domenica, 17 febbraio 2008, ore 14:03

A volte capita che fai un salto su un blog.
Bandierone stars and stripes, frasi roboanti come "un inno alla libertà" e tu dici, beh, sarà uno dei nostri, un po' neocon magari, ma quel "inno alla libertà..." no in fondo sarà uno dei nostri....

poi leggi i commenti ad un post e ti cascano le braccia.

"Ma tu stai giustificando le tasse!"

la risposta a questo commento è veramente una perla:

"Non giustifico nulla. In tema di tasse non c’è nulla da giustificare."

Se state pensando che intenda dire che le tasse non sono giustificabili, purtroppo vi sbagliate, sta dicendo che la tassazione non ha bisogno di essere giustificata, è la volontà del Signore, del Furher, e quindi non c'è bisogno che segua criteri di giustizia o che almeno cerchi ammantarsi di qualche psudo-sillogismo, altro che le polemiche tra Nozick, Rawls, Sen, gli utilitaristi, macchè, inchinatevi al vostro leviathan.

"Non esiste la possibilità di un sistema statale e sociale senza tasse."

Che non esiste la possibilità di un sistema statale senza tasse è vero, il fatto è che si tratta di una condizione desiderabile. sul "sociale" stendo un velo pietoso. Notare la serie di inattaccabili argomentazioni.

"Ci sono stati con imposizione fiscale indiretta bassissima ma solo perchè quella diretta è altissima."

Il kuwait ha un imposizione fiscale del 1% del prodotto interno lordo... ma questo non significa comunque nulla, anche se fosse come dice il tizio cosa vorrebbe dire? Che siccome gli stati hanno le teasse alte allora è bene pagare le tasse alte? E' una cosa senza senso.

"I cosiddetti liberali anti-statalisti che si illudono possa esistere un sistema senza tasse, si illudono e basta."

Cedo davanti a tutte queste argomentazioni, faccio notare il "cosiddetti". questi patetici liberali anti-statalisti, così demodè, nioente a che vedere con i liberali totalitari, l'unico modo corretto di essere liberali.

"Il problema non sono le tasse in sè."

Il problema sono le tasse in sè

"Il problema è il livello della pressione fiscale,"

se non hai una "teoria della giustizia fiscale" come fai a stabilire qual'è il livello ottimo della pressione fiscale? insomma non si può dire che le tasse non vanno giustificate, che sono alte ovunque e poi dire due righe sotto che è un problema se sono troppo alte, è illogico.

"gli sprechi nella macchina dello stato"

sono endemici, si possono limitare un po' magari, ma visto che i burocrati non sanno quali sono i bisogni del cittadino, e non hanno un sistema di feedback decente per orientare le loro scelte, caro cantor te li terrai per sempre, o almeno finchè lo stato non avrà un sistema di lettura del pensiero dei prorpi cittadini, spero mai, preferisco gli sprechi.

"e un sistema amministrativo che non rende ai citadini quello che gli preleva."

questa è proprio bella.
se i servizi che lo stato rende ai cittadini fossero superiori all'importo versato dai cittadini, per quale diamine di motivo le tasse sono obbligatorie? E' ovvio che sei obbligato a pagarle perchè i servizi sono peggiori, se i servizi fossero superiori il cittadino sarebbe leito di versare soldi per ricevere il servizio; è quello che succede tutti i giorni quando compri qualsiasi cosa.
Gli economisti lo chiamano "mercato"

riassumendo:
il servizio è superiore ai soldi versati = assenza di coercizione= mercato
il servizio è inferiore ai soldi versati = necessità di coercizione = stato

"Per chi vive in Svizzera come me, pagare le tasse non è un problema: qui funziona quasi tutto benissimo."

Eppure per lui è un problema. La cosa significa semplicemente che se dividiamo la popolazione svizzera in tax payers e in tax consumers Cantor è un tax consumers Pinocchio è un tax payer. Per dirla in un modo leggermente più brutale Cantor si comporta come un parassita nei confronti degli svizzeri che le tasse non vogliono pagarle.
ilbuffone
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giovedì, 14 febbraio 2008, ore 16:20

Fassino:
«Sui radicali sono più prudente. Spesso si confonde Emma Bonino col Partito radicale. Vede, i radicali al suo tempo hanno proposto di togliere qualsiasi tutela ai lavoratori, introducendo la libertà di licenziamento, nonché l’assoluta liberalizzazione del sistema televisivo, che avrebbe avuto come effetto il rafforzamento del monopolio di Berlusconi. E certo, sui temi etici sono laicisti e non laici. Su cosa siamo d’accordo? Le culture sono diverse. Ma colgo l’occasione per dire che siamo pronti a candidare Bonino nel Pd, ha collaborato egregiamente con Prodi»

Dunque se un giorno vedrete un enorme veicolo giallo con dentro migliaia di persone, non preoccupatevi, non è l'invasione degli ultra corpi e non siete finiti in una  canzone dei beatles, è solo l'effetto della liberalizzazione dei taxi.
Se siete perplessi discutiamone domani mattina dal panettiere, visto che da quando li hanno liberalizzati ne è rimasto solo uno.
ilbuffone
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mercoledì, 06 febbraio 2008, ore 22:51

Probabilmente ognuno ha una sua definizione di concetti di laicità e laicismo, per quanto mi riguarda la questione è mero non-sense il concetto di laicità è molto futile, basta il concetto di libertà, nel momento che uno stato si fa da parte e concede la libertà allora è ovviamente uno stato laico, e più si fa da parte e più laico è.
Se invece pone delle restrizioni all'agire dei cittadini poco importa se tali restrizioni siano prese dalla Bibbia, dal Capitale, da Dianetics o dalla costituzione della repubblica. Il concetto può essere utile a chi invece propugna una visione interventista dello stato, in tal caso le minacce alla laicità non riguardano le idee inerenti alle proposte di legge, ma solo da chi le pronuncia, siccome la chiesa sta sulle balle allora se una cosa la dice Ruini va male, se la dice Bertinotti o chi per lui va bene. Ho notato che se invece entrambi dicono le stesse cose, per esempio, si tende ad ignorare la questione, il buon vecchio metodo del far finta di non vedere.

Per quanto riguarda il laicismo, invece, lo intendo come un uso delle leggi per promuovere una visione della vita, delal società, laica.

La cosa fa schifo in modo simmetrico alla teocrazia, e non è solo un'ipotesi teorica a quanto pare (per esempio il vietare il velo è una cosa molto laicista) si prenda ad esempio questa notizia 

La cosa divertente è che noi siamo abituati a pensare agli scout come ad un'associazione cattolica, ma questo è vero solo in italia, nel resto del mondo è un associazione laica, in italia si è divisa in due associazioni ufficiali, quella cattolica, e quella laica, appunto; questa è la promessa dell'associazione laica:

Prometto sul mio onore di fare del mio meglio per:
- compiere il mio dovere verso Dio, la Patria, la Famiglia;
- agire sempre con disinteresse e lealtà;
- osservare la Legge Scout.

evidentemente non abbastanza laica, qualcuno magari vorrebbe sostituire quel Dio (magari massone, magari spinoziano) col gene egoista; tanti auguri, non contate su di me.
Compiere il proprio dovere verso la selezione delle specie e le leggi della fisica mi suona veramente troppo poco romantico.
ilbuffone
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