"Sì ipocriti liberals è una guerra culturale."
Diceva il caro Rothbard, peccato che a quanto pare i liberals stanno vincendo a tutto campo, nonostante territrorio e contingenze iper favorevoli ai rothbardini, quiesti contano su un centionaio di moschetti e qualche balestra, gli ipocriti liberal hanno un'artiglieria pesante devastante, centinaia di peones armati di forcone pronti ad immolarsi, fanteria, marina e tutto quello che pssono.
Ecco, questo per dire che ho letto l'ultimo "espresso" in biblioteca, vi supplico leggetelo vorrei linkarvi l'articolo ma non lo trovo sul sito. Sì insomma ci sta un'intervista di Naomi Klein a Michael Moore.
Naomi Klein a Michael Moore
Naomi Klein a Michael Moore
Provate a immaginare come potrebbe essere, poi lamentiamoci di Vespa.
Insomma era un'intervista del tipo (citazione non letterale, ma nello spirito, non ho sott'occhio la rivista):
"Nel tuo film mostri brillantemente come faccia schifo il capitlasmo, eppure la gente invece di assaltare alla baionetta le multinazionali e le banche fanno i cosiddetti tea party dove protestano contro i gli aiuti ai poveri, come mai?"
"Non hanno ancora digerito il fatto di avere un afro-americano come presidente"
"che poi la gente comune non capisce niente di economia, che non si fa più alle superiori"
"sì è vero io andavo in giro per le strade a chiedere se sapevano come funzionano i derivati e non lo sapeva nessuno"
Ricordatevi in bocca a chi sono uscite queste parole, gente che non sa neanche cosa sia la domanda e l'offerta, e si lamentano, LORO.
Purtroppo però il documentario ci sta veramente, le elite intellettuali lo promuovono a nastro, la gente se lo vede (più o meno). Vabbè insomma non so come spiegare ulteriormente l'incazzatura nel leggere questa intervista, ma ad essere sincero non solo quella, il fatot è che mi sono comprato l'ultimo libro di Usemlab curato da francesco carbone, con post scritti nei primi anni del duemila che spiegavano come il il boom edilizio sarebbe collassato, di come fannie mae e freddie mac sarebbero zompate per aria, di come sarebbe collassato il sistema creditizio, di come crollerà il sistema pensionistico e poi il definitivo collasso monetario e di come questi problemi sono stati causati, o saranno causati, da una politica monetaria scriteriata.
Poi torni nel mondo reale e ci stanno i trans di marrazzo, irap sì irap no tutti contro tremonti, la classica orchestra del titanic, e la gente Alan Greenspan e Ben Bernanke manco sanno chi sono, sono piuttosto convinto che neanche fior fior di deputati se non anche ministri lo sanno.
mentre invece la retorica anticapitalista si è "appropriata" della crisi per bocciare il libero mercato irrigidendolo ancora di più mentre Bernanke e trichet pompano soldi.
ecco, uno si sconforta, l'unica alternativa è pensa a "the revolution: a manifesto" di Ron Paul che ha venduto un bel po' di copie in america, il fatto è che non bastano mica i libri, perchè poi arriva Moore ti fa una bella inquadraturina poetica e ci ritroviamo chavez presidente del consiglio.
Ecco, mi è balenata in mente l'idea di un megadocumentario sulla crisi, sulla ron paul revolution sui tea party sui salvataggi alle banche di bush e obama, una cosa che sia al tempo stesso poetica e chiara anche per un cittadino comune.
Che sognatore che sono.
ilbuffone
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