venerdì, 27 ottobre 2006, ore 22:05

uuuuhhhh... scandalo!
Qualcuno ha spiato la posizione fiscale di Prodi!
si prendano gli opportuni provvedimenti!
Per inciso, anche a me un certo Visco ha deciso di spiarmi in modo assai invasivo, e invece di dimettersi fa pure il gradasso.
Si prendano gli opportuni provvedimenti.

p.s. ci sono ancora eh! datemi il tempo di respirare che torno a postare.
ilbuffone
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giovedì, 19 ottobre 2006, ore 23:30

Firmo questo manifesto.

Tralaltro l'unico dubbio che avevo era di tipo ideologico, in effetti mi chiedevo se la transizione dal radicalismo  (ideologia che vanta tra le sue grandi battaglie la redistribuzione della proprietà) al libertarismo (individualista) fosse avvenuta.

poi questo pezzo di una lettera di taradash mi ha convinto:

 "Ogni volta che i comunisti e i loro affiliati parlano di libertà civili in realtà pensano a diritti sociali a carico dei contribuenti. Dicono Pacs e pensano pensione di reversibilità, dicono libertà di ricerca e pensano a finanziamenti pubblici, dicono eutanasia e pensano a un bel Comitato etico con potere di vita e di morte sull’individuo."

amen.
ilbuffone
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venerdì, 13 ottobre 2006, ore 00:45

Saranno cinque giorni che ho deciso di avviare una corrispondeza elettronica con mia cugina, ho deciso che domani mi ci metto di impegno e le scrivo qualcosa.

Come? Chi è mia cugina? E' lei.

Vi farò sapere come va, speriamo che capisca il mio inglese patetico. (le dico anche del blog, magari avremo un'autorevole commentatrice in più).
ilbuffone
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giovedì, 12 ottobre 2006, ore 16:27

Aldilà della questione droga o non droga in parlamento, la questione più interessante posta dall'ormai arcinoto servizio censurato de "Le Iene" è la riflessione che propone sul rapporto tra libertà di stampa e informazione, privacy e democrazie parlamentari di stampo liberale.
Per chi si fosse perso la questione (ma dove vivete?) faccio un breve riassuntino.
La trasmissione "le iene" ha mandato uno dei suoi a intervistare i parlamentari sulla finanziaria, durante l'intervista prelevavano con un trucchetto del sudore e lo sottoponevano ad un test antidroga, il 30%degli onorevoli è risultato positivo a coca o cannabis. Grande battage pubblicitario sul servizio, ma il garante per la privacy vieta la messa in onda del servizio e la pubblicazione dei risultati (che invece sono stati pubblicati da tutto il resto della stampa italica). L'esperimento comunque era svolto in forma anonima, neanche chi faceva il test sapeva a chi appartenesse ciascun tampone.

La cosa su cui vorrei riflettere è: le Iene sono nel giusto nel fare un servizio del genere? Il garante ha fatto bene a imporre la censura?

Io credo che abbiano fatto bene, e che non fosse lecito per il garante imporre la censura, ma per spiegarlo bene devo risalire un attimo all'origine delle odierne democrazie parlamentari.

In principio il parlamento era il luogo dove i rappresentanti dei cittadini discutevano e presentevano le istanze al sovrano, al re. Questo ovviamente implicava un conflitto di poteri tra Re e parlamento, tant'è che il parlamento per difendersi lottò e ottenne per ottenere la segretezza del dibattito parlamentare.

Con la perdita del potere da parte della corona, il conflitto diventa parlamento/cittadinanza e il parlamento (in inghilterra in particolar modo) sfrutta i privilegi strappati alla corona, questa volta per difendersi dai cittadini.

Il primo grande passo verso l'affermazione della democrazia liberale avviene in America, grazie all'accoppiata  Jefferson/Madison, che sostenevano  fosse meglio una libera stampa senza governo che  un governo senza libera stampa.  E non è un caso  se il primo emendamento della Costituzione  Americana prevede l'impossibilità di legiferare per controllare la stampa.

Quello di cui si accorgono Jefferson e Madison (recependo le idee di Milton e Mill) è che una democrazia priva della libertà di stampa semplicemente non è una democrazia, e questo per due motivi fondamentali.

Grazie alla libertà di stampa si crea un'arena di idee che "si affrontano" l'un l'altra, tramite la discussione pubblica tenderanno ad affermarsi le idee migliori; questo può anche essere considerato un utilitarismo ingenuo, ma sicuramente, come il liberalismo è fondato sul dibattito parlamentare, tale dibattito deve avvenire anche all'interno dell'opinione pubblica, la quale tenderà a presentare le sue istanze all'assemblea legislativa. In secondo luogo, e questo è fondamentale, la libertà di stampa ha la funzione di sorvegliare il legislatore, dovrebbe essere il cosiddetto "cane da guardia", espressione tanto cara al mondo anglosassone.

D'altro canto vige il principio di privacy: lo stesso principio che il parlamento aveva strappato alla corona inglese, i cittadini lo hanno strappato al parlamento, bisogna interrogarsi sul valore che ha il diritto alla privacy, questo diritto serve a darci una protezione parziale dagli abusi DELLO STATO, e di altri cittadini.

Il diritto alla privacy, e il principio che l'ha ispirato, ci serve per evitare orrori alla 1984.

A questo punto, vediamo che nella vicenda entrano in conflitto questi due principi; da un lato i politici, godendo degli stessi diritti di noi comuni mortali, hanno diritto alla privacy, d'altro canto, onde evitare derive totalitarie, è assolutamente necessario che la stampa e l'opinione pubblica sorveglino i comportamenti di chi la governa. Come conciliarlo?

Nel paese di Jefferson e Madison non sembra abbiano avuto molti problemi, i politici rinunciano praticamente in toto alla loro privacy diventando, da privati cittadini, dei pubblici cittadini.
Sembra che il popolo americano abbia il diritto di sapere ogni cosa riguardo chi li governa, se usano lo studio ovale per fare le porcate, se mettono le corna alla moglie, se hanno un passato di alcolisti, se hanno fatto il militare eccetera eccetera.

Potremmo stare a discutere se è giusto arrivare ad una curiosità quasi morbosa nei confronti dei politici che sfoci pesantamente nei loro comportamenti privati, ma la questione cristallina è che ci sono comportamenti che sono di assoluto interesse pubblico, e sono quei comportamenti che riguardano la produzione legislativa, in quel caso non c'è privacy che tenga, vince la trasparenza. Se il parlamento legifera un mese sì e un mese no sul consumo e la vendita di stupefacenti, io ho il diritto, nonchè la necessità, di sapere qual'è il loro comportamento riguardo tale materia.

Indipendentemente da come la penso sulla questione.

Non è una questione solo di diritti, lasciamo fare ai politici quello che vogliono e presto sperimenteremo (più di quanto non abbiamo già sperimentato) il risultato SULLA NOSTRA PELLE.

Addenda: questo è il primo articolo che pubblico su pigiamamedia, dove potrete anche votarlo, se date voti bassi che Madison vi maledica.
ilbuffone
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lunedì, 09 ottobre 2006, ore 22:42

Allora, mi si chiede un commento al veleno sulla finanziaria, ma come si fa a commentare in ogni passo una delle finanziarie più brutte della storia della repubblica?

in una botta ci siamo ritrovati un po' di marxismo con le tasse sul plusvalore, poi come se non bastasse una bella mazzata a buona parte della classe lavoratrice, che sempre secondo la teoria marxista sarebbe già sfruttata dai capitalisti, e quindi secondo la teoria del lavoro/valore adesso è sfruttata doppiamente, dai capitalisti e dallo stato. Mazzata derivata da una sorta di aberrazione della teoria di rawls, il quale considerando la presenza di due principi di giustizia, sostiene che i più ricchi in assoluto dovrebbero aiutare i più poveri in assoluto, non che tutti i redditi devono essere livellati come invece propone la sinistra radicale prontamente accolta dal governo.

Inoltre abbiamo come companatico tante belle cose... proibizionismo, limitazioni alla libertà di stampa, CONDONI...

Ci vorrebbero anni a sbeffeggiare ogni singolo passo, mi soffermo su un paio di cose che mi hanno fatto tremare le gambe.

Viene soppresso il 5x1000, una delle poce idee più intelligenti e positive attuate dal centro destra, il concetto è semplice, dal momento che la società civile forma lo stato, alla società civile il compito di decidere una fetta delle risorse, al massimo si potrebbe discutere che il 5x1000 è troppo poco, i cittadini dovrebbero decidere di almeno metà del loro carico fiscale (ovviamente per il sottoscritto, utopisticamente le tasse dovrebbero essere del tutto volontarie).
E invece lo stato decide, lo stato è padrone.... e a chiosa di questa nuova forma di arcana imperii, le parole di Padoa Schioppa altrimenti noto come "l'economista competente" (se fosse veramente competente non farebbe il ministro).

Padoa Schioppa ha dichiarato che gli evasori del fisco violano il settimo comandamento perchè rubano i soldi dello stato.

avete capito? "Dello stato..." I soldi guadagnati col sudore della fronte dei cittadini e versati come fisco non sono più soldi dei cittadini che lo stato si impegna ad amministrare nel miglior modo possibile, no! Sono soldi sui quali lo stato accampa un diritto di proprietà non si sa in base a quale principio, potrebbero usarli per pagare le mignotte alla compagine governativa senza alcuna remora morale, visto che non sono soldi nostri.

questo è un ritorno all'assolutismo, ma forse la vecchiaia agisce sull amente del povero Padoa Schioppa che si dimentica che la saggezza popolare usa dire "piove, governo ladro" e non "piove evasori ladri" , allora  forse è il caso di dirlo chiaramente.
Signor Padoa Schioppa:

LEI E' UN LADRO.

Ovviamente siccome siamo occidentali giudaico-cristiani-conunpizzicodiislam-regniromano-barbarici-illuministi-tolleranti, siamo pronti a perdonarla, a patto che chieda scusa e restituisca il maltolto.
 
ilbuffone
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