiaggia non era mia. (non tirate fucilate in faccia ai bambini rompiballe, la spiaggia in realtà è dello stato)

2) Se nessuno ha niente da ridire, allora è tuo. questo capita se arrivi in un posto insieme ad altra gente, se un contadino arriva alle galapagos che non le aveva ancora scoperte nessuno, e ara la terra, nel momento in cui ara la terra quella diventa sua, ma se prima che lo fa gli altri che sono con lui non vogliono, allora devono essere tutti concordi, si discute e si contratta finchè la proprietà non viene assegnata.

applicando il ragionamento alla proprietà intellettuale abbiamo un inventore che se ne va a spasso per iperuranio a cercare delle idee.

Iperuranio è come la Luna, un luogo di nessuno. Se l'inventore trova un'idea che gli piace la prende e la porta a casa, ovvero la proclama alla società (cioè va all'ufficio brevetti)  nessuno ovviamente può dirgli niente, perchè la gente ancora neanche sa che esiste questa idea, per cui l'idea diventa sua a tutti gli effetti, e può usarla come capitale intellettuale.

Come decade la proprietà? Decade quando il proprietario non la reclama più, non  è in grado di reclamarla, non si sa chi è il proprietario eccetera.

La legge italiana prevede che dopo vent'anni che non reclami una cosa questa non è più tua, secondo me è sbagliato, dovrebbe ritornare di nessuno quando non si sa chi sia il proprietario.

Per la proprietà intellettuale dovrebbe esserci un meccanismo del genere, quando non si sa chi ha inventato una cosa, o la sua invenzione fa ormai parte dell'immaginario collettivo, allora decade la proprietà, non si può mica andare all'ufficio brevetti e dire "ho inventato la ruota".

 

 

ilbuffone
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mercoledì, 08 febbraio 2006, ore 02:44

La prossima volta che leggono un mio post alla Radio, se qualcuno sa qualcosa mi avverta, così chaimo tutti gli amici e faccio il fico intellettuale.

se volete ascoltare il post sulla cannabis segnalato da una voce suadente (almeno credo, con il mio 56 kb la verifica è complessa) cliccate qui.

ilbuffone
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mercoledì, 08 febbraio 2006, ore 02:37

Siccome in questo blog si scontrano le religioni più disparate, prima di accapigliarci, facciamo tutti questo test, così si hanno le idee chiare.

io sono questo:

Belief in Deity
Diverse beliefs, from belief in a personal God as an incorporeal spirit to questioning belief in a personal God.

Incarnations
Beliefs vary from the literal to the symbolic belief in Jesus Christ as God's incarnation. Most believe we are all sons and daughters of God, with the main focus on experiencing and listening to God, the Light within, accessible to all.

Origin of Universe and Life
Emphasis is placed on spiritual truths as revealed to each individual. Many believe that God created/controls all events/processes that modern scientists are uncovering about origins. Many believe in scientific accounts alone or don't profess to know.

After Death
Few liberal Quakers believe in direct reward and punishment, heaven and hell, or second coming of Christ. The primary focus is nondogmatic: God is love, love is eternal, and our actions in life should reflect love for all of humanity.

Why Evil?
Beliefs vary, as the focus is not on why, but how to eliminate wrongs, especially violence. Many believe that violence against another human is violence against God. Many Quakers believe that lack of awareness of God's divine Light within all may result in wrongdoing. Many believe that evil is simply an unfortunate part of human nature that we all must work to eliminate.

Salvation
Beliefs are diverse, as dogma is de-emphasized. Most believe that all will be saved because God is good and forgiving, and the divine Light of God is available to all. Good works, especially social work and peace efforts, are viewed as integral to the salvation of humanity, regardless of belief or nonbelief in an afterlife.

Undeserving Suffering
Liberal Quakers do not believe that Satan causes suffering. Some believe suffering is part of God's plan, will, or design, even if we don't immediately understand it. Some don't believe in any spiritual reasons for suffering. Quakers focus on reducing human suffering, especially that which is caused by social injustice or violence.

Contemporary Issues
Views vary, some maintaining that abortion violates Quaker commitment to nonviolence, but some view the right to choose abortion as an aspect of equal rights for women and/or as a personal matter between the woman and God. The American Friends Service Committee (an independent Quaker organization with participants of many faiths, which provides international programs for economic and social justice, peace, humanitarian aid) supports the woman’s right to choose abortion according to her own conscience.

ilbuffone
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sabato, 04 febbraio 2006, ore 20:50

La battaglia è splosa in modo virulento, la Danimarca sembra l'ultimo bastione in fiamme della cultura occidentale. Quelal che professa la libertà degli individui coem suo cardine.

Ma non sembra reggere molto, adesso il motto è "la religione non si offende" sparato al cielo da vaticano, governo americano e chi più ne ha più ne metta.

Sta crollando tutto.

E' ovvio che ci sia chi si sente offeso da determinate manifestazioni culturali, ma quello che differenzia noi da loro è che se a noi non piacevano le vignette non ci compravamo il giornale, se a noi non piaccevano le vignette boicattavamo il giornale, se a noi non piacievano le vignette lanciavamo anatemi da un altro giornale.

Nessuno di noi boicotterebbe prodotti di aziende che non centrano nulla con il giornale in questione, nessuno di noi, sopratutto, si sognerebbe di chiedere le scuse ad un governo che ha la sola "colpa" di essere libero.

Nel momento in cui ci vergogneremo di essere liberi Bin-Laden avrà vinto.

"ma se un giorno - e non più come eccezione plebea, ma come ascesi del dotto, consegnata alla testimonianza indistruttibile della scrittura - si facesse accettabile, e apparisse nobile, e liberale, e non più meccanica, l'arte dell'irrisione, se un giorno qualcuno potesse dire (ed essere ascoltato): io rido dell'incarnazione... Allora non avremmo armi per arrestare quella bestemmia, perchè essa chiamerebbe a raccolta le forze oscure della materia corporale, quelle che si affermano nel peto e nel rutto, e il rutto e il peto si arrogherebbero il diritto che è solo dello spirito, di spirare dove vuole!"

[...]

"Tu sei il diavolo," disse allora Guglielmo. 

Jorge parve non capire. Se fosse stato veggente direi che avrebbe fissato il suo interlocutore con sguardo attonito.

"Io?" disse.

"Sì, ti hanno mentito. Il diavolo non è il principe della materia, il diavolo è l'arroganza dello spiritito, la fede senza sorriso, la verità che non viene mai presa dal dubbio. Il diavolo è cupo perchè sa dove va, e andando va sempre dove è venuto. Tu sei il diavolo e come il diavolo vivi nelle tenebre. Se volevi convincermi non ci sei riuscito. Io ti odio, Jorge, e se potessi ti condurrei giù, per il pianoro, nudo con penne di volatili infilate nel buco del culo, e la faccia dipinta come un giocoliere e un buffone, perchè tutto il monastero ridesse di te, e non avesse più paura."

 

ilbuffone
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mercoledì, 01 febbraio 2006, ore 17:44

L’uomo ha da sempre un rapporto di amore conflittuale con le sostanze psicotrope, e quindi le culture sorte in ogni angolo del globo si sono date da fare per regolarne il consumo utilizzando una serie di tabù e di rituali magici. Vi erano droghe alle quali l’accesso era difficile e che per questo motivo erano difficili da gestire dalla cultura dominante, queste droghe venivano per lo più bandite, socialmente sanzionate, chi le assumeva era considerato a tutti gli effetti un drogato.
Le droghe che invece fanno parte della cultura, con le quali si ha dimestichezza, vengono invece accettate e spesso sacralizzate per regolarne il consumo, si pensi al vino nella cultura cattolica, ma anche al peyote in molte culture sudamericane.
La lotta tra le droghe, tra sistemi di droghe, diventa quindi una lotta tra culture, tra la cultura propria e le culture altre.
E come nei più classici conflitti culturali la cultura avversa viene sempre condita di leggende, voci, fole e fiabe per rafforzare la propria identità.
Ecco quindi che i consumatori di hashish erano, nell’antica Arabia, sicari al soldo di un misterioso Vecchio Della Montagna che in cambio dei loro servigi offriva loro i paradisi artificiali.
Una fiaba con una struttura similare, a sfondo cospiratorio, è più volte ricomparsa anche in occidente; ad esempio nella cultura comunista italiana, considerando che il nemico era il capitale, la droga diventava l’arma con cui i capitalisti sottomettevano i lavoratori per soffocare la rivoluzione.
Ed è per questo motivo che nel 1974, affisso alla Statale di Milano un manifesto recitava “No alla droga, arma del capitale” mentre invece nel 1997, quando il manifesto si rivolgeva ad un pubblico di destra, la scritta diventava “no alla droga, arma dei vili”. La droga insomma diventa un elemento usato dalle forze nemiche per scardinare l’ordine costituito nel quale ci si identifica.
Anche se forse non è il termine “droga” quello più opportuno, infatti questo atteggiamento è rivolto esclusivamente alle sostanze psicotrope che di quell’ordine costituito non fanno parte.
Già, perché mentre in ambito scientifico il termine droga viene usato per classificare sostanze dalle determinate caratteristiche, nell’uso comune il termine droga viene utilizzato per designare esclusivamente le sostanze psicotrope non accettate dalla propria cultura.
E’ alla luce di questo che va interpretato il pensiero di Fini, qundo dice che “non ci sono droghe pesanti e droghe leggere” quello che in realtà vuol dire questa frase è: “Non mi importa dell’effettiva pericolosità delle droghe, l’unica distinzione è la mia accettazione culturale o meno”.
Per spiegarmi meglio faccio un esempio, senza tirare in ballo il solito alcool (che è pericoloso come la cocaina) ho scoperto che in casa ho una dose di droga in grado di far sballare tre persone per circa 24 ore, provocando gli effetti della marijuana con aggiunta di allucinazioni, non è illegale, non c’è neanche il bollino dei monopoli di stato, non si compra in farmacia, si compra nel posto più ovvio per comprare una droga: in drogheria. Sto parlando della noce moscata, forse se mi mangio tutta la confezione muoio, eppure non c’è scritto neanche che nuoce gravemente alla saluta se ingerita, e non c’è neanche scritto di tenerlo lontano dalla portata dei bambini, è venduta così, alla chissenefrega. Se un bambino se la mangia muore.
La distinzione quindi è totalmente culturale, se uno si beve quaranta tazzine di caffè, muore per collasso cardio-circolatorio, se uno si beve quindici bicchierini di grappa , va in coma etilico, e ci può morire, se non si va a schiantare prima contro un albero mentre guida l’auto.
Mentre il vicepremier dice che tutte le droghe sono uguali, che non ci deve la cultura dello sballo, il ministero delle politiche agricole, presieduto da un generale del suo partito, finanzia campagne culturali per la promozione enologica, per il gusto di bere il buon vino eccetera, e in mezzo ai manifesti campeggiano un uomo e una donna completamente avvinazzati e col tipico sorriso da beoni che flirtano.
Io questa la chiamo schizofrenia politica.
Lo stesso partito è quello che ha prodotto cose meravigliose del tipo: non vendere i medicinali nei supermercati e non permettere che vengano pubblicizzati perché sono misure troppo liberali. E contemporaneamente tutti i santi giorni veniamo martellati dalla pubblicità di una droga chiamata red-bull, che non fa mica quella pubblicità edulcolorata con tanti babbinatali come fa la COCA-Cola (fa sorridere che uno dei simboli dell’occidente moderno abbia un nome del genere), nofa una pubblicità schietta dicendoti quello che ti direbbe uno spacciatore per venderti del jump o del superman o cocktail vari a base di anfetamine:“Ti mette le ali”. Una volta mi è capitato che dovevo lavorare intellettualmente per 16 ore al giorno, andavo avanti a red-bull, bevetevi cinque red-bull e cedrete il tempo rallentare, la gente parlare come lumache e i vostri pensieri andare a mille km/h.

Non so a voi, a me non piace la teocrazia; voglio dire, se al governo ci andasse un mujahidin, o un radical-chic, che vietasse il vino perché offende la cultura musulmana, io mi darei alla macchia o scapperei, farei del vino un simbolo della rivoluzione, della protesta contro la teocrazia e così via.
Ed è più o meno quello che avviene nei centri sociali, dove ci si sente fighi perché si combatte il sistema fumandosi le canne, non è come una volta che dovevi imbracciare il fucile per fare la rivoluzione, adesso la rivoluzione si fa imbracciando un chilum.
Questa legge sembra fatta ad uso e consumo di chi vuole investire la cannabis di un valore rivoluzionario, perché diciamoci la verità, se la canna è proibita da Fini da più gusto fumarla, te la fumi alla faccia sua.
Ma visto che la teocrazia non ci piace, non ci piace che una cultura dominante schiacci le altre solo perché è al potere, perché siamo liberali, dovremmo affrontare la questione droga con un approccio scientifico, aldilà delle etichette culturali.
E vedremmo allora che la cannabis è meno pericolosa del caffè, dà una dipendenza fisica risibile e una dipendenza mentale piuttosto blanda. E non dà assuefazione, anzi è una droga a tolleranza inversa, quindi vuol dire che più la fumi e meno ne hai bisogno, al contrario di caffè sigarette ed alcool.
Ma questo conta poco, perché in overdose di cannabis non ci può andare, mai. La dose letale di erba (presunta) è venti chilogrammi, è più facile morire per via del fumo in se stesso che per i principi attivi.
Dose letale di caffé: 40 tazzine
Dose letale di erba: 20 chilogrammi
Certo c’è chi dice che a fumare l’erba c’è chi diventa antisociale, pigro, senza obiettivi nella vita, niente che non si possa ottenere con una Playstation 2 o ascoltando un comizio di Prodi.
Adesso voglio che immaginate, che visualizzate, le migliaia di fiamme gialle, di esperti, di cani addestrati, di miliardi (i nostri miliardi) spesi, che si mettono a cercare questa sostanza così pericolosa che se volete suicidarvi fate prima ad usare una mazza di ferro che è più efficace e pesa meno.
Poi voglio che pensiate agli evasori fiscali, quelli tosti, che si fanno la piscina alle spalle vostre oppure a tutti i laboratori zeppi di cinesi schiavi che mettono in ginocchio l’economia italiana e la proprietà intellettuale contraffacendo i marchi di vanto nazionale.
Invece di pensare ai nostri soldi, tutte queste energie sono spese per cercare qualche foglia di una pianta alle feste universitarie. Uno spreco insopportabile.
Fini vuole metter in ginocchio l’economia italiana, sono eccessivo? Allora dico anche che Fini vuole che i vostri figli si buchino.
Non lo fa in malafede magari.
Ma se vostro figlio vuole farsi qualche cannetta, non può comprarsela dal tabaccaio, no deve andare da un tizio che con la cannabis ci guadagna poco, un tizio che mentre gli vende la cannabis gli farà “Hei ti va qualcosa di forte? Ti faccio volare, ti faccio saltare” Le paste sono molto più redditizie.
Ci sta una branca del marketing distributivo che si chiama category management, e chi la studia sa che la cannabis è il classico “prodotto di destinazione”.
Sotto casa mia ci sta un supermercato che è talmente ben fornito di vini che se uno vuole del buon vino va là: hanno il Brunello di Montalcino, il Sagrantino di Montefalco, e il Crystal. Il top del top, ma anche vini più economici, in generale un assortimento veramente ampio.
Il vino è in fondo al supermercato, quindi uno si fa il giro e nel mentre si compra delle patatine, dei dolci, e quello di interessante che trova sui balconi, quando è entrato non pensava di comprarsi quelle cose, però una volta che le ha viste ha deciso di prenderle, magari per provare.
Per prendere (e nell’arco della sua vita sarà piuttosto probabile che capiti) la Marijuana, vostro figlio deve farsi tutto il giro del supermercato, solo che sugli scaffali invece delle patatine ci trova la cocaina, l’eroina, chetamina, e droghe con sigle da fare impallidire l’Italchimici l.s.d. m.d.m.a. e così via. Ed è su quelle cose che ci fanno i soldi gli spacciatori.
La droga fa schifo, legalizzate la cannabis.

ilbuffone
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