venerdì, 28 aprile 2006, ore 02:57

A grande richiesta.

Qualche giorno fa Bertinotti se ne è uscito con la proposta di un intervento statale che bastonasse Mediaset e rafforzasse la R.A.I.; per la serie che addirittura Marco Rizzo è contrario (Rizzo è quello che: "comunista!" "Grazie!" "tu appoggi la dittatura di Castro" "E me ne vanto").

Me ne vado in giro per la rete tra i moderati elettori di centrosinistra a vedere le inevatibili critiche del loro alleato bolscevico, macchè! Ho trovato tutto un coro di osannatori di Fausto, e non in quanto comunista duro, puro e coerente, ma come alfiere del liberismo! Già, siccome il liberismo sembra sia tornato di moda, è ovvio che i custodi di tale sistema economico non possa essere quel kitch di un berlusca, no, i veri liberisti sono quelli "de sinistra."

Quindi se al prossimo mondiale qualcuno picchia ronaldinho il giorno prima della finale, o in campo si presenta un squadra che si chiama F.I.F.A. con tutti i migliori giocatori del mondiale, che inizia con un gol di vantaggio e gioca in discesa... sappiate che sono i "veri liberisti" che sono entrati in azione.

Ma a chi vuole farsi un'idea della situazione attuale, lo invito tosto a leggere la seguente storia, ricca di azione e di colpi scena:

Capitolo 1: dall'indottrinamento di stato all'anarcocapitalismo.

1910:  il ministero delle poste decreta che l'etere appartiene allo stato, e non sto parlando della sostanza altamente volatile che vendono in qualsiasi negozio di prodotti chimici e che potete utilizzare per drogarvi alla faccia della legge sulle droghe, sto parlando proprio dell'etere etere, la sostanza più sottile dell'aria dove una volta si pensava viaggiasse la luce e le onde elettromagnetiche. Poco male, direte voi, dal momento che non esiste. Già, solo che per questo motivo ancora paghiamo il canone, è come se lo stato si fosse appropriato della gravità, stessa identica cosa, strano che non bisogna pagare il canone anche per i forni a microonde.

1942: Benito mussolini, anch'egli noto "vero liberale" promulga tramite regio decreto il nuovo codice civile, che rafforza e riafferma la proprietà statale delle onde radio.

 

1953: Nasce la tv a colori! In America ovviamente, in italia ancora neanche trasmettevano...

1954: prime trasmissioni in italia, in bianco e nero.

Allora, il principio cardine su cui è stata fondata la televisione italiana è stato "veramente liberale" siccome l'informazione è importante, e può permettere il libero dibattito delle idee e magari la persuasione, allora è monopolio di stato. Anche perchè è "servizio pubblico" (chissà che diamine significa servizio pubblico, perchè le mignotte non fanno servizio pubblico? i baristi non fanno servizio pubblico) allora secondo le regole del welfare è dello stato. 

Siccome a cosa si riferisse il concetto di servio pubblico radiotelevisivo non era ben chiaro, allora i politici ci hanno riflettuto su parecchio, siccome erano molto spaventati dal fatto che la televisione potesse provocare edonismo, consumismo e materialismo allora consegnano l'unico canale disponibile a due persone di fidata fiducia.

Filiberto guala: venuto dall'Azione Cattolica, amministratore delegato della RAI dal 54 al 56, al termine dell'incarico si ritira in un convento trappista (sì, quelli della birra).

Ettore bernabei: fanfaniano, direttore generale dal 1961 al 1975.

Questi due personaggi, ispirandosi ai pricipi dei grandi "veri liberali" come goebbels, furono gli ideatori del cosiddetto "palinsesto pedagogizzante" ovvero, scoprirono che il servizio pubblico delal televisione era fare il lavaggio del cervello ai cittadini per farli diventare o bravi cattolici (Guala) o bravi democristiani (Bernabei), cioè più o meno quello che vuole fare Bertinotti, solo che lui vuole usare la rai per educare il popolo al comunismo.

1960 tempotv chiede una licenza per fare la televisione, ma era un periodo in cui la la corte costituzionale era invasa dai "veri liberisti" per cui con la sentenza 59 venne ribadito il monopolio statale, ribadendo il concetto che l'articolo 43 della costituzione prevede la riserva allo stato di monopoli per ragioni di interesse pubblico, tuttavia non viene addotto l'indottrinamento di stato, ma pittosto la paura dell'instaurarsi di monopoli naturali (che avrebbero impedito l'indottrinamento di stato, ovviamente) data la scarsità di frequenze. 

1961: a San Diego c'è la prima televisione via cavo, in Italia nasce raidue.

1972: nasce la prima pay tv. Ovviamente sempre in America eh! Non fatevi idee strane, qui in Italia siamo "veri liberisti". in compenso anche in italia cominciano a sorgere le prime tv private nazionali, come telecapod'istria e telemontecarlo (la nonna di la7) sfruttando un errore nel sistema legislativo, che concedeva una fascia nella banda delle onde radio a stati esteri.

1974: sentenze 225 e 226 della corte costituzionale, quei fetusi di telemontecarlo a quanto pare non possono essere oscurati perchè non usano frequenze dello stato, inoltre viene decretato che la rai deve essere sotto controllo del parlamento e non del governo, quindi si passa dalla tv "adesso ti converto al cristianesimo" alla tv "segli se vuoi diventare cattolico, socialista o comunista" secondo i più puri principi "veramente liberisti", principi che vengono disattesi sancendo la legalità della tv via cavo, ma non c'e problema, viene concessa solo in ambito locale, cioè dove non serve a un cazzo.  

 1975: grandi novità in italia! Viene previsto un terzo canale decentrato e regionale, quello che in futuro Walter Veltroni riuscirà ad assegnare al Partito Comunista (il partito cosiddetto "veramente liberista")! Canale pubblico ovviamente. In America intanto la HBO utilizza per prima la tecnologia satellitare.

1976: Colpo di scena! Qualche colbertiano infiltrato nella corte costituzionale gli fa emettere la famosa sentenza 202, che sancisce la fine del monopolio pubblico sulle tv locali, ribaltando la sentenza dell'anno precedente. Sembra che a far decidere la corte definitivamente sia stato il fatto che all'epoca esistevano circa 177 radio e 32 televisioni abusive, cosa che rendeva evidente il fatto che la scusa della scarsità delle frequenze non reggeva più. Da quel giorno, per motlo tempo lo stato fa quello che i falsi liberali si aspettano che lo stato faccia. Cioè niente.

cominciano a crescere le telvisioni in modo selvaggio, il primo che si accampa su una frequenza la usa, insomma, il sistema auspicato da John Locke, il noto falso liberista.

 Oltre a telemontecarlo, tre editori si fanno largo nel sistema dei media, rusconi (italia 1), fininvest (canale 5) e mondadori (rete 4). che aggirano il sistema del divieto dellta trasmisisone nazionale in un modo molto semplice, registrano delle videocassette e le mandano a tutte le sedi regionali le registrazioni che verranno mandate in onda contemporaneamente.  Rusconi non riesce ad avere utili sufficenti e vende a fininvest, mondadori subisce gravi perdite per via di rete 4 e anche lei vende a fininvest, che fa della raccolta pubblicitaria e di una programmazione innovativa e "di popolo" il suo punto di forza.

1978 arriva il colore anche in italia 25 anni dopo gli stati uniti.

1981: il ministero delle Poste censisce 554 televisioni private: in economia è il classico esempio di "monopolio, duopolio e oligopolio."

1984: fortunatamente i "veri liberali" sono sempre in agguato, molti pretori accusano la fininvest di aggirare la sentenza della corte costituzionale, facendo capire che quella della scarsità frequenze era una scusa, il vero spirito della sentenza è che la tv privata "ha 'da morì" o perlomeno non fare concorrenza alla rai. Quindi oscurano alcune emittenti locali  che trasmettevano programmi fininvest. Tuttavia un decreto liberticida appoggiato dai socialisti conferma il fatto che la forma della sentenza costituzionale è rispettata, e riguardo alla sostanza non sono affari dei giudici.

1987: è l'apice della cosiddetta "lottizzazione": in una saletta di un ristorante romano, il "vero liberale" Walter Veltroni, discute con Biagio Agnes (direttore generale della RAI) ed Enrico Manca (presidente della rai) e riesce ad assegnare al Partito Comunista Italiano la scelta del direttore di testata e direttore di rete di Raitre.

dall'87 ai primi 90: i canali preferiti del sotto scritto sono: italia1 (dove facevano "bim bum bam" e "ciao ciao"  i vari telefilm icone di quegli anni e devo dire che il pupazzo Four mi manca) italia sette (dove c'era super sette e facevano i cavalieri dello zodiaco) e odeon tv (dove facevano junior tv e ken il guerriero, che non penso Filiberto Guala avrebbe approvato)

Capitolo 2 dall'anarcocapitalismo al regime degli Ayatollah

1989: direttiva 89/552 dell'unione europea conosciuta come "Direttiva televisione senza frontiere" viene richiesto agli stati membri dell'Ue di normare il mercato televisivo, i "veri liberisti" si danno da fare: tetto massimo per il tempo e per il numero degli spot. Inoltre la Francia, paese notoriamente sensibile alle tematiche liberiste, insiste e ottiene l'inserimento di quote di produzione europea per contrastare il mercato nord e suda-americano. Diventa evidente che la dicitura "senza frontiere" è una presa per il culo.

1990: la famosa e famigerata legge mammì interviene, dopo 14 anni di anarcocapitalismo, a regolare il mercato,  introduce tetti alle proprietà televisive e alle proprietà incrociate tv+stampa, nonchè limiti alla raccolta ed emissione di pubblicità, ma i veri liberisti non sono soddisfatti, la sinistra della Dc esce dal governo, non hanno visto scorrere il sangue.  Berlusconi è costretto a vendere "soltanto" "il Giornale". Il via cavo nazionale non è neanche menzionato dalla legge, rimane vietato. Nascono finalmente le tv private nazionali.

1993: viene fatta una legge per evitare la lottizzazione, da quell'anno Raitre non è più comunista, come è universalmente noto.

1994-5: alcuni gruppi politici e sindacali (note forze "veramente liberiste") raccolgono le firme per indire un referendum abrogativo per abolire la parte della legge mammì che consente a Berlusconi di possedere 3 reti. Il referndum viene perso, in teoria in una democrazia normale la partita sarebbe chiusa Berlusconi si tiene le tre reti ed amen. Ma questo è l'anno della rivoluzione komehinista.

La corte costituzionale, organo la cui rappresentatività popolare è uguale a zero, si riunisce, e medita sulle parole del sacro testo, la costituzione, la "bibbia laica" come l'ha definita Ciampi. Come gli antichi auguri meditavano guardando il volo degli uccelli, i saggi guardiani della rivoluzione meditavano profondamente sulle pagine del testo divino "fondata sul lavoro..." "uguale per tutti..." "discendenti della famiglia savoia..."

Con la sentenza n.420 del 1994 la corte costituzionale dichiara l'articolo 15 della legge mammì contraria alla sharìa. Le motivazioni sinceramente non le so, e cominciano a sembrare patetiche, visto che il contrasto con l'articolo 43 non può essere più utilizzato. Credo che rimarrà un mistero per sempre.

Immaginatevi il povero legislatore che si trova davanti un referendum che dice che mediaset non va toccata e le azioni rai vanno vendute e una sentenza della corte costituzionale che dice l'esatto contrario, la rai non va toccata e una rete mediaset va venduta.

finisce che si toglie una rete a tutte e due.

  nello stesso anno mediaset entra in borsa, fininvest possiede il 47% delle azioni. Cecchi Gori si compra telemontecarlo e videomusic.

1997: riassetto della legge televisiva, norme antitrust più rigide, e istituzione dell'autorità delle telecomunicazioni, secondo i più ferrei principi liberisti.

1998 la legge n 122 recepisce la direttiva ue "televisione senza frontiere": il 50% della programmazione televisiva italiana deve essere europea, grazie a questa legge nascono le grandi opere che hanno fatto grande l'italia "don matteo" "don sturzo" "Don abbondio" e altre 40 serie su un prete. 13654 sceneggiati su Padre Pio, i telefilm con jerry Scotti e Johnny Dorelli, "distretto di polizia" carabinieri" "guardia di finanza" "I nas" "gli uomini della polfer" "polizia postale" e così via. una possente iniezione di liberismo nell'ingessato panorama televisivo italiano.

1994-2000 Oscar luigi Scalfaro, che solo per un'ingiustizia non ha vinto il premio Friedman per il suo convinto liberismo, usa dei decreti legge reiterati in continuazione per limitare la libertà di parola in Italia, i cosiddetti decreti della par condicio. passano sei anni senza che venga alcuna legge ma si impongono limiti alle tv per mera voluntas del presidente della repubblica. La legge 28 del 2000 detta "legge bavaglio" ma d'ora in poi legge "veramente liberista" rende definitivo il regime di par condicio.

2004 la legge gasparri concilia la posizione di rete4 con la sentenza della corte costituzionale che sanciva l'impossibilità di possedere 3 canali nazionali su un totale di 12 previsti, invece che limitare a due i canali possedibili amplia  il numero delle frequenze nazionali, portandole a 48.

Europa sette che aveva prenotato (tramite asta pubblica) il posto nel 1999 eventualmente lasciato libero da rete4 ricorre di corte in corte contro la gasparri, fino ad arrivare alla corte europea di giustizia, noto organismo che rappresenta più di tutti il popolo italiano, mica quella vaccata del referendum.

2006 grazie a fastweb Astrolabio è finalmente raggiungibile dalla tv via cavo, sono passati 46 dal primo via cavo a San Francisco.

Epilogo.

Grazie Stato per il tuo liberismo intransigente, mettendo le tue mani ovunque, sempre, con qualsiasi scusa, hai fatto tanto bene a tutti gli italiani che adesso possono godere dei programmi di servizio pubblico della rai, come "l'isola dei famosi" "music farm" e "ballando sotto le stelle".

  

ilbuffone
Permalink ¦ commenti (48)¦ commenti (48)(popup)
categoria :

lunedì, 24 aprile 2006, ore 14:22

Allora.

luccio pao ha aperto un blog, dedicato al cazzeggio generale, ma ca comunque sia cazzeggio abbastanza professionale roba tipo l'uovo e la gallina.

Volpe sfuggente: area conservative, moderata e liberale, con accenno di tendenze libertarie, amante del futuro e della tecnologia con un occhio al passato come il sottoscritto. Praticamente abbiamo molte idee in comune, solo che lui è più moderato :-)

 

ilbuffone
Permalink ¦ commenti (3)¦ commenti (3)(popup)
categoria :

venerdì, 21 aprile 2006, ore 15:45

Allora, Nullo mi scrive un post sulla povertà e la redistibuzione e tante altre cose, solo che ieri l'ultima mia risposta è stata cancellata dalla sua piattaforma (che sia sempre maledetta) per cui ripropongo il tutto qua e l'ultima risposta la riscrivo.

prologo:

Nullo scrive:

redistribuzione

 

La reditribuzione è, forse, l’ultima sopravvissuta ragione per cui sono di sinistra. È errore comune, in filosofia, confondere l’explanandum con uno dei possobili explanans. Ce lo ricorda Kant nel dibattito sul libero artibtrio. La questione non è se l’uomo sia libero o meno. La questione è spiegare la libertà dell’uomo (perdonatemi la grammatica patriarcale). La libertà, quindi, non è uno dei possibili explanans del dibattito sul libero arbitrio; alternativa, magari, al determinismo. La libertà è l’explanandum. Allo stesso modo, in filosofia politica, la redistribuzione non è uno dei possibili explanans; ma l’explanandum. Quindi descrivere l’alternativa tra Rawls e Nozick come un’alternativa tra redistribuzione si e redistribuzione no è un errore analogo al descrivere il dibattito sul libero arbitrio come un’alternativa tra libertà si e libertà no. Opporsi alla redistribuzione è, allo stesso modo del negare la libertà, una incomprensione dei termini del dibattito, una forma di scetticismo disorientato. Gli argomenti contro la redistribuzione, come quelli contro la libertà, cadono nel vuoto perchè sono male indirizzati: criticano il problema stesso invece di criticare una delle possibili soluzioni, ed in questo sono scettici. Se il pensiero liberista, liberale, e libertario vuole sviluppare una valida alternativa al socialismo, quindi, esso deve, anzichè negare il diritto sociale alla redistribuzione, costruire un sistema redistributivo alternativo.

 Astrolabio risponde:

a parte che a me questo della redistribuzione non mi sembra un problema.
Secondo me il problema è la povertà, non l'uguaglianza sociale, tra un sistema diseguale che permette maggiore prosperità e un sistema eguale che fa stare male tutti allo stesso modo preferisco il primo.
ed il primo coincide abbastanza con il capitalismo.
redistribuzione, non credo che sia morale che un uomo dipenda da un altro, sia chiaro chi più chi meno tutti dipendiamo dalle relazioni che intessiamo, ma l'uomo sanguisuga lo aborro più o meno come te aborri la società patriarcale.
quello di cui ha bisogno l'umanità non è mera redistribuzione, ma che gli uomini si aiutino l'un l'altro, non semplice sostentamento economico stile "manna dal cielo", ma che si forniscano a vicenda gli strumenti grazie ai quali ognuno possa costruirsi il suo progetto di vita, (che possono essere anche economici, ma secondo me non sono i più importanti).
Ovviamente tali aiuti devono essere liberi e volontari, attuati da associazioni che non siano "lo stato" solo che siccome lo stato già prende metà della nostra vita, si da per scontato che certe questioni non siano nostro appannaggio, si delega. si delega in continuazione, permettendo enormi sprechi pure nel campo (la solidarietà) che meno di tutti dovrebeb consentirne.
E ogni dollaro sprecato per l'aiuto di chi soffre nel mondo grida vendetta.

nullo:

perchè devi sempre fare il cattivo? "ogni dollaro sprecato per aiutare chi soffre grida vendetta". vuoi davvero che te la faccia io la lista delle cose che gridano vendetta?
"quello di cui ha bisogno l'umanità non è mera redistribuzione, ma che gli uomini si aiutino l'un l'altro" tu non vuoi che queste funzioni siano delegate allo stato. ma concederai che, in un sistema rappresentativo e di divisione del lavoro, abbia senso che l'aiuto reciproco sia gestito in maniera pubblica. e poi dai, che è questa storia che lo stato le tasse se le prende? è il cittadino che le dà. neanche al contratto sociale credi? non dico normativamente, che sei anarchico, ma descrittivamente...
il mio scopo era di mostrare che nozick/rawls non può essere distinto in termini di redistribuzione, esattamente perchè entrambi, o almeno la parte critica di nozick a rawls, partono da presupposti sociali, e quindi rappresentativi e di divisione del lavoro.
quando dici la povertà, forse è proprio quello che intendevo: che uno non può fare un dibattito sull'estirpare la povertà o no (explanans), ma solo sul come farlo (explanandum).

Astrolabio

vedi, un conto è la questione morale, un conto è la questione giuridica, il fatot che sia morale aiutare i bisognosi non vuol dire che è un obbligo, altirmenti non vedo la differenza per cui rawls ha ragione e il papa no, magari con questo ragionamento si possono vietare i rapporti omosessuali perchè fanno crescita zero e poi lo stato non riesce a pagare le pensioni.

"ma concederai che, in un sistema rappresentativo e di divisione del lavoro, abbia senso che l'aiuto reciproco sia gestito in maniera pubblica." Ci sono istituzioni non statali che si occupano della cosa utilizzando la divisione del lavoro e rendicontando (cosa che in genere lo stato non fa, visto che è monopolista) il contribuente del loro operato.

"e poi dai, che è questa storia che lo stato le tasse se le prende? è il cittadino che le dà."
anche nelle rapine in banca sono i commessi che danno i soldi, logico con un fucile puntato contro... (o con multe e galera in caso dello stato, altrimenti spiegami cosa intendono dire i politici quando parlano di lotta all'evasione, fanno le pubblicità progresso?)

"neanche al contratto sociale credi? non dico normativamente, che sei anarchico, ma descrittivamente..."
deve essere un contratto di quelli online, perchè io quelli cartacei li leggo tutti, e se avessi firmato un contratto che dice che mi sarei fatto comandare da Prodi giuro che me lo ricorderei :-)

Nullo

su rawls ed il papa, ce lo siamo gia' detto: come fai a pensare che un argomento filosofico abbia la stessa forza di un argomento religioso? se la redistribuzione e' un obbligo morale, e magari rawls puo' dimostrarlo, quello non vuol dire che abbia la stessa forza degli argomenti religiosi. le religioni non si preoccupano della giustificazione, la filosofia morale si.

sulla differenza tra stato e ngo, io ho parlato di dominio pubblico. anche le ngo vanno bene. non vedo pero' quale sia la ragione per preferire, come fai tu, le ngo allo stato

sul contratto sociale. sei stato a votare? il fatto che tu non abbia votato prodi non significa niente. ti rappresenta perche' hai votato. non sei stato a votare? cmq sei parte della societa' italiana, e lo sei di tua volonta', per questo nessuno ti estorce niente.

Astrolabio

"non vedo pero' quale sia la ragione per preferire, come fai tu, le ngo allo stato"

primo perchè sono su base volontaria, secondo perchè essendo in concorrenza sono più efficienti e il cittadino può sapere meglio dove vanno a finire i suoi soldi.

"sul contratto sociale. sei stato a votare? il fatto che tu non abbia votato prodi non significa niente. ti rappresenta perche' hai votato."
ho controllato sulla tessera elettorale, non c'è scritto nulla di tutto ciò.

"cmq sei parte della societa' italiana,"

sono parte di un mucchio di società (la maggiorparte delle quali non per scelta) tra cui quella umana, stranamente però i papua non vogliono impormi il servizio civile

"e lo sei di tua volonta', per questo nessuno ti estorce niente."

di mia volontà invero no, comunque lo stato non è la società, lo stato è chi ha le armi.

ma piuttosto,te che ci fai iscritto a tocque-ville, il filosofo dell'associazionismo contro la "dittatura della maggioranza"? :-)
Apriti un tuo aggregatore e chiamalo hobbes-city :-)

"come fai a pensare che un argomento filosofico abbia la stessa forza di un argomento religioso?"
i due tipi di argomenti sono diversi, ma la giustificazione giuridica della teocrazia e della sofocarazia è identica.
(fai come ti dico perchè sono saggio)
(fai come ti dice Dio perchè egli è saggio)

Nullo

mi sembra che la maggior parte delle nostre divergenze dipendano dalla volontarietà del tuo essere animale sociale. davvero credi che ognuna delle tue transizioni umane (sociali, economiche, politiche, la lista è lunga) ti sia imposta dalla società o dalla nascita? non credi di dialogare, per esempio, volontariamente ed intenzionalmente con me sul blog? pensi davvero che questa attività sia, in qualche modo, inevitabile? perchè una volta che tu abbia accettato la volontarietà delle tue interazioni, mi sembra che il resto segua: ngo-stato diventa una differenza non significativa, la rappresentaza politica è giustificata, e tutto il resto.
ultimamente mi sono ritrovato a discutere se è concettualmente possibile rompere i legami sociali. se non lo fosse, allora forse avresti ragione. ma a me sembra possibile che lo sia. e finchè non dimostri l'impossibilità concettuale di diventare animale a-sociale, allora le tue interazioni sono volontarie.

per il resto, mi devi spiegare il mio legame con hobbes, please. è una associazione che non mi dispiace, ma spiegamela. su tocqueville, rimasi molto impressionato dalle sue riflessioni sulla democrazia americana. ecco che ci faccio sull'aggregatore

Rispostona finale, in prima tv.

Comincio dalla fine, il tuo legame con hobbes è derivato sia dal fatto che cerchi di convincermi che ho firmato un contratto, io invece credo nella genesi inintenzionale delle istituzioni, tra cui lo stato, il quale lo considero più o meno all astregua di un equilibrio di nash (o, è proprio il caso di dirlo, dilemma del prigioniero). Per te lo stato è giusto se la coercizione non supera di troppo le libertà personali, per me lo stato è giusto se preserva tali libertà.

A me sembra che la maggior parte delle nostre divergenze sia dovuto al fatto che te consideri lo stato ella società una cosa sola, io invece le considero due cose nettamente diverse: la società è la sommatoria delle azioni dei singoli individui di un gruppo, chiamiamolo comportamento emergente (quello che permette alle termiti di fare i termitai, agli stormi di rondini di muoversi all'unisono), tale sommatoria prevede una serie di norme sociali che rispondono alle dinamiche delle società, gli stati producono norme giuridiche che usano violenza sugli individui.

Le norme sociali non hanno bisogno di giustificazione in quanto non usano violenza fisica, le norme giuridiche sì, in quanto basate sulla violenza. l'unica giustificazione che si può dare alle norme giuridiche è la preservazione delle libertà degli individui, i quali, grazie a queste, dovrebbero essere in grado di scegliere le associazioni cui aderire.

Vedi, tu hai una tua utopia, e cerchi di impormela argomentando che in realtà anche io la voglio, mentre mi sembra evidente che non è vero, tutto questo tuo ragionamento cade proprio sul fatto che io non sono daccordo, se fosse vero che io scelgo le norme sociali e giuridiche alle quali sono sottoposto, mi spieghi perchè dovrei lamentarmene?

Il bello è che sia un rosapugnante che un missino cercano di portarmi le stesse argomentazioni. Uno mi vuole imporre una società religiosa, patriottica, solidale e familista, te mi vuoi imporre una società atea, soldiale e matriarcale. ma che volete da me? Io mica vi impongo una mia utopia, chiedo solo a voi leviatanisti di dar vita alla vostra utopia senza rompere le scatole a me, trovate gente che vuole il matriarcato, l'ateismo eccetera e non rompetemi le balle a me che mi associerò con chi vuole il rutto libero e la risoluzione delle dispute d'onore mediante duelli all'arma bianca.

E invece 20.000 persone hanno deciso alla camera che "la società italiana" deve esssere meno libera finanziariamente, pena il carcere per i dissidenti. mi taccio di quello che è avvenuto al senato, che deciderà le stesse cose NONOSTANTE le migliaia persone deputate a decidere siano contrarie.

ilbuffone
Permalink ¦ commenti (51)¦ commenti (51)(popup)
categoria :

giovedì, 20 aprile 2006, ore 00:57

Alleanza nazionale si è prima battuta per il voto degli stranieri in Italia.

Poi si è battuta per il voto degli italiani all'estero.

In anticipo vi annuncio la prossima battaglia: il voto degli stranieri all'estero!

(ok, da domani torno coi post seri, mi ci voleva un attimo di sfogo suvvia!)

ilbuffone
Permalink ¦ commenti (11)¦ commenti (11)(popup)
categoria :

giovedì, 20 aprile 2006, ore 00:44

Emanuele Filiberto presidente della repubblica. (e non rompetemi i maroni col fatto che non ha sessant'anni, il limite di età è ovviamente incostituzionale, e il fatto che sia sancito dalla stessa costituzione indica quanto sia utile tale obsoleto foglio di carta, e non dico altro perchè sono passibile di onerose sanzioni)
ilbuffone
Permalink ¦ commenti (3)¦ commenti (3)(popup)
categoria :

giovedì, 20 aprile 2006, ore 00:00

Oggi mi sono tagliato i capelli, ho procrastinato la cosa per circa un anno, ma oggi l'ho fatto, e per tagliato intendo tagliato di brutto, adesso ho proprio i capelli corti.

Grande interesse per quel negozio ormai dimenticato chiamato barbiere, anzi, sono andato ad una specie di parrucchiere per uomo e donna, cosa assai strana per me che ero rimasto ai vecchi barbieri che raccontano le barzellette zozze mentre io bambino aspetto sul sedile a forma di cavallo e guardo i calendari delle donnine nude e cotonate.

Però in compenso lo shampoo fatto dalla sciampista gnocca è stato una goduria. Evviva.

ilbuffone
Permalink ¦ commenti (1)¦ commenti (1)(popup)
categoria :

martedì, 18 aprile 2006, ore 23:03

Vuole la tradizione che i libertari peschino le loro idee economiche dalla destra "conservative" e le idee sulle libertà personali dai "liberal" di sinistra.

Ma è vero? La sinistra in generale è veramente più sensibile alle tematiche delle libertà personali? Secondo me bisogna rifletterci un po' sopra.

Oggi ho provocatoriamente detto ad un mio amico rifondarolo che la Lega nord è più sensibile alle libertà individuali della sinistra; nell'istantanea risposta la parola libertà si è subito trasformata in "diritti".

Diritti?

Se vi ricordate la campagna elettorale dei Ds c'era un cartello che diceva: "oggi privilegi, domani diritti". Qual'è la differenza tra privilegio e diritto? Che il privilegio è indebito e il diritto no? E "domani diritti" vuol dire un ampliamento delle voci assistenzialiste? Il diritto alla proprietà sembra l'unico dei tanti diritti possibile che la sinistra non vorrebbe, infatti ogni ampliamento dei diritti implica una riduzione del diritto di proprietà, è una cosa inesorabile come le leggi della termodinamica, o l'uno o gli altri, terzium non datur.

Ma ritorniamo alle libertà personali, che è meglio, facciamo uan breve rassegna.

Libertà di difendersi: la più importante, la Lega l'ha voluta, la sinistra l'ha osteggiata invocando il far west e dicendo "è il fallimento dello stato che non riesce a garantire sicurezza eccetera", chi dice così e pregato di portarmi come esempio uno stato che sia privo di criminalità, anche mi portasse l'esempio di uno stato che previene il 99% dei crimini io ho il diritto di difendermi nel restante 1%.

libertà di prostituzione:  un tema in cui lo stato pontificio era più liberale dello stato italiano, che è tutto dire, la Lega (e siamo a due, esame di coscienza per tutti) e molti rappresentanti del centrodestra sono favorevoli alla legalizzazione, quasi inutile rimarcare quanto sia patetica l'attuale legislazione che prevede il reato di sfruttamento della prostituzione anche quando tale sfruttamento non c'è (si ha sfruttamento quando obblighi qualcuno a prostituirsi, non quando intrattieni semplici rapporti commerciali e liberi con una prostituta)  e si è cercato pure di ampliarlo anche al mero cliente. La sinistra è contraria perchè è convinta che nessuna persona libera farebbe quel mestiere, (e allora che problema c'è, dico io, legalizziamola e come per magia scompare) e poi sono quelli "laici".

libertà di drogarsi: la destra ha riformato in modo restrittivo la legislazione sulle droghe, prevedendo dosi precise per il reato di spaccio e sanzioni amministrative per i consumatori. La sinistra propone la vecchia legge, oscena anch'essa. Vince la sinistra al fotofinish per via delle sanzioni amministrative e perchè obiettivamente ci sono più rappresentanti favorevoli alla legalizzazione completa rispetto alla destra, anche se è piuttosto per il fatto che la base elettorale ne fa ampio consumo.

libertà di fumare (e di far fumare in una proprietà privata): scandalosamente pari.

libertà di istruzione: la destra è per la scelta, la sinistra è per l'indottrinamento di stato.

libertà di espressione: Par condicio, direi che non serve dire altro.

libertà di movimento: la sinistra vuole introdurre il servizio civilie obbligatorio.

eutanasia: credo che lo stato non può obbligarti a vivere, ma tantomeno può obbligarti a morire (per il tuo bene poi, è fuori dal mondo) Capezzone vuole vuoel che lo stato uccida i bambini disabili, secondo me vince la destra al fotofinish.

libertà sessuali: la sinistra è per i pacs, che gravano sui contribuenti, la destra si divide in quelli che non vogliono concedere nulla (pochi credo) e quelli che vogliono concedere diritti che non gravino sui contribuenti. Facciamo che è patta, comunque la risposta giusta è l'ultima (anche se l'ha proposta Ruinelli)

temi etici: la questione, oltre ad essere controversa, è pure trasversale, ma facciamo finta che: la destra è contro l'aborto, la sinistra è per l'aborto gratuito (si scrive gratuito, si legge "paga chi non abortisce"),  la destra è contro la ricerca sugli embrioni, la sinistra è per la ricerca sugli embrioni di stato (quindi pigliando i soldi dei cattolici). Forse la destra ha torto, ma la sinistra ha torto sicuramente.

Morale della favola: questa cosa della sinistra sensibile alle libertà personali mi sembra un falso mito, almeno in italia, è sempre un coacervo di statalisti.  

p.s.

Queste riflessioni mi sono state suggerite da questo post di rassognato che ha aperto il blog da pochisismi giorni e sembra promettente.

p.p.s.

allora, ho tra le 100 e le 200 visite al giorno, possibile che nessuno clicca sulla pubblicità a destra? Caspiterina non fate gli snob, una cliccatina la giorno la potete pure fare, magari non vi interessa la robetta per i cell. ma dategli una chance, guardate che non scrivo altro se non ho abbastanza clicchi eh! (no scherzo, anzi, mica tanto :-) poi finisce che mi ristaccano la linea e vado a scrivere i post sul "bombardare l'Iran" da un call center di immigrati musulmani, ci tenete alla mia incolumità fisica vero? :-)

p.p.p.s. il pps sopra ovviamente non è volto a "inculare" google, i cui fondatori mi stanno molto simpatici, non vi chiedo quindi cliccare a ripetizione, ma solo "di essere "aperti mentalmente" alla pubblicità, attività che sin dalla pubblicazione de "i persuasori occulti" è stata bistrattata e considerata in un certo qual modo perversa e satanica, invece ha un suo perchè.

ilbuffone
Permalink ¦ commenti (64)¦ commenti (64)(popup)
categoria :

giovedì, 13 aprile 2006, ore 02:35

Mentre inconsciamente spero che la cdl la spunti alla camera per generare ancora più caos istituzionale per sollazzarmi un po' davanti alla TV, Prodi comincia già a dare le prime linee guida del prossimo stabilissimo governo.

Innanzitutto verranno ritirate le truppe dall'Iraq e verranno mandati dei civili a portare pane ammore e fratellanza tra i popoli. Ecco, io su questo sono molto favorevole, servono entro l'estate circa 26000 pacifisti tra i 18 e 25 anni in Iraq mentre in Italia impazzerà la moda delle "magliette Calderoli". Così si ristabilisce la parità perfetta alla camera causa decessi elettori dell'unione.

Però una persona mi ha fatto notare che con la storia del servizio civile obbligatorio potrebbero mandare proprio me stesso, qui la questione è interessante, perchè credo che scoprirò finalmente la bellezza della politica "de lotta" perchè sia chiaro che se fanno la legge sul servizio civile obbligatorio noi ci incateniamo tutti sotto casa di Prodi, se non a Prodi stesso.

Saremo in tanti vero?

 

ilbuffone
Permalink ¦ commenti (31)¦ commenti (31)(popup)
categoria :

martedì, 11 aprile 2006, ore 21:43

Succede che attualmente l'Unione ha un vantaggio alla camera che un mio amico ingegnere ha brillantemente definito "rumore statistico" e un vantaggio al senato minimo (questo assodato, il vantaggio alla camera mica tanto).

Credo che andrà a finire a grande coalizione , o governo di transizione, anche se prodi dice di no, ma vediamo le possibilità.

a)Si fa il governo di unità nazionale di un annetto per fare alcune riforme e leggi comuni ai due schieramenti:

In poche parole la famigerata agenda Giavazzi, il taglio dell'ici, il taglio del cuneo fiscale ma non di 5 punti, la legge elettorale, e forse qualcosina di costituzionale se il referendum va male. 

Poi di nuovo alle urne con Veltroni candidato per il centrosinistra e il centro destra chi lo sa (probabilmente a questo punto Caimano forever e Follini a lavorare)

b) Quello che fino ad ora sembra profilarsi (ma non credo che Prodi sia così stupido).

Prodi inizia a governare essendo minoranza nel paese, in teoria già la buffonata dell'"abbiamo vinto" e l'arresto di Provenzano basterebbero a fargli perdere i 25mila voti di vantaggio alla camera (pari a 66 centimillesimi dei votanti wow). Doveva essere quello de "tutti uniti possiamo farcela, è un paese diviso" e diventa quello del: "governo da solo alla faccia vostra", la divisione centimillimetrica del paese diventa immediatamente segno di maturità. Il fatto che le elezioni vengano decise da un rumore statistico "E' segno di maturità del paese".

Tutto questo dopo che quando le proiezioni davano i risultati opposti in televisione i componenti dell'unione già dicevano che dovevano essere considerati.

Prodi rischierà di essere delegittimato già dalle amministrative e dal referendum, ogni elezione in cui perde si chiedono le dimissioni, farà la parte del dittatore.

Berlusconi con la proposta di governo di unità nazionale diventa il vero e responsabile unificatore della nazione, la rosa nel pugno o mastella passano a destra, il governo Prodi dura poco, Il Caimano vince le elezioni fino al 2099. (condizioni più sfavorevoli di come è arrivato a queste elezioni sono praticamente impossibili)

ilbuffone
Permalink ¦ commenti (22)¦ commenti (22)(popup)
categoria :

martedì, 11 aprile 2006, ore 14:51

Se la serietà al non governo invece di basarsi sui dati farlocchi di Repubblica e Corriere e sugli exit poll delal nexus con una forbice di 20 fantastiliardi di punti percentuale, avessero letto Right Nation, magari risparmiavano un pomeriggio drammatico ai loro fans al freddo e si sarebbero risparmiati "l'abbiamo vinto" più patetico della storia.

Mercoledì, alla camera: 49.7 a 49.7 preciso al decimale altro che forchetta di 5 punti.

Sabato al senato: 159 a 156 senatore, uno scarto di circa due senatori.

ilbuffone
Permalink ¦ commenti (4)¦ commenti (4)(popup)
categoria :

martedì, 11 aprile 2006, ore 13:22

Perchè sarà questo quello che diranno, hehehe.

Bando alle ciance, ve le ricordate le favolette ti Travaglio? quelle che  Berlusconi è ricco perchè ladro in quanto il suo stalliere vendeva cavalli ad un tizio che comprava cavalli ma che vendeva droga (sì lo so fa ridere)?

Ecco, e da poco è uscito un libro di santoro e un altro che si chiama "la mafia è bianca".

Ecco al realtà concreta: il bianco Pisanu, oltre ad aver sventato un attacco terroristico poco prima delle elezioni, dopo aver sconfitto le nuove Brigate Rosse (al contrario del mortazza che invece salvò quelle vecchie) e dopo aver dato "una bella mazzata alla Camorra" con l'operazione che portò all'arresto di 50 camorristi, ha arrestato il mafioso più ricercato d'Italia.

Fatti, non pugnette.

ilbuffone
Permalink ¦ commenti (17)¦ commenti (17)(popup)
categoria :

martedì, 11 aprile 2006, ore 10:45

Viviamo in una repubblica nata grazie ad un broglio elettorale e questo dovrebbe dirla lunga sulla democrazia in Italia.

Chi governerà lo farà contando su una maggioranza di un paesello di provincia, D'Alema dice che la cdl dovrebbe accettare la sconfitta come Al Gore, dimentica D'Alema che nonostante il fatto che in America non sono così liberi come sembra, in campagna elettorale non ci sono i leader che promettono l'economai pianificata.

In Italia invece una maggioranza che in realtà non esiste vorrà intervenire pesantemente sulle vite degli altri italiani, ecco la democrazia, un velo di ipocrisia che finalmente cade.

Un ultimo pensiero: la questione dei senatori è vergognosa, altro che democrazia e dittatura della maggioranza, quella è dittatura dittatura.

ilbuffone
Permalink ¦ commenti (7)¦ commenti (7)(popup)
categoria :

martedì, 11 aprile 2006, ore 02:48

Nel momento in cui scrivo la camera va all'unione per una caccola di voti e il senato va alla cdl per un punto percentuale.

Nonostante il pareggione la mia analisi è che c'è stato un unico grande vincitore negli ultimi 12 anni: Silvio berlusconi.

Sappiamo com'è andata nel 1994, dopo tangentopoli la scelta alle elezioni sarebbe stata tra pds e comunisti. L'italia sarebbe stato l'unico paese in europa a rimanere dietro la cortina di ferro, visto e considerato che l'urss ne era appena uscita e che quello dei ds fu solo un restyling.

Dopo la vittoria del 1994 ci fu immediatamente l'accanimento giudiziario, in un paese dove essere giudicati da una corte di propri pari è un'utopia, un paese dove i giudici hanno le correnti politice e dovrebbero invece essere terzi.

Nel 2001 il sogno liberale sembrava promettere grandi cose, la mia convinzione è che se fin da subito, nonostante la crisi e gli alleati, Berlusconi avesse attuato una pesante supply side economics, adesso non avremmo questi risultati, fatot sta che dopo 5 anni di crisi, dopo tutte le minacce e la vogli adi vendetta (manderemo rete 4 sul satellite, faremo una legge seria sul conflitto di interessi eccetera) Berlusconi riesce ad ottenere un pareggio.

La rivoluzione liberale non c'è stata, e se c'è stata è stata monca,  ma almeno non c'è stata la rivoluzione socialista.

E il bello è che contro tutti i pronostici che davano "l'organizzatore di felicità" pronto a mettere le mani nel portafogli e nella vita degli italiani, non ci sarà neanche stavolta.

Berlusconi è riuscito a pareggiare dove sembrava impossibile, stagnazione, inflazione percepita ( e cavalcata dal centro sinistra) alle stelle, campagna d'odio e di disfattismo continua, tutti i poteri contro, dicono che in america vincono i democratici solo in situazioni particolari; ebbene, d'ora in poi, forse, anche in Italia.

Inoltre, la parola "liberalismo" e la parola "liberismo", hanno licenza ora anche in Italia, e le due coalizioni dovranno convergere sui punti liberali (le riforme a costo zero, le riforme sul lavoro, l'agenda Giavazzi) e portarli avanti prima di riportare il paese alle elezioni.

Elezioni che avranno una forte base popolare e, io spero, liberale pronta ad affrontarla.

Quali sono i propositi per il futuro? Cultura: basta partito di plastica, Berlusconi ha preso il potere calandolo dall'alto con la sua persona e con i medi, ma nel lungo termine la battaglia non la può fare lui, deve trasformare il partito di plastica in un partito centrato localmente.

E basta con i giovani di Forza Italia che sembrano tifosi di calcio, alla camera ha perso anche perchè essere liberale non è cool, volenti o nolenti la sinistra ha in mano ancora tutti i gangli del potere ed è molto fico essere una zecca da centro sociale, la battaglia va giocata metro per metro là, berlusconi ora deve con umiltà ricominciare da quei gangli che da 50 anni appartengono al PC, deve rendere fico essere liberale, liberista e amerikano, deve cominciare dai classici: da Locke, Mill, Tocque-ville, Adam Smith, Nozick, Popper, Bastiat, Hayek e perfino il liberalismo di sinistra alla Rawls.

Affinchè si possa diffondere una cultura della libertà in ogni strato della società.

E adesso ci vediamo al referendum, quello sì, davvero importante.

ilbuffone
Permalink ¦ commenti (13)¦ commenti (13)(popup)
categoria :

lunedì, 10 aprile 2006, ore 23:08

è tipo dalle diciassette che ascolto interessato i risultati delle elezioni sorseggiando un po' di vino.

Adesso sto diventando leggeremente ubriaco, segno che chi vince ha l'onere di modificare la legge Fini sulle droghe.

hic.

ilbuffone
Permalink ¦ commenti (3)¦ commenti (3)(popup)
categoria :

lunedì, 10 aprile 2006, ore 17:26

tovarish! Preparatevi al nuovo inno!

Союз нерушимый республик свободных
Сплотила навеки Великая Русь.
Да здравствует созданный волей народов
Единый, могучий Советский Союз!

ПРИПЕВ:
Славься, Отечество наше свободное,
Дружбы народов надёжный оплот!
Знамя советское, знамя народное
Пусть от победы к победе ведёт!

Сквозь грозы сияло нам солнце свободы,
И Ленин великий нам путь озарил:
Нас вырастил Сталин - на верность народу,
На труд и на подвиги нас вдохновил!

ПРИПЕВ:
Славься, Отечество наше свободное,
Счастья народов надёжный оплот!
Знамя советское, знамя народное
Пусть от победы к победе ведёт!

Мы армию нашу растили в сраженьях.
Захватчиков подлых с дороги сметём!
Мы в битвах решаем судьбу поколений,
Мы к славе Отчизну свою поведём!

ПРИПЕВ:
Славься, Отечество наше свободное,
Славы народов надёжный оплот!
Знамя советское, знамя народное
Пусть от победы к победе ведёт!

traduzione:

Indistruggibile Unione di Repubbliche nate libere,
La Grande Italia fu saldata per rimanere
 in piedi per sempre.
Creata nella fatica per volontà del popolo,
Unita e forte,la nostra terra Sovietica!
     
Canta per la Madrepatria, casa dell'uomo libero,
Baluardo delle genti forti nella fratellanza.
O Partito di Lenin, forza delle genti,
Conducici al trionfo del Comunismo!
Attraverso le tempeste i raggi della libertà
 ci hanno confortato,
Lungo il nuovo sentiero dove il grande Lenin
 ci ha condotto.
Per una giusta causa egli fece sollevare le genti,
Guidandole verso il lavoro e le gesta coraggiose.
     
(o,alla vecchia maniera:
Sii leale verso il popolo,così Stalin 
ci ha educato,
Guidandoci verso il lavoro e le
 gesta coraggiose).
Canta per la Madrepatria, casa dell'uomo libero,
Baluardo delle genti forti nella fratellanza.
O Partito di Lenin, forza delle genti,
Conducici al trionfo del Comunismo!

Nella vittoria dell'immortale ideale del comunismo,
Vediamo il futuro della nostra cara patria.
Ed alla sua sventolante rossa bandiera,
Altruisticamente leali noi sempre
 ci alzeremo in piedi!
Musica maestro! ! !
ilbuffone
Permalink ¦ commenti (11)¦ commenti (11)(popup)
categoria :