Oggi vi scrivo dal futuro.
Grande dibattito parlamentatere sul divieto di videogiuchi violenti in Italia. Dopo un primo momento che vedeva il parlamento diviso, è arrivata la confessione del capo programmatore giapponese di "the rule of rose" il gioco tanto contestato ultimamente per i suoi contenuti scioccanti: "Il titolo è un richiamo palese al partito italiano della "rosa nel pugno" e la trama del videogioco ricalca più o meno la recente conferenza dei radicali italiani, blasfemie, umiliazioni pubbliche, abusi sessuali omo, il tentativo di seppellire vivo uno dei membri della "aristocrazia"; The rule of rose è la storia di Daniele Capezzone, pensavamo fosse palese".
Dopo questa dichiarazione, il parlamento ha votato compatto a favore di un restrittivo codice di regolamentazione dei videogiochi, molti deputati si sono sentiti male in aula ripensando ai contenuti scioccanti del videogioco.
Vietate anche vecchie glorie del joystick (rinominato per legge playstick, perchè "stecco della gioia" sembrava un nome troppo ambiguo): stanze buie, musica elettronica ripetitiva, colori fluorescenti, pupazzetti che ingoiano pasticche a manetta; Pac-Man è stato bandito, considerato la causa principale degli odierni rave party e delle stragi del sabato sera.
Vietato anche Tetris, evidente causa scatenante del malcostume di gettare sassi dal cavalcavia, Contrario Diliberto e Pdci, secondo lui è una brilante metafora del funzionamento perfetto del socialismo reale, e poi siccome l'hanno fatto i russi va bene.
Acceso dibattito sul vietare gli scacchi, prima si è sostenuto che è un gioco disecutavi che educa alla guerra, poi qualcuno ha fatto notare che, essendo di origine araba, potrebbe favorire l'integrazione con i nostri amici migranti.
Poi però è stato controargomentato che l'Islam è una religione di pace, quindi è impossibile che abbiano veramente inventato un gioco del genere.
Contrario al divieto Diliberto; è noto che i grandi campioni di scacchi sono sempre venuti dal blocco sovietico, quindi deve trattarsi di un gioco da inserire come materia obbligatoria sin dalle elementari.
Durante le oceaniche manifestazioni previste per la "giornata della legalità" (e che prevedono la discesa di Napolitano dal Montecitorio con le tavole dei diecimila comandamenti, e la rievocazione storica di quando lo Spirito Laico, sotto forma di piccione col pus agli occhi (mirabile simbolo della cecità della della giustizia) scese nei cuori e nelle menti dell'assemblea costituente, donandoci la legge immortale che ancora adoriamo) Il Presidente della Repubblica Popolare Italiana, ha dichiarato che il gioco "guardie e ladri" precursore preadolescienziale di "gran theft auto", già vietato subito dopo the rule of rose, mina alla base il sacro rispetto e timore per le leggi della Repubblica, permettendo ai giovini bambini di interpetare il ruolo di mariuoli, ladri e, probabilmente, evasori fiscali.
Dungeons & Dragons non viene vietato, come dimostrato dal solito servizio delle iene, i parlamentari italiani hanno gravi deficit di attenzione alla lettura, l'ultimo libro che hanno letto è stato "Io coloro" e nessuno è riuscito finire la frase di introduzione al manuale:
"attenzione: in questo manuale troverai descritte cose molto malvage, come omicidi, furti, profanazioni di tombe. Sono cose che nel gioco si possono fare , ma che non vanno fatte nella vita reale, tu e i tuo personaggio siete due cose diverse, veramente, non essere stupido."
Curiosità:
La giornata della legalità esiste veramente.
Bertinotti si è dichiarato favorevole ad una restrizione censoria dei videogiochi, e questo non è un parto della mia fantasia malata, lo ha detto veramente; qualcuno mi spiega cosa diamine passa per la testa di uno che vuole liberalizzare la cannabis e vietare i videogiochi?