A volte ho come la sensazione che qualcuno a palazzo chigi legga costantemente il mio blog, poi si riunisce con altre persone; discutono ed elaborano una dichiarazione fatta apposta per farmi incazzare, poi si divertono a leggere come reagisco.
Quella del ministro della pianificazione sovietica di oggi sembra scritta apposta per me e per quattro libertari che si sfogano nella rete (e basta, perchè mica ci stanno in parlamento, i libertari).
«Le tasse sono una cosa bellissima, un modo civilissimo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili quali istruzione, sicurezza, ambiente e salute».
Sì, Sì immagino che le tasse siano una cosa bellissima per chi sporcella tutto il giorno nel forziere dell'erario, il problema sono gli altri 59.999.999 Italiani, e sicuramente sono l'unico modo per contribuire alla costruzione di opere pubbliche inutili, per fare appalti truccati, per finanziare ricerche idiote nel frattempo che si vieta nucleare e ogm, per mandare fuori di casa i bamboccioni a spese di chi bamboccione vuole rimanere o non lo è da tempo, per far rimanere in piedi aziende pubbliche in realtà fallite da tempo come l'Alitalia, per dare una spintarella alle aziende private che invece di innovarsi puntano a ciucciare fondi dallo stato, per distruggere l'eccesso di latte che l'unione europea non vuole che produciamo, per dare 7 euro a ogni mucca francese solo per il fatto di esistere....
tutti servizi veramente ESSENZIALI.
Ma fin qui è la solita retorica statalista, il sospetto che il padoa legga questo blog ce l'ho per via di quell'altra parolina magica.... CIVILE. Allora non so come funziona da voi, da me una cosa civile è una roba tipo: "salve, vorremmo contribuire a finanziare la sanità pubblica (o la fiat, l'alitalia ecc) può gentilmente versare un contributo?"
Io questo lo chiamo civile, per Padoa-Schioppa "civile" è:
"o paghi o ti faccio assediare casa per sei mesi dai corpi speciali e poi ti sbatto in galera per un lustro, e vediamo se poi hai ancora il coraggio di alzare la cresta"
la ciliegina sulla torta:
«Ci può essere insoddisfazione sulla qualità dei servizi che si ricevono in cambio ma non un'opposizione di principio sul fatto che le tasse esistono e che si debbano pagare»
Ecco, qui ce l'ha proprio coi libertari, orbene, caro ministro Schioppolone (visto che lei mi chiama bamboccione ricambio affettuosamente) lei avrà sicuramente familiarità con concetti economici di base come vincolo di bilancio, utilità ecc....
Se non se li ricorda riassumo brevemente: un tizio mi offre un servizio che ritengo utile, a quel punto mi guardo nel portafoglio, metti che che il tizio vuole 100 euro per il servizio, mentalmente soppeso le due cose, preferisco avere i 100 euro in tasca o il servizio? Nel primo caso non compro, nel secondo sì.
E questo si chiama mercato.
Le tasse invece funzionanao così: il tizio ti piglia i 100 euro poi ti da il servizio che vuole lui, e tu puoi solo sperare che preferisci avere il servizio rispetto ai cento euro. Speranza vana? ovviamente! ! !
Il fatto è che se preferivi il servizio, semplicemente avresti pagato di tua spontanea volontà, non avresti avuto bisogno delle teste di cuoio che ti assediano per mesi per pagarli, quindi se ti obbligano a pagare il motivo è perchè in cambio riceverai un bene di utilità minore rispetto ai tuoi soldi.
Morale della favola la qualità dei servizi resi dalle tasse è penosa per definizione, se così non fosse sarebbe mercato.
Cari lettori so che è tutto il giorno che sbavate per vedere quanto mi avrebbero fatto sclerare le minchiate odierne del nostro beneamato ministro, però mo non è che ogni boiata che dice questo ribatto eh... non ho tutto questo tempo libero, stavolta ce l'ha fatta a farmi incazzare, ma sarò un bonzo d'ora in poi.
Comuque un post del genere non può che finire con la celebre citazione di Lysander Spooner:
"But this theory of our government is wholly different from the practical fact. The fact is that the government, like a highwayman, says to a man: 'Your money, or your life.' And many, if not most, taxes are paid under the compulsion of that threat. The government does not, indeed, waylay a man in a lonely place, spring upon him from the roadside, and, holding a pistol to his head, proceed to rifle his pockets. But the robbery is none the less a robbery on that account; and it is far more dastardly and shameful. The highwayman takes solely upon himself the responsibility, danger, and crime of his own act. He does not pretend that he has any rightful claim to your money, or that he intends to use it for your own benefit. He does not pretend to be anything but a robber. He has not acquired impudence enough to profess to be merely a 'protector,' and that he takes men's money against their will, merely to enable him to 'protect' those infatuated travellers, who feel perfectly able to protect themselves, or do not appreciate his peculiar system of protection. He is too sensible a man to make such professions as these. Furthermore, having taken your money, he leaves you, as you wish him to do. He does not persist in following you on the road, against your will; assuming to be your rightful 'sovereign,' on account of the 'protection' he affords you. He does not keep 'protecting' you, by commanding you to bow down and serve him; by requiring you to do this, and forbidding you to do that; by robbing you of more money as often as he finds it for his interest or pleasure to do so; and by branding you as a rebel, a traitor, and an enemy to your country, and shooting you down without mercy, if you dispute his authority, or resist his demands. He is too much of a gentleman to be guilty of such impostures, and insults, and villanies as these. In short, he does not, in addition to robbing you, attempt to make you either his dupe or his slave."