Sono stato silente qualche giorno perchè, sapete, prima la tensione prefinale, poi i festeggiamenti, i bagordi (esagerati, prometto solennemente che quando fra quattroanni l'italia raggiunge i pentacampeones bevo di meno), e dopo un lento recupero, posso riscrivere qualcosa.
A proposito di calcio e simboli, ritualità eccetera.
C'è chi si chiede come ci si possa emozionare così tanto per una partita di calcio, sarebbe come chiedere come ci si possa emozionare così tanto a leggere un libro, che poi non sono che macchie di inchiostro su carta, o a guardare un film.
Ti emozioni perchè vi è tutta una sorta di tensione narrativa, in fondo le competizioni sportive sono storie, ognuna con il proprio ritmo e il calcio , oltra alla struttra semplice delle regole ha il giusto modo di esasperare il ritmo, non è quel continuo di tensione del bascket, o il lampo secco del colpo del k.o. nella boxe, ogni goal è centellinato, preparato e atteso qualche secondo prima, ed è un apice narrativo tremendo, orgasmo narrativo quasi.
Una partita è una storia che non sai come andrà a finire, non sai se sarà commedia e tragedia, non c'è una mente diabolica (be oddio non ci dovrebbe essere) che ordisce l'intreccio narrativo, anche se sembra che ci qualcosa, anche quando non c'è moggi: l'michevole con la svizzera il concerto rolling stones, lo scandalo del calcio che si ripete, in finale ogni dodici anni, un mondiale ogni 24, con questi abbiamo sempre vinto, con questi altri dobbiamo vendicarci.
e poi ogni partita ha i sui piccoli aneddoti, belle azioni, contrasti, espulsioni, testate, quasi un'epica omerica.
Ci si aggiunga che il calcio a differenza di altre narrazioni ha un suo effetto realtà, la partita avviene nel mondo reale, non in un mondo possibile, se stavi al circo massimo potevi veramente vedere la coppa, così bella e dorata.
Ed ecco quindi che in questa epica, in questo rituale ci si mette ogni sorta di simbologia, un materialista non potrai mai capire, probabilmente non potrà mai capire niente, il materialista. Il nichilista invece lo sa che è solo una selva di simboli: il tricolore, l'inno, lo stivale, la pizza, gli emigranti, il nopi e il loro; ma il nichilista sa anche che tutta la nostra vita è una foresta di simboli, che ciò che è il movimento di atomi non ha nulla di rilevante, l'unica cosa che possa essere rilevante è come l'apparato cerebrale categorizza tali movimenti. L'univero è il nulla senza una mente che lo contempla, e lo contempla secondo canoni propri della mente che quasi solo di striscio sono legati alla vile realtà.
Insomma tutto questo per dire che se volete capire qualcosa della vita, dovete prima capire qualcosa del calcio :-)
Anzi, ci aggiungo che sono contento perchè i francesi mi stanno proprio qui, sulla zona pubica, perchè dovrebbero essere il popolo con i più grandi complessi di inferiorità e non si capisce come mai si sentono sti gran signori, l'opera d'arte più importante che hanno l'ha fatta un italiano e rappresenta una donna italiana, l'unica volta che hanno contato qualcosa nella storia erano comandati da un'italiano, la loro lingua è un'italiano versione donnicciola.
E poi si dice sempre dell'Italia banderuola, ma vogliamo perlare della Francia della seconda guerra mondiale? "Abbiamo la linea maginot i tedeschi non passeranno mai" dai ridicoli, dopo una figura così invece di dare loro il diritto di veto all'onu dovrebbero darlo alla polonia che è stata più dignitosa.
E poi sono tutti socialisti.
