mercoledì, 31 ottobre 2007, ore 20:14

Visto oggi in tv: il papa durante un discorso pubblico (non so se omelia o cosa) invita i fedeli ad essere bravi cittadini e a rispettare gli oneri fiscali per quanto onerosi e fastidiosi esse siano.

Ci sarebbero diverse considerazioni da fare, un cristiano che per via degli oneri fiscali non riesce a garantire cibo e istruzione per i propri figli e per la propria famiglia, non riesce a comprare casa e a costituire un nucleo familiare stabile, può essere un bravo cristiano e contemporaneamente un bravo cittadino.

Ma sopratutto, visto che lo stesso Papa ha già lodevolmente parlato di diritti naturali e fallibilità della democrazia (figurarsi della dittatura), cosa dovrebbe fare un cristiano se i soldi che lo stato raccoglie mediante il fisco vengono usati (e lo sono, ci sono stati che finanziano gli aborti, stati eseguono condanne a morte con i soldi dei cattolici, stati che esportano democrazie, stati che finanziano i terroristi, stati che finanziano massacri di cristiani, quando il numero di morti supera le decine quasi sicuramente qualche stato ci ha messo lo zampino) per scopi contrari al diritto naturale e alla più elementare morale cristiana?

ilbuffone
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mercoledì, 31 ottobre 2007, ore 01:30

Ratzinger ai farmacisti cattolici: "L'obiezione di coscienza è un diritto che deve essere riconosciuto alla vostra professione permettendovi di non collaborare direttamente o indirettamente alla fornitura di prodotti che hanno per scopo le scelte chiaramente immorali, come per esempio l'aborto e l'eutanasia".

Zecca laicista tipo: "ma siamo matti? ? Le farmacie offroun servizio pubblico! Lo stato deve fare questo e quello, la sacra legge consegnata a Togliatti sul sinai e e gelosamente conservata da Mastella and co. non prevede l'obiezione di coscienza !

ron paul nell'intervista a google:

domanda: cosa ne pensa dell'obiezione di coscienza per motivi religiosi nei farmacisti delle città rurali, e come si può conciliare questa con i diritti procreativi delle donne?

Ron: tutto dipende dal rapporto tra datore di lavoro e farmacista, se un farmacista non vuole vendere il farmaco Sbirignaus, porta la questione in sede di contratto con il suo datore di lavoro.

Domanda: Sì ma se è vietato aprire farmacie lì vicino?

Ron: ovviamente il vicino della farmacia dovrebbe avere il diritto di vendere quel farmaco, il problema è il fatto che Washington manda i suoi burocrati a dire alle farmacie cosa devono o non devono fare.

Traduzione molto maccheronica e sintetica, l'originale lo trovate in questo video al minuto 44 circa.

Non credo ci sia bisogno di dire con chi sono daccordo.
ilbuffone
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lunedì, 29 ottobre 2007, ore 13:09

Ho trovato questo blog che porta molti argomenti a favore del mio candidato favorito alla casa bianca (o da un'altra prospettiva il meno ripugnante).

Un paio sono molto convincenti:


Chissà cosa ne penserà la destra religiosa :-)
ilbuffone
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sabato, 13 ottobre 2007, ore 13:45

Quando l'attuale premio nobel per la pace, nonchè idolo degli orfani del club di Roma, aveva il potere le radio italiane diffondevano questa canzone.
ilbuffone
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giovedì, 11 ottobre 2007, ore 12:46

Uno dei difetti di questo Papa, è che parla parla parla, e tutti lo stanno a sentire, solo che è tipo l'oracolo di Delphi, o nostradamus, su ogni discorso che fa ci sono mille interpretazioni pronte in salsa atea, anticlericale, cesaropapista, protestante, islamico etc. A seconda degli occhiali ideologici che metti puoi far dire al papa  quello che ti pare.
Per esempio io non ho mai capito (fino ad oggi diciamo) che diamine intendeva il papa con relativismo, stava sempre a dire relativismo di qua, relativismo di la, ma è un termine che vuol dire praticamente tutto a seconda del campo di applicazione.
Di recente poi se en è uscito con una critica al capitalismo totalmente incomprensibile (e non c'è ovviamente nulla di male a criticare il capitalismo, lo faceva anche Tucker, basta non credere che l'alternativa sia l'intervento statale) nonchè alla logica del profitto, che invece è cosa buona giusta e cristiana, almeno stando a quello che un buon vocabolario scrive alla voce "profitto" (ad esempio bisogna aiutare il prossimo con profitto, cioè con risultati, altrimenti è solo spreco di tempo).

Comunque spulciando qualche blog, mi imbatto in Cantor che a occhio e croce appartiene a quella corrente di Trozkysti socialdemocratici volgarmente chiamati neoconservatori, che si è fatto il sangue acido per un intervento di Ratzinger di qualche giorno fa, perchè il Papa, signore e signori, ha criticato la democrazia.

Un grande.

L'intervento è oro puro per tutti i giusnaturalisti; premetto che io razionalmente non posso che essere relativista etico (è una condizione dalla quale non si può uscire, secondo me) ma a livello pragmatico non posso che essere giusnaturalista. Ma andiamo a vedere  queste meraviglie della filosofia etica :-)

"La legge naturale, ossia “la norma scritta dal Creatore nel cuore
dell'uomo” è la vera garanzia della democrazia e dei diritti umani: non lo è il diritto “positivo”, anche se legato al volere della maggioranza della popolazione in un dato momento, perché la storia dimostra che “le maggioranze possono sbagliare”

Standing ovation, ricordando che Hitler e Mussolini sono stati regolarmente eletti; piccola critica per l'uso della parola democrazia, la legge naturale non è garanzia di democrazia, per fortuna.

“le norme prime ed essenziali che regolano la vita morale”. “Nei suoi precetti principali la legge naturale è esposta nel Decalogo” ed è chiamata naturale “non in rapporto alla natura degli esseri irrazionali, ma perché la ragione che la promulga è propria della natura umana”
“partendo dalla legge naturale di per sé accessibile ad ogni creatura razionale, si pone con essa la base per entrare in dialogo con tutti gli uomini di buona volontà e, più in generale, con la società civile e secolare”

Questo ultimo virgolettato sento di condividerlo molto, richiamando Habermas direi che la legge naturale si può scoprire dialogando razionalmente con altri partendo da assunti comuni a tutti.

"La vera razionalità non è garantita dal consenso di un gran numero, ma solo dalla trasparenza della ragione umana alla Ragione creatrice e dall’ascolto comune di questa Fonte della nostra razionalità”

Standing ovation ancora una volta.

“La legge naturale diventa così la vera garanzia offerta ad ognuno per vivere libero e rispettato nella sua dignità, e difeso da ogni manipolazione ideologica e da ogni arbitrio e sopruso del più forte."


ilbuffone
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lunedì, 08 ottobre 2007, ore 18:18



A volte ho come la sensazione che qualcuno a palazzo chigi legga costantemente il mio blog, poi si riunisce con altre persone; discutono ed elaborano una dichiarazione fatta apposta per farmi incazzare, poi si divertono a leggere come reagisco.

Quella del ministro della pianificazione sovietica di oggi sembra scritta apposta per me e per quattro libertari che si sfogano nella rete (e basta, perchè mica ci stanno in parlamento, i libertari).

«Le tasse sono una cosa bellissima, un modo civilissimo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili quali istruzione, sicurezza, ambiente e salute».

Sì, Sì immagino che le tasse siano una cosa bellissima per chi sporcella tutto il giorno nel forziere dell'erario, il problema sono gli altri 59.999.999 Italiani, e sicuramente sono l'unico modo per contribuire alla costruzione di opere pubbliche inutili, per fare appalti truccati, per finanziare ricerche idiote nel frattempo che si vieta nucleare e ogm, per mandare fuori di casa i bamboccioni a spese di chi bamboccione vuole rimanere o non lo è da tempo, per far rimanere in piedi aziende pubbliche in realtà fallite da tempo come l'Alitalia, per dare una spintarella alle aziende private che invece di innovarsi puntano a ciucciare fondi dallo stato, per distruggere l'eccesso di latte che l'unione europea non vuole che produciamo, per dare 7 euro a ogni mucca francese solo per il fatto di esistere....

tutti servizi veramente ESSENZIALI.

Ma fin qui è la solita retorica statalista, il sospetto che il padoa legga questo blog ce l'ho per via di quell'altra parolina magica.... CIVILE. Allora non so come funziona da voi, da me una cosa civile è una roba tipo: "salve, vorremmo contribuire a finanziare la sanità pubblica (o la fiat, l'alitalia ecc) può gentilmente versare un contributo?"
Io questo lo chiamo civile, per Padoa-Schioppa "civile" è: "o paghi o ti faccio assediare casa per sei mesi dai corpi speciali e poi ti sbatto in galera per un lustro, e vediamo se poi hai ancora il coraggio di alzare la cresta"

la ciliegina sulla torta:
«Ci può essere insoddisfazione sulla qualità dei servizi che si ricevono in cambio ma non un'opposizione di principio sul fatto che le tasse esistono e che si debbano pagare»

Ecco, qui ce l'ha proprio coi libertari, orbene, caro ministro Schioppolone (visto che lei mi chiama bamboccione ricambio affettuosamente) lei avrà sicuramente familiarità con concetti economici di base come vincolo di bilancio, utilità ecc....

Se non se li ricorda riassumo brevemente: un tizio mi offre un servizio che ritengo utile, a quel punto mi guardo nel portafoglio, metti che che il tizio vuole 100 euro per il servizio, mentalmente soppeso le due cose, preferisco avere i 100 euro in tasca o il servizio? Nel primo caso non compro, nel secondo sì.
E questo si chiama mercato.

Le tasse invece funzionanao così: il tizio ti piglia i 100 euro poi ti da il servizio che vuole lui, e tu puoi solo sperare che preferisci avere il servizio rispetto ai cento euro. Speranza vana? ovviamente! ! !
Il fatto è che se preferivi il servizio, semplicemente avresti pagato di tua spontanea volontà, non avresti avuto bisogno delle teste di cuoio che ti assediano per mesi per pagarli, quindi se ti obbligano a pagare il motivo è perchè in cambio riceverai un bene di utilità minore rispetto ai tuoi soldi.

Morale della favola la qualità dei servizi resi dalle tasse è penosa per definizione, se così non fosse sarebbe mercato.

Cari lettori so che è tutto il giorno che sbavate per vedere quanto mi avrebbero fatto sclerare le minchiate odierne del nostro beneamato ministro, però mo non è che ogni boiata che dice questo ribatto eh... non ho tutto questo tempo libero, stavolta ce l'ha fatta a farmi incazzare, ma sarò un bonzo d'ora in poi.

Comuque un post del genere non può che finire con la celebre citazione di Lysander Spooner:

"But this theory of our government is wholly different from the practical fact. The fact is that the government, like a highwayman, says to a man: 'Your money, or your life.' And many, if not most, taxes are paid under the compulsion of that threat. The government does not, indeed, waylay a man in a lonely place, spring upon him from the roadside, and, holding a pistol to his head, proceed to rifle his pockets. But the robbery is none the less a robbery on that account; and it is far more dastardly and shameful. The highwayman takes solely upon himself the responsibility, danger, and crime of his own act. He does not pretend that he has any rightful claim to your money, or that he intends to use it for your own benefit. He does not pretend to be anything but a robber. He has not acquired impudence enough to profess to be merely a 'protector,' and that he takes men's money against their will, merely to enable him to 'protect' those infatuated travellers, who feel perfectly able to protect themselves, or do not appreciate his peculiar system of protection. He is too sensible a man to make such professions as these. Furthermore, having taken your money, he leaves you, as you wish him to do. He does not persist in following you on the road, against your will; assuming to be your rightful 'sovereign,' on account of the 'protection' he affords you. He does not keep 'protecting' you, by commanding you to bow down and serve him; by requiring you to do this, and forbidding you to do that; by robbing you of more money as often as he finds it for his interest or pleasure to do so; and by branding you as a rebel, a traitor, and an enemy to your country, and shooting you down without mercy, if you dispute his authority, or resist his demands. He is too much of a gentleman to be guilty of such impostures, and insults, and villanies as these. In short, he does not, in addition to robbing you, attempt to make you either his dupe or his slave."
ilbuffone
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martedì, 02 ottobre 2007, ore 21:37

"Per essere il più possibile obiettivo comincerò col dire che da qualche tempo in qua penso di essere un cretino anch'io. Appartengo ad una specie (per fortuna in via di estinzione) convinta che lo Stato sia un concetto nobile, un'istituzione indispensabile per la convivenza sociale e che quindi vada guardato con rispetto e servito con lealtà. I governi purtroppo sono il più delle volte deludenti o peggio, ma lo Stato è un'altra cosa e conserva la sua nobiltà anche se circondato dall'immondizia.

Io in queste cose ci credo. Anzi ci credevo. Ma m'è venuto il sospetto che siano cretinerie. Sto attraversando una mia crisi di anarchia."

Eugenio Scalfari nell'ultimo Espresso che ho letto, ma non credo che diventerà dei nostri, troppe teorie, troppe argomentazioni, secondo me è più facile diventare grilliani.
ilbuffone
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